Il Rosatellum passa anche al Senato: ecco come funziona la nuova legge elettorale

Via libera di Palazzo Madama con 214 sì e 61 no. A favore della legge si sono espressi Pd, Forza Italia, Lega Nord, Alternativa Popolare, le Autonomie linguistiche e altri del Gruppo Misto e di centrodestra. Cinque Stelle e Mdp fuori dall'Aula al momento del voto Roma, 26 ottobre – La nuova legge elettorale, il Rosatellum, dopo il via libera della Camera dello scorso 12 ottobre, passa anche al Senato con 214 sì e 61 no. La legge è frutto dell'accordo tra Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare. Decisivo l'appoggio di Ala, il gruppo guidato da Denis Verdini, per quanto riguarda il raggiungimento del numero legale. Grandi proteste, invece, da parte del Movimento 5 Stelle e dal Movimento

#VentiRighe – Bassa pressione sui cieli dell’Italia e a prescindere dal clima invernale nuvole minacciose

Santa pazienza Invocate la benedizione di San Polino da Nola, protettore della pazienza e pregatelo di fornirvene a sufficienza  per sopportare l’elencazione dei gruppi che affollano il Parlamento del  nostro Paese. Offrite al santo un fioretto e in cambio chiedete che vi assista la calma olimpica mostrata dall’esimio presidente della Repubblica di confrontarsi con ciascuno di essi, pur consapevole dell’inutilità politica della maggior parte di loro. Con rammarico di facile comprensione, li citiamo, con relativa consistenza numerica dei componenti: Area popolare-Ncd-Centristi per l’Italia (26), Civici e Innovatori (17), Democrazia Solidale-Centro democratico (13), Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi presidente (50), Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (10), Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini (19), Movimento 5 Stelle (91), Partito Democratico (301), Scelta Civica-Ala

Stop al vitalizio per i deputati condannati per mafia e corruzione

FI e M5s contrari alla delibera abbandonano la seduta. La sospensione dei vitalizi non sarà applicata  per i deputati riabilitati dal Tribunale. Grillo: "noi una legge così non voteremo mai perché c'è l'inghippo dentro" Grande soddisfazione per il Presidente della Camera e del Senato che congiuntamente hanno lavorato per mettere lo stop ai vitalizi ai parlamentari condannati per reati gravi. Il presidente della Camera Boldrini ha commentato il risultato ottenuto ieri dicendo che –“è stato fatto quello che chiedevano i cittadini”. Grasso, presidente al Senato, si è lasciato andare al cinguettio su Twitter: “#Senato approva delibera #stopvitalizi: un segnale forte, significativo e concreto dalle Istituzioni ai cittadini. Un bel segnale”. Ad approvare per primo, nel pomeriggio di ieri la delibera che blocca

Legge di Stabilità approvata in Senato “toglie 18 miliardi di tasse ai cittadini”. Renzi soddisfatto, ora tocca alla Camera

Renzi: “Abbiamo stoppato l'assalto alla diligenza: indietro non si torna” 21 dicembre – “Una partita che era davvero difficile perché erano tornati in campo vecchi appetiti e li abbiamo lasciati a bocca asciutta. Abbiamo stoppato l'assalto alla diligenza e messo in cantiere la legge elettorale. Indietro non si torna”. Così il premier Matteo Renzi, ha espresso la sua soddisfazione per l’ok ottenuto nella notte dal Senato in merito alla Legge di Stabilità con 162 sì e 37 no. All’incirca 130 gli emendamenti depositati in Commissione Bilancio della Camera, anche se dalle prime indiscrezioni si apprende che il governo sarebbe intenzionato a non porre la fiducia sul testo a Montecitorio. Renzi ha espresso apertamente tutta la sua soddisfazione per una manovra che “toglie 18

Legge di stabilità, il maxiemendamento passa al Senato votato nella notte

162 sì contro i 37 no. "Ci chiedete di votare Topolino” il commento dei grillini che si sono astenuti dal voto Notte in bianco in Senato per l’approvazione del maxiemendamento alla Legge di stabilità ottenuta poco prima delle cinque di questa mattina con 162 sì contro i 37 no, una maratona in cui non sono mancate proteste e accuse sia dal Movimento 5 Stelle che da Forza Italia. Già dal pomeriggio di ieri, caratterizzato dall’imbarazzo del Governo per l’assenza del testo da votare e con l’inevitabile bagarre messa in atto in aula dalle forze politiche di opposizione, il provvedimento, modificato fino all’ultimo minuto, è giunto in aula solo alle due di notte. Palese l’imbarazzo del viceministro all’Economia Enrico Morando, che dopo

Dl svuota carceri. Pdl, Sel, Pd: “Riforma strutturale”. Lega, Fli e M5S, contro

Duro scontro in Aula per il decreto, infiamma la polemica Roma, 5 febbraio - Continua l'esame del Dl Svuota Carceri. Dovranno essere esaminati i 120 ordini del giorno, presentati prevalentemente da Lega e M5s.  In aula, in occasione della discussione, vi è stato un nuovo show di Gianluca Bonanno (Lega). Dura la reazione di esponenti Pd che hanno determinato l'intervento del vicepresidente della camera Di Maio e l'espulsione del leghista. Ieri la Camera ha approvato la fiducia al Governo sul decreto carceri. I voti a favore sono stati 347 contro i 200 a sfavore e 1 astenuto. La fiducia dovrà passare al Senato entro il 21 febbraio per la consultazione finale.  Il percorso del Dl è stato accompagnato in questi mesi da tante polemiche. L'opposizione

I pasticci di fine anno di un Governo sull’orlo di una crisi di nervi, dal decreto Salva-Roma al milleproroghe

Roma - Il lavoro del governo in questi ultimi giorni del 2013 è stato piuttosto massiccio ed al tempo stesso confuso. Nell'ultima parte dell'anno, come di consueto, si lavora sulla legge di stabilità ed il decreto milleproroghe (vai all'articolo), che come si evince dal nome ha lo scopo di prorogare le scadenze che si ritengono opportune, e di attuare alcuni aggiustamenti alla legge di bilancio. Quest'anno, però, c'è stata un'altra questione di estrema urgenza ed importanza, cioè il debito colossale del comune di Roma. La capitale, che dovendo chiudere il bilancio entro il 31 dicembre, ha avuto bisogno di un intervento governativo per non dichiarare fallimento. La situazione doveva essere risolta tramite un decreto legge, chiamato, appunto, decreto Salva-Roma, in cui sarebbero confluite

I cementifici si trasformano in inceneritori, bruceranno di tutto anche i nostri rifiuti. La Camera dei Deputati approva la mozione della maggioranza

Dopo il sì del Senato del 12 settembre scorso, martedì 22 ottobre è stata approvata anche dalla Camera la mozione presentata dalla maggioranza, con parere favorevole del Governo, sulla combustione di rifiuti nei cementifici, in merito al decreto del ministero dell’ambiente del 14 febbraio. Il decreto Clini, fortemente voluto dal ministro del Governo Monti, approvato al termine del suo mandato, ha di fatto riconvertito la definizione di Css, i combustibili solidi secondari, con la “cessazione della qualifica di rifiuto” per divenire un prodotto a tutti gli effetti, con lo scopo di poterli utilizzare nel processo di combustione dei cementifici. In altre parole i rifiuti possono essere bruciati al posto dei combustibili normalmente usati dai cementifici, che si trasformano di fatto

Il decreto “Valore Cultura” è legge

Il decreto "Valore Cultura", firmato da Massimo Bray, ministro dei Beni culturali e del Turismo, è ufficialmente legge dello Stato. Il provvedimento, varato rapidamente a causa dell'imminente scadenza, è stato ratificato dalla Camera lo scorso 3 ottobre. Il testo, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 agosto, al Senato ha subito le prime modifiche confermate in ultima battuta alla Camera dove sono stati ritirati gli emendamenti proposti dalla maggioranza e sono stati respinti quelli del M5S e della Lega lasciando così irrisolti i punti che hanno scatenato forti proteste come quella avvenuta per il Teatro San Carlo di Napoli (leggi qui). Dal 5 ottobre, le attività del Teatro sono riprese, i lavoratori hanno sospeso l'assemblea permanente mantenendo, però, lo stato di agitazione. Lunedì

Parte il governo a guida PD-PDL, fiducia alla Camera. No di Sel, M5S, Lega e Fratelli d’Italia

Roma, 29 aprile - Il governo Letta si farà. PD-PDL hanno trovato l'intesa sui nomi che compongono la rosa del Consiglio dei Ministri, per un governo di riappacificazione. Questa la sentenza della Camera dei Deputati che ha dato la fiducia al governo di larghe intese. Non sono bastati i 153 dissidenti, tra cui troviamo Sel, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle e nemmeno l’astensione della Lega Nord, il governo si farà ed a stabilirlo sono stati i 453 deputati. Una maggioranza di larga intesa molto solida, almeno così sembrerebbe, nei numeri, che permetterebbe ad Enrico letta di governare il paese per “servirlo”. Questa volta nessuno ha fatto niente per evitare un governo in cui i nemici giurati si tengono a braccetto. Un colpo alla

Il M5S punta tutto sulla comunicazione. 70.000 euro lordi al mese per i consulenti.

Saranno 12 o 14 le persone, tra consulenti esterni e coordinatori, che si occuperanno di gestire la comunicazione alla Camera e al Senato degli eletti del Movimento 5 Stelle. Tutti stipendiati dalla collettività attraverso i contributi destinati alle attività dei Gruppi parlamentari. Per una probabile spesa di 70 mila euro lordi al mese. Claudio Messora, Coordinatore Movimento 5 Stelle del gruppo di comunicazione al Senato, ha pubblicato nel suo blog, dove ormai non si distingue più l’informazione libera né la comunicazione privata dalla pubblica, tutti i dettagli: “I due gruppi di comunicazione saranno composti da staff di cinque/sei persone. (…) Avranno a disposizione parte del budget che i regolamenti parlamentari assegnano ai gruppi. (…) Coloro che faranno parte del team percepiranno