Il boss della camorra Raffaele Cutolo trasferito in ospedale

Problemi respiratori ma per avvocato condizioni non sono gravi Avellino - Il boss della camorra, Raffaele Cutolo è stato trasferito d'urgenza dal carcere di Parma all'ospedale del capoluogo emiliano a causa di problemi di salute. Lo riferisce, interpellato dall'ANSA, il legale Gaetano Aufiero. Le condizioni di salute di Cutolo non sarebbero, a detta dell'avvocato, gravi. Il capo della Nco - da circa 25 anni in regime di carcere duro - avrebbe accusato seri problemi respiratori per la cui soluzione si è reso necessario il suo trasferimento in ospedale per garantire le migliori terapie.

Desaparecidos in Messico, intercettazione incastra il boss

"Li avete? Fatene ciò che volete". Autorità rispondono a Onu Napoli, 3 giugno - Un'intercettazione telefonica incastra el Quince, uno dei due malavitosi arrestati nei mesi scorsi in Messico, che, secondo gli inquirenti, avrebbe informazioni sui tre napoletani scomparsi, in particolare su Antonio Russo e Vincenzo Cimmino. Dopo lunghi mesi di attesa, infatti, lo stato Messicano ha risposto al ricorso presentato all'Onu dall'avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie Russo e Cimmino. "Dalle indagini emerge un elemento fin ora non dichiarato dalle autorità locali - dice Falleti - il Quince (attualmente in carcere, ndr) era a conoscenza del rapimento degli italiani e questo dato emerge da un intercettazione telefonica nella quale conversa molto presumibilmente con un capo cartello locale il quale comunica di

Camorra: arrestato boss dopo 15 anni di latitanza

Ritenuto tra i più pericolosi d'Italia, reggente del clan camorristico degli "Orlando-Nuvoletta-Polverino" Napoli, 27 novembre - I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato Antonio Orlando, 60enne, ritenuto il reggente del clan camorristico degli "Orlando-Nuvoletta-Polverino" operante nell'hinterland a nord di Napoli. L'uomo, inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi d'Italia, era ricercato da 15 anni. Nei suoi confronti erano state disposte due ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione di tipo mafioso emesse dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. È stato catturato all'alba di questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna in un appartamento a Mugnano di Napoli.

Camorra: boss al 41bis minaccia il pm D’Alessio

Augusto La Torre, intercettato: "D’Alessio deve sapere che se anche se sto al 41bis comando lo stesso e posso sempre far fare una brutta fine alle persone" "D’Alessio deve sapere che se anche se sto al 41bis comando lo stesso e posso sempre far fare una brutta fine alle persone" sono le parole choc che il boss della camorra casertana Augusto La Torre ha pronunciato nel corso di un colloquio in carcere avuto con il fratello Antonio, che il gip Maria Gabriella Pepe, nell'ordinanza di misura cautelare, ha definito una "minaccia velata" nei confronti del pm della Dda Alessandro D'Alessio, titolare di molte inchieste contro i La Torre. Una indagine che nasce nel 2015 quando dopo 25 anni si prospetta la

Riina, manifesto funebre annuncia il “lieto evento”

Il manifesto apparso a Ercolano con i nomi di 24 vittime di mafia. Il sindaco Buonajuto, noi non gioiamo Ercolano, 17 novembre - Un manifesto funebre che dà "il lieto annuncio" per la morte di Totò Riina, è comparso in via IV Novembre ad Ercolano (Napoli). Ai lati del manifesto, di matrice anonima, vi sono le foto dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino caduti per mano della mafia. "E' morto Salvatore Riina di anni 87 - recita il manifesto - Ne danno il lieto annuncio..." e seguono i nomi di 24 vittime tra magistrati, uomini della scorte che li accompagnavano ed altre vittime innocenti tra cui Peppino Impastato, il generale Dalla Chiesa, don Pino Puglisi, Rocco Chinnici. Prende le distanze il sindaco

Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, la memoria a otto anni dal duplice omicidio

FAI Antiracket: lunedì 12 settembre 2016 una manifestazione pubblica per ricordare le due vittime di camorra Caserta, 11 settembre - Lunedì 12 settembre 2016, a partire dalle ore 10:30, nella Sala Consiliare presso la scuola media ‘Leonardo da Vinci’ in via Starza a San Marcellino (Caserta) si terrà una manifestazione pubblica in memoria di Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, vittime innocenti di camorra assassinate nel 2008 dal gruppo del boss Giuseppe Setola. Ciardullo, autotrasportatore, e Fabozzi, suo dipendente, avevano ricevuto richieste estorsive ma avevano fatto esplicitamente intendere di non volersi piegare alla logica del “pizzo”. Dieci anni prima dell’agguato mortale, esattamente nel 1998, Ciardullo aveva denunciato il suo estorsore facendolo arrestare. Nel loro ricordo l’iniziativa del prossimo lunedì organizzata dalla FAI, Federazione delle

Camorra: arrestato il boss Manganiello del clan Marino mentre guardava Inter-Napoli

I poliziotti si sono finti pony express per la consegna di una pizza a domicilio ordinata dal boss mentre guardava la partita Napoli, 17 aprile - Il latitante Roberto Manganiello, 35 anni, leader del clan camorristico scissionista Marino attivo nell’area nord di Napoli, è stato arrestato ieri sera mentre stava guardando l’incontro di calcio Inter-Napoli. Per entrare nell’appartamento di Orta di Atella (Ce), i poliziotti si sono finti pony express per la consegna di pizze a domicilio. L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Polizia di Stato di Napoli e dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato di Orta di Atella, con la collaborazione della squadra mobile di Caserta. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. "Questa è la

Camorra: arrestato Cimmino, boss latitante del Vomero

Arrestato insieme al boss il genero Palma anche lui ricercato e un giovane di 33 anni per favoreggiamento Napoli, 5 marzo - Il boss di camorra egemone nell'area collinare di Napoli, compreso il "quartiere bene" del Vomero, Luigi Cimmino, 55 anni, latitante da circa un mese, è stato arrestato dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli a Chioggia (Venezia) in un blitz scattato nella notte in Veneto e Campania. A Napoli, i Carabinieri hanno arrestato il genero di Cimmino, Pasquale Palma, 35 anni, anche lui ricercato. Entrambi sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione. Cimmino aveva una borsa pronta e 7000 euro in contanti. Con Palma è stato arrestato un uomo di 33 anni per favoreggiamento. Cimmino e

Non rinuncia al pranzo di Natale con la famiglia, arrestato il boss Orefice

Reggente Vanella Grassi bloccato a Monteruscello dai Carabinieri Napoli, 25 dicembre - La voglia del pranzo di Natale con i familiari ha tradito il boss latitante Corrado Orefice, 46 anni, ritenuto il reggente del gruppo criminale della Vanella Grassi. I carabinieri hanno pedinato e filmato la scorsa notte parenti ed amici in tutti i cambi d'auto e di percorso ed hanno individuato la villetta a Monteruscello dove Orefice si nascondeva. Poi vi hanno fatto irruzione. Il ricercato non ha opposto resistenza. Deve scontare una condanna a 20 anni.

Camorra: arrestato Pasquale Sibillo, boss 24enne del clan di Forcella

Fermato a Terni il capo clan di Forcella, 24 anni, responsabile della della faida della "paranza dei bambini" Terminata la latitanza di Pasquale Sibillo, 24 anni, boss camorrista protagonista della faida della "paranza dei bambini" (il gruppo di fuoco composto da baby killer, ndr) che ha insanguinato le strade di Forcella e del centro storico di Napoli. La squadra mobile di Napoli e dello Sco, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia napoletana, hanno tratto in arresto il giovane boss a Terni mentre era in auto con un suo familiare. La polizia sospettava che il latitante avesse degli appoggi in Umbria, infatti era ospitato in un'abitazione nel centro di ternano, e dopo una serie pedinamenti cominciati dal mese di giugno scorso, è stato

Camorra, omicidio Ruffa: dopo 32 anni risolto il caso

Due boss accusati dell'omicidio del camorrista Gaetano Ruffa Dopo 32 anni risolto il caso dell'omicidio di Gaetano Ruffa. Nell'83 il camorrista fu ucciso in un agguato di camorra nella guerra tra clan. Il gip ha presentato tre ordinanze, due di custodia cautelare in carcere per i boss Edoardo Contini e Giuseppe Lo Russo, già detenuti e sottoposti al regime del 41 bis. La terza ordinanza è di arresti domiciliari per il collaboratore di giustizia Ettore Sabatino che ha reso possibile, con la sua collaborazione, la chiusura del caso che andava avanti dagli inizi degli anni 80. Ruffa fu ucciso 32 anni fa in piazza Carlo III e le indagini furono sospese nel gennaio dell'84 per poi essere riprese dai pm Henry  John Woodcock , Enrica

Catturato il boss Cuccaro, latitante dal 2013

Nell'elenco dei latitanti più pericolosi era capo clan a est di Napoli Napoli, 6 ottobre - I carabinieri del gruppo di Torre Annunziata (Napoli) hanno catturato il boss latitante Michele Cuccaro, 49enne napoletano, ritenuto elemento di vertice dell'omonimo clan attivo nei quartieri a est della provincia di Napoli. Era ricercato dal luglio del 2013 e latitante dal novembre dello stesso anno. Era inserito dal ministero dell'Interno nell'elenco dei latitanti più pericolosi.

Il boss del Vomero torna libero, il Riesame ha annullato la richiesta di custodia cautelare

I giudici del Riesame hanno accolto la richiesta degli avvocati difensori di Luigi Cimmino, boss del Vomero tornato in città con l'intento di riappropriarsi della zona collinare di Napoli, annullando l'ordinanza di custodia cautelare emessa al termine delle indagini della Dda partenopea. Il boss del Vomero torna libero dopo 11 giorni di carcere Napoli, 1 agosto - Torna libero, dopo 11 giorni di carcere, Luigi Cimmino, il boss del Vomero tornato in città con l'intento di riorganizzare il clan dopo gli anni trascorsi rinchiuso in prigione. Cosi ha deciso il Riesame (decima sezione) che ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare accogliendo la richiesta degli avvocati difensori, Giovanni Esposito Fariello e Guido De Maio. Scarcerato anche il genero del boss, Pasquale Palma, sul cui

Chi è Nello Trocchia, il giornalista (senza scorta) minacciato dalla camorra

Per le sue inchieste scomode sulla mafia, Trocchia è stato minacciato da un boss in carcere. Nelle intercettazioni, il camorrista parlando con il fratello, dice: “Al giornalista devo spaccargli il cranio” Nello Trocchia è un giornalista de Il Fatto Quotidiano, del programma Tv La Gabbia in onda sull'emittente La7 e del mensile l'Espresso. Nato a Nola nel 1982, è autore di numerose inchieste sulla mafia e in particolare sul clan dei Casalesi e sui loro affari nel settore dei rifiuti. Recentemente, è stato minacciato da un boss finito in carcere proprio a causa di una sua inchiesta. Durante un'intercettazione datata 10 giugno scorso, si sente il camorrista telefonare al fratello e dire: “Al giornalista devo spaccargli il cranio”. Pur essendo passati