Camorra, condannate le donne del clan Zagaria

Pene da 3 a 6 anni. Rito abbreviato dopo arresti del 13 dicembre Sono state tutte condannate in primo grado, al termine del giudizio abbreviato tenutosi a Napoli, le quattro donne del clan Zagaria, arrestate il 13 dicembre scorso dalla Dia nell'ambito di un'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Beatrice Zagaria, sorella del capoclan Michele Zagaria (difesa da Giuseppe Stellato e Nando Letizia), accusata di associazione camorristica, perché ritenuta organica al clan fondato dal fratello, è stata condannata a sei anni di carcere, mentre le cognate Patrizia Martino, Francesca Linetti e Tiziana Piccolo, rispettivamente mogli dei fratelli Antonio, Pasquale e Carmine, accusate di ricettazione per aver percepito lo "stipendio" mensile dal clan, sono state condannate a tre anni di reclusione;

Omicidio Fortuna, chiesto l’ergastolo per Raimondo Caputo

10 anni all'ex compagna, è la richiesta dei pm ai giudici della quinta sezione della Corte d'Assise Napoli - La condanna all'ergastolo e sei mesi di isolamento diurno è la richiesta avanzata dai pm Domenico Airoma e Claudia Maone nei confronti di Raimondo Caputo, detto Titò, accusato dell'omicidio della piccola Fortuna Loffredo, avvenuto a Caivano (Napoli) nel 2014. La richiesta è stata formulata al termine della requisitoria davanti ai giudici della quinta sezione della Corte d'Assise. I pm hanno chiesto anche 10 anni di reclusione per Marianna Fabozzi, ex compagna di Titò imputata per concorso in abusi sessuali.

16 anni all’assassino di Ciro Esposito, ridotta di 10 anni la pena a De Santis

Assolto dal reato di rissa, esclusa l'aggravante per futili motivi e recidiva Roma, 27 giugno - Sedici anni di reclusione, a fronte dei 26 inflittigli in primo grado. Questa la pena comminata in appello, a Roma, a Daniele De Santis, l'ex ultras giallorosso che uccise il napoletano Ciro Esposito poche ore prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli il 3 maggio 2014. La sentenza è stata emessa dalla prima Corte d'assise d'appello di Roma, presieduta da Andrea Calabria con Giancarlo De Cataldo. La riduzione della condanna a De Santis è motivata dall'assoluzione dall'ulteriore reato di rissa contestato, nonché dall'esclusione dell'aggravante dei futili motivi e della recidiva. I giudici d'appello hanno assolto gli altri due imputati, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, tifosi del Napoli,

#VentiRighe – L’ingiustizia è uguale per tutti

C’è da chiedere l’ausilio della calcolatrice per conteggiare il “rotto della cuffia” che manda assolti politici e top manager con il rituale italico della prescrizione o grazie a sentenze benevole di una parte sempre più estesa della magistratura giudicante Chi sta dalla parte della giustizia giusta ricorda a chi finge di dimenticare l’intransigenza di magistrati, le loro condanne “esemplari” inflitte al senza lavoro che prende un pezzo di formaggio dagli scaffali del supermarket senza pagarlo. Il vuoto di memoria è anche più vistoso per assoluzioni sospette di corrotti, corruttori, ladri di Stato e cosiddetti “onorevoli”. Il verdetto di condanna dell’ impunità e del rigore a senso unico, è tanto più severo se la benevolenza delle aule di giustizia manda assolti i responsabili

Inchiesta sulla P4, Alfonso Papa (Pdl) condannato a 4 anni e 6 mesi per concussione

Secondo i giudici l'ex parlamentare del Popolo della Libertà utilizzava informazioni su indagini in corso a carico di imprenditori in cambio di soldi e regali Napoli, 22 dicembre – L'ex parlamentare del Popolo della Libertà ed ex magistrato, Alfonso Papa, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione con l'accusa di concussione. La sentenza è stata emessa dalla I sezione del Tribunale di Napoli. I giudici ritengono che Papa abbia utilizzato informazioni su indagini in corso, ricevute grazie a conoscenze negli ambienti investigativi, per farsi dare soldi o altre utilità da imprenditori coinvolti nelle inchieste. I pm Herny Woodcock e Celeste Carrino avevano chiesto 8 anni di reclusione, ma nel frattempo è intervenuta la prescrizione per rivelazione di segreto

L’ex sottosegretario Cosentino condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione camorristica

La sentenza getta un'ombra sulla politica casertana, per il pm Alessandro Milita: "E' riduttivo dire un'ombra" Caserta, 17 novembre - L'ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino è stato condannato a nove anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione camorristica. La sentenza del tribunale di S. Maria Capua Vetere dopo 5 ore di camera di consiglio. "E' una sentenza che non mi convince. La valuteremo. Sono convinto che Cosentino non abbia commesso il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, aspettiamo le motivazioni", questo il commento del suo avvocato Agostino De Caro, mentre per il pm Alessandro Milita, la sentenza "rende merito al grande lavoro della Dda, sia dei colleghi attualmente in servizio sia da quelli che

Corruzione, Cosentino condannato a quattro anni di carcere

L'ex sottosegretario del Pdl è accusato di aver corrotto con favori e denaro un agente della penitenziaria in servizio nel carcere di Secondigliano, già condannato con rito abbreviato a 4 anni e 8 mesi. Cosentino in cambio avrebbe ricevuto beni e visite non consentite Nicola Cosentino, ex sottosegretario del Pdl, è stato condannato dal Tribunale di Napoli Nord a quattro anni di carcere per corruzione. Per Cosentino, attualmente ai domiciliari, si tratta della prima condanna nell'ambito dei vari processi in cui è imputato. In sede requisitoria il pm della procura di Napoli Nord, Paola Da Forno, aveva chiesto 6 anni di carcere. L'ex politico era accusato di aver corrotto con favori e denaro un agente della penitenziaria in servizio nel carcere

Morte di Ciro Esposito, 26 anni di carcere per De Santis

Condannato l'ultrà romanista ritenuto colpevole di omicidio volontario del tifoso del Napoli in occasione della finale di Coppa Italia del 3 maggio del 2014 Napoli, 24 maggio - Daniele De Santis, l'ultrà romanista accusato della morte di Ciro Esposito avvenuta nel 2014 a Roma, è stato condannato dalla Terza Corte d'assise della capitale a 26 anni di carcere. L'accusa aveva chiesto l'ergastolo. Il giovane tifoso del Napoli ferito gravemente il 3 maggio di due anni fa, poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e partenopei, morì dopo un'agonia di 53 giorni. "La pena inflitta è congrua e giusta, per De Santis non provo odio perché l'ho perdonato", ha detto la madre di Esposito, Antonella Leardi, in aula dopo la lettura

Compravendita senatori, Berlusconi e Lavitola condannati a 3 anni di reclusione

Prodi: se avessi saputo sarei ancora premier. Ghedini: sentenza ingiustificata Silvio Berlusconi è stato condannato dal Tribunale di Napoli a tre anni di reclusione per corruzione nel processo per la compravendita dei senatori. Alla stessa pena è stato condannato anche Valter Lavitola. "E' una sentenza che riteniamo clamorosamente ingiusta e ingiustificata". Lo ha detto l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi, sottolineando che il processo si prescriverà il 6 novembre. Nonostante la prescrizione Ghedini ha espresso l'auspicio che la Corte di Appello assolva Berlusconi nel merito. "C'erano delle voci, ma, come dissi al giudice, non ne sapevo nulla. Se lo avessi saputo sarei ancora presidente del Consiglio". Così l'ex premier Romano Prodi ha risposto all'ANSA sulla fine del processo a Silvio Berlusconi e

Stop al vitalizio per i deputati condannati per mafia e corruzione

FI e M5s contrari alla delibera abbandonano la seduta. La sospensione dei vitalizi non sarà applicata  per i deputati riabilitati dal Tribunale. Grillo: "noi una legge così non voteremo mai perché c'è l'inghippo dentro" Grande soddisfazione per il Presidente della Camera e del Senato che congiuntamente hanno lavorato per mettere lo stop ai vitalizi ai parlamentari condannati per reati gravi. Il presidente della Camera Boldrini ha commentato il risultato ottenuto ieri dicendo che –“è stato fatto quello che chiedevano i cittadini”. Grasso, presidente al Senato, si è lasciato andare al cinguettio su Twitter: “#Senato approva delibera #stopvitalizi: un segnale forte, significativo e concreto dalle Istituzioni ai cittadini. Un bel segnale”. Ad approvare per primo, nel pomeriggio di ieri la delibera che blocca

Violenza sessuale tramite Internet: per la Cassazione è reato

La Cassazione ha respinto il ricorso di un cinquantenne campano condannato per violenza sessuale ai danni di due bambine attraverso i social network "La violenza o gli atti sessuali virtuali con minorenni non sono necessariamente caratterizzati da una minore gravità rispetto a quelli reali". È quanto emerge dalla sentenza della Terza sezione penale redatta da Vincenzo Pezzella in merito al ricorso di un uomo campano di più di cinquanta anni condannato per atti sessuali con una bambina di nove anni attraverso l'uso dei social network e con l'ausilio di web cam e collegamento in videochiamata. I Supremi Giudici della Cassazione mettono nero su bianco la gravità di atti sessualità virtuali nella stessa misura di atti di violenza inflitti fisicamente ad un minore

De Luca, le motivazioni della condanna: “Nominò il suo capostaff project manager per dargli più soldi”

In base alle motivazioni depositate dalla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, l'ex Sindaco di Salerno inventò la nomina a project manager per il suo capostaff  Di Lorenzo allo scopo di fargli ottenere un alto compenso economico. Il Sindaco definì la condanna “demenziale” e “reato linguistico” ma le motivazioni della sentenza ora lo sconfessano Aveva parlato di “condanna demenziale per aver usato l’espressione project manager invece della parola coordinatore” e per questo Vincenzo De Luca ex Sindaco di Salerno e candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni regionali, l'aveva bollata come “reato linguistico”. Le cose però non starebbero come racconta quest'ultimo, almeno a leggere le motivazioni della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, che lo ha condannato ad un

Processo Ruby: la Cassazione assolve definitivamente Silvio Berlusconi

Respinto il ricorso della procura generale di Milano e confermata la sentenza di assoluzione espressa in Appello, si chiude cosi il processo Ruby. Felicità ad Arcore, il Cavaliere pronto a tornare in campo Roma, 11 marzo - Intorno alla mezzanotte, dopo 9 ore di camera di consiglio dei giudici della Cassazione, arriva l'assoluzione definitiva di Silvio Berlusconi per il processo Ruby. Il Cavaliere era stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione con l'accusa di concussione e prostituzione minorile. In secondo grado, a Milano, arrivò l'assoluzione ma contro il proscioglimento il sostituto procuratore della Corte D'appello di Milano Pietro De Petris presentò ricorso rigettato dai 5 giudici della Suprema Corte che hanno confermato l'assoluzione. Tra circa un mese si

16 anni a Schettino ma niente galera, una sentenza che delude tutti

Negato il ruolo di comandante di nave per 5 anni. Si batterà per dimostrare la sua innocenza Condanna a 16 anni per il comandante del disastro della nave Concordia. Respinta la richiesta di arresto in carcere. Schettino resterà a piede libero.  La pena inflittagli, 1 anno di condanna per abbandono di incapaci, 5 anni per naufragio colposo e 10 anni per omicidio plurimo colposo per i 32 morti e lesioni colpose per i 157 feriti. Una camera di consiglio durata circa 8 ore, assente l'imputato, dichiarato malato dai suoi avvocati. La sentenza è iniziata dalla lettura delle parole "Schettino è colpevole", alla quale ha fatto seguito l'elenco delle condanne ed è continuata con la lettura dei risarcimenti alle parti civili. Francesco Verusio, procuratore di Grosseto da poco in