Allagamenti, il Comune di San Gennaro Vesuviano deve restituire 420mila euro al Comune di Ottaviano

La sentenza della Cassazione di una vicenda giudiziaria iniziata negli anni Novanta Il Comune di San Gennaro Vesuviano deve restituire al Comune di Ottaviano circa 420mila euro. Lo ha stabilito una sentenza della Cassazione, che si è pronunciata su una vicenda giudiziaria iniziata negli anni Novanta, quando il Comune di San Gennaro Vesuviano denunciò i Comuni di Ottaviano e Nola perché provocavano - a causa del cattivo stato o della mancanza di adeguate opere idrauliche per il contenimento delle acque piovane - allagamenti al territorio comunale. Si tratta della stessa sentenza resa nota qualche giorno fa, per effetto della quale le amministrazioni di Ottaviano e Nola sarebbero state condannate a rifare il sistema fognario. Dopo una lettura più attenta della sentenza, tuttavia, emerge

Caso Termovalorizzatore di Salerno, la Cassazione assolve Vincenzo De Luca

L'attuale governatore della Regione Campania, secondo i magistrati della Suprema Corte, quando era sindaco di Salerno agì come commissario e quindi potè avvalersi delle deroghe alla legge Roma, 22 febbraio – I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso proposto dalla Procura di Salerno contro la sentenza di assoluzione della Corte d'Appello dell'attuale presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. L'inchiesta riguardava la nomina di un project manager nell'ambito di un progetto per la costruzione del termovalorizzatore di Salerno. De Luca, che era accusato di abuso d'ufficio e peculato, in primo grado era stato condannato a un anno per abuso d'ufficio. Condanna questa che aveva determinato nei suoi confronti la sospensione dell'incarico da presidente della Giunta regionale ai sensi della legge Severino.

Referendum costituzionale, via libera dalla Cassazione. Ora il governo ha 60 giorni per fissare la data della consultazione

Ipotesi voto per fine novembre. Si voterà in una domenica compresa tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo al decreto di indizione Roma, 8 agosto – Il referendum costituzionale sulle riforme si farà. A deciderlo è stata la Corte di Cassazione che ha ammesso la richiesta e attestato che oltre 500mila firme raccolte dal Comitato per il Sì al referendum sono valide. Il governo ha ora 60 giorni per fissare la data della consultazione. Gli elettori saranno chiamati alle urne in una domenica compresa tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo al decreto di indizione, che sarà firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Comitato per il Sì otterrà un rimborso di 500mila euro – uno ogni firma valida,

Legge Severino: De Magistris e De Luca tremano. Entro venerdì la sentenza della Cassazione

La Suprema corte, dopo un ricorso presentato dal “Movimento per la difesa del cittadino”, è chiamata a decidere se la competenza per applicare la norma è dei giudici ordinari o del Tar Potrebbe essere noto entro venerdì mattina il verdetto della Cassazione sulla legge Severino, chiamata ad esprimersi dopo un ricorso presentato dal Movimento per la difesa del cittadino, in merito al reintegro da parte dei giudici amministrativi, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. De Magistris fu sospeso dalla carica di sindaco in virtù della Severino nell'autunno 2014, per abuso d'ufficio nel processo Why Not. Poi reintegrato, dopo il ricorso, prima dal Tar per “non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 del decreto legislativo 235”

Violenza sessuale tramite Internet: per la Cassazione è reato

La Cassazione ha respinto il ricorso di un cinquantenne campano condannato per violenza sessuale ai danni di due bambine attraverso i social network "La violenza o gli atti sessuali virtuali con minorenni non sono necessariamente caratterizzati da una minore gravità rispetto a quelli reali". È quanto emerge dalla sentenza della Terza sezione penale redatta da Vincenzo Pezzella in merito al ricorso di un uomo campano di più di cinquanta anni condannato per atti sessuali con una bambina di nove anni attraverso l'uso dei social network e con l'ausilio di web cam e collegamento in videochiamata. I Supremi Giudici della Cassazione mettono nero su bianco la gravità di atti sessualità virtuali nella stessa misura di atti di violenza inflitti fisicamente ad un minore

Processo Eternit: la Cassazione motiva la prescrizione. Nessun risarcimento per le vittime

La Procura di Torino procederà ora con un nuovo capo d'accusa per Stephan Schmidheiny: omicidio volontario aggravato per la morte da amianto, tra il 1989 e il 2014, di 258 persone “Quante volte ci devono ancora uccidere” si legge su uno dei tanti manifesti mostrati dai parenti delle vittime dell’Eternit. Uno dei processi più tormentati della storia si conclude con una sonora sconfitta, tra le lacrime, di chi ha nel cuore solo il ricordo del proprio caro morto per amianto. Migliaia le vittime tra i dipendenti dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato così come a Bagnoli. Il processo Eternit è prescritto, anzi non si sarebbe dovuto neanche svolgere perché era prescritto già prima del rinvio a giudizio dell’unico imputato ancora in vita, il

Terra dei fuochi: non tutto è perduto, a Caivano terreni sequestrati ma non contaminati

La vittoria dell'imprenditore agricolo di Caivano, Vincenzo Capasso. La Cassazione, annulla la conferma del sequestro dei terreni e invita i giudici ad occuparsi del caso Gli avevano sequestrato il terreno nel 2013. Non ci poteva credere Vincenzo Capasso, imprenditore agricolo di Caivano. La sua proprietà, pur trovandosi in piena terra dei fuochi, giurava fosse sana. L'imprenditore, per questo, si era subito rivolto al Tribunale del Riesame, per far valere le proprie ragioni. Quest'ultimo, si era espresso informando di non poter entrare nel merito della vicenda. Una beffa per il signor Capasso che tuttavia non si è arreso e ha interpellato, con l'aiuto di un agronomo, la Cassazione. Pochi giorni fa la sentenza, secondo la quale, i prodotti di quel terreno sono

Processo Eternit, il diritto vince sulla giustizia e la prescrizione lava via i peccati di Stephan Schmidheiny

La Cassazione prescrive il reato di disastro colposo e annulla la sentenza di reclusione a 18 anni per Schmidheiny, decadono anche i risarcimenti alle vittime. Si attende ora il processo Eternit bis per omicidio Torino, 20 novembre – “È stato assolto, è andato tutto in prescrizione, non ha commesso niente, è innocente. I colpevoli sono quelli che sono morti. I 3000 morti di Casale Monferrato sono i colpevoli”. Lo dice con la voce rotta dalla rabbia, dalla commozione di chi ha creduto, o meglio si è illuso, che la giustizia degli uomini potesse sopperire al dolore di aver perso un proprio caro, vittima dell’amianto, dell’Eternit e di Stephan Schmidheiny. La decisione della Cassazione di accettare la richiesta di prescrizione avanzata dal sostituto procuratore

Cosentino ancora detenuto, attende la decisione della Cassazione in carcere

Accolta la richiesta della Procura partenopea contro la scarcerazione di Cosentino. Il politico è di nuovo dietro le sbarre, in attesa del verdetto della Cassazione. Napoli, 7 giugno - Nicola Cosentino, ex sotto segretario all'economia, dopo aver subito l'arresto emanato dal Gip del Tribunale di Napoli risalente al 3 aprile insieme ai fratelli Antonio e Giovanni con l'accusa di collaborare con il clan dei Casalesi, ed essere stato prontamente difeso dal collega di partito Vincenzo D'Anna - il quale sosteneva che Cosentino fosse vittima di un complotto giudiziario -, si trova di nuovo a dover fare i conti con il Tribunale del Riesame di Napoli. I Giudici del Riesame, infatti, hanno accolto il ricorso della Procura, l'ex sottosegretario resterà in carcere sotto le seguenti inchieste:

Nicola Cosentino? Per la Cassazione non è un politico “bruciato”

La Corte suprema di Cassazione dichiara che è ancora da appurare se l'ex sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, sia un politico "bruciato" per il clan dei casalesi. Roma - Dopo gli arresti eseguiti e le scarcerazioni, Cosentino ha partecipato alla convention di Forza Campania tenutasi nel 2013, tenendo comunque a dichiarare ripetutamente di non star facendo politica. A parere della Corte suprema, gli elementi che legano Cosentino agli ambienti camorristici sono da analizzare con maggiore attenzione, così come si deve tener conto delle agevolazioni che sia il clan, sia il politico hanno avuto, "collaborando insieme". Gli Ermellini invece tengono a far notare che non si sa ancora con certezza se Nicola Cosentino sia o meno un politico "bruciato" per il clan, visto che Cosentino stesso

Berlusconi: 2 anni di interdizione Cassazione, la pena è esecutiva

(AGI) - Roma, 18 mar. - Confermati i due anni di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi. Lo ha deciso la terza sezione penale della Cassazione. La pena accessoria è ora immediatamente esecutiva. La suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Berlusconi contro la sentenza con cui la corte d'appello di Milano, il 19 ottobre scorso, fissò in due anni il periodo di interdizione per l'ex premier. I giudici di piazza Cavour hanno dichiarato irrilevanti le questioni di legittimità costituzionale sollevate dagli avvocati Coppi e Ghedini, nonchè condannato Berlusconi a pagare le spese processuali. I due anni di interdizione sono la pena accessoria collegata alla condanna, divenuta definitiva il primo agosto scorso, a 4 anni di reclusione

Cassazione: vietata la vendita di frutta e verdura all’aperto

Coldiretti attacca il provvedimento, favorisce la grande distribuzione Roma, 12 febbraio – A seguito di una sentenza del Tribunale di Nola, la Cassazione ha vietato la vendita di frutta e verdura all'aperto, penalmente perseguibile con ammenda per la violazione della legge 283/1962, riguardante la “disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.” Il Tribunale di Nola aveva infatti condannato un commerciante ambulante per la vendita di frutta e verdura su strada, modalità questa che esponeva i generi alimentari in questione agli agenti atmosferici ed inquinanti, pregiudicandone la qualità e la relativa salubrità. L’episodio era avvenuto a Pomigliano d’Arco, dove l’uomo era stato condannato per la cattiva conservazione dei generi alimentari, non rispettando le norme sanitarie in materia. Nella sentenza della

Berlusconi: ”Pm irresponsabili, accanimento che non ha eguali”

Roma, 1 ago. (Ign) - ''Contro di me un vero e proprio accanimento giudiziario che non ha eguali nel mondo civile''. Sono le parole pronunciate da Silvio Berlusconi, poche ore dopo la lettura del verdetto da parte della Cassazione che ha confermato la condanna del Cavaliere nel processo sui diritti tv, nel videomessaggio di circa 10 minuti in cui ha attaccato duramente la magistratura che "è assurta da 'ordine dello Stato' a un vero e proprio 'potere dello Stato", ha detto l'ex premier. ''Questo illimitato potere della magistratura - ha proseguito - ha condizionato permanentemente la vita politica italiana''. E ''la sentenza di oggi conferma che una parte della magistratura è diventata un soggetto irresponsabile''. ''La magistratura - ha affermato Berlusconi

BREAKING NEWS. Confermata condanna Berlusconi a 4 anni Cassazione: interdizione da ridefinire

Roma, 1 ago. (ANSA) Confermata la condanna d'appello a 4 anni di reclusione e rinvio alla Corte d'Appello di Milano per rideterminare l'interdizione. Lo ha deciso la Corte di Cassazione a conclusione del processo Mediaset. ''Ora bisogna vedere chi si dimette dei ministri del Pdl, immagino che una come la Biancofiore si dimetterà''. Lo dice Guido Crosetto, ex Pdl ora passato a Fratelli d'Italia a Sky Tg24 dopo aver ascoltato la sentenza della Corte di Cassazione su Mediaset.