Alla scoperta dei fantasmi partenopei. Il Cavaliere dal braccio spezzato tra le mura di Castel dell’Ovo.

Un tempo Castel Marino o di Mare, deve il suo nome odierno  alla caratteristica forma ovoidale della Pianta. La leggenda ci racconta che il nome “dell’Ovo” gli fu attribuito da Virgilio, il quale aveva posto un uovo all’interno di un fiasco di vetro (altre versioni ritengono fosse una caraffa), ponendolo in un luogo segreto dentro una stanza: il futuro del Castello sarebbe dipeso dalla sorte dell’uovo in sospensione. Tra il 1326 e il 1382, sotto il regno di Giovanna I d’Angiò, l’uovo si ruppe e il castello crollò rovinosamente. La Regina lo fece ricostruire e sostituì anche l’uovo rotto. C’è un’altra versione di questa leggenda che vorrebbe la città di Napoli completamente poggiata su un uovo e un’altra ancora che parla di due