L’Italicum è in gran parte incostituzionale. La Consulta cancella i capilista bloccati e boccia il ballottaggio

La Corte Costituzionale ha accolto in parte i ricorsi presentati dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova sull'Italicum. A sollevare le obiezioni il pool di avvocati che si era battuto contro il Porcellum Roma, 25 gennaio – L'Italicum è in gran parte incostituzionale. A deciderlo la Corte Costituzionale, che dopo diverse ore di camera di consiglio, ha emesso la sentenza sulla legge elettorale voluta dal governo Renzi e approvata con la fiducia nell'aprile 2015. La Consulta con la sentenza emessa oggi cancella i capilista bloccati, boccia il ballottaggio e dà via libera al premio di maggioranza. Per quanto riguarda le pluricandidature, queste vengono bocciate per metà. Infatti è stata dichiarata illegittima la parte che consentiva al capolista eletto in

No della Consulta al referendum su Jobs Act. Renzi: “Bene, salva la mia riforma si va al voto a giugno”

L'ex premier dal Nazareno, dove prepara il ritorno in campo, dopo la decisione della Consulta di dichiarare l'inammissibilità del referendum sull'articolo 18, proposto dalla Cgil, preme per andare al voto al più presto Roma, 12 gennaio – “Bene, finalmente una buona notizia. In ogni caso però si va a elezioni prima possibile. Al massimo a giugno”. Lo avrebbe dichiarato a Il Messaggero l'ex premier Matteo Renzi, che dal Nazareno, dove prepara il ritorno in campo, tira un sospiro di sollievo per la decisione della Consulta di dichiarare l'inammissibilità del referendum sull'articolo 18 (vai all'articolo). Renzi tira un sospiro di sollievo perché probabilmente, dopo la sconfitta del 4 dicembre al referendum costituzionale, avrebbe rischiato un'altra bocciatura popolare. L'abolizione dell'articolo 18 non ha creato

Referendum Jobs Act, “inammissibile” il quesito sul ripristino dell’articolo 18. Camusso (Cgil): “Valutiamo il ricorso alla Corte europea”

Via libera alla consultazione popolare sulla cancellazione dei voucher e sull'abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante, in caso di violazioni nei confronti del lavoratore   Roma, 11 gennaio – La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito del referendum proposto dalla Cgil sul Jobs Act, che chiedeva il ripristino dell'articolo 18. Norma dello Statuto dei lavoratori che prevedeva il reintegro in caso di licenziamento illegittimo, previsione cancellata dal governo Renzi, sostituendo l'obbligo per l'azienda di reintegrare il lavoratore licenziato illegittimamente con il pagamento di un indennizzo. Via libera della Corte invece alla consultazione popolare sulla cancellazione dei voucher e sull'abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante. Proprio sui voucher però

La Consulta boccia un articolo dello Sblocca Italia. Il Comune di Napoli spera in analogo pronunciamento su Bagnoli

Il pronunciamento della Corte Costituzionale riguarda quanto stabilito dal decreto Sblocca Italia a proposito della linea ferroviaria Napoli-Bari. Il ricorso della Regione Puglia ricalca quello presentato dal Comune di Napoli al Tar a proposito del quartiere flegreo Napoli, 22 gennaio – Alcune norme del decreto Sblocca Italia sono incostituzionali. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale nel pronunciamento su ricorso presentato un anno fa dall'ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Secondo la Consulta, nel caso specifico della Puglia, le norme varate per far ripartire i cantieri sono incostituzionali in quanto non prevedono il coinvolgimento delle Regioni. Tra le norme impugnate ci sono quelle riguardanti il tratto ferroviario Napoli-Bari e l'esame dei contratti di programma tra Enac e gestori degli scali aeroportuali

Il referendum sulle trivallazioni si farà. Sì della Corte Costituzionale

La Consulta dichiara ammissibile il quesito sulla durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. A proporlo sono nove Consigli regionali. Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione. Inizialmente erano 10 le Regioni proponenti i referendum, da queste si è sfilato l'Abruzzo. I referendum erano 6 e il 27 novembre scorso la Cassazione diede loro il via libera. Da allora il governo è intervenuto con una serie di modifiche nella legge di Stabilità, stabilendo anche il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia marine. La Cassazione è tornata quindi a pronunciarsi

Fecondazione assistita, Corte Costituzionale: non è reato selezionare gli embrioni sani

Questione sollevata dal Tribunale di Napoli, resta vietata la soppressione e la crioconservazione La selezione degli embrioni non può essere considerato un reato. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 13 che nella Legge 40 sulla fecondazione assistita, "nella parte in cui contempla come ipotesi di reato la condotta di selezione degli embrioni anche nei casi in cui questa sia esclusivamente finalizzata a evitare l'impianto nell'utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità" dettati dalla legge 194 sull'aborto. La questione di costituzionalità è stata sollevata dal Tribunale di Napoli, secondo cui i giudici della Consulta hanno dichiarato illegittimo l’articolo 13 (commi 3, lettera b, e 4) della legge 40, prevede di sanzionare penalmente l’operatore medico

“La legge Severino è costituzionale”, respinto il ricorso di de Magistris, ora rischia la sospensione

Il sindaco di Napoli verso la sospensione. Guai anche per il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca La Corte Costituzionale ha deciso: la legge Severino non è incostituzionale. Infondata la questione di legittimità sollevata dal Tar della Campania nell'ambito del procedimento sul ricorso presentato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris contro la sospensione dal suo incarico di primo cittadino. I giudici erano chiamati a decidere se l'applicazione retroattiva della norma che all'art.11 prevede la sospensione dalle cariche di sindaco, assessore, presidente o consigliere provinciale, nel caso di condanna non definitiva per alcuni tipi di reato, violasse o meno alcuni articoli della Costituzione. L'udienza pubblica della Corte Costituzionale è iniziata stamane e come vi avevamo anticipato la decisione sarebbe potuta arrivare

Legge Severino al vaglio della Corte Costituzionale. Ora de Magistris e De Luca rischiano

I supremi giudici sono chiamati a decidere sulla costituzionalità della norma che sospende gli amministratori condannati. La questione di legittimità era stata sollevata dal Tar della Campania su ricorso presentato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris ma gli effetti potrebbero riversarsi anche sul presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca Si torna a parlare di legge Severino. In questi giorni i supremi giudici della Corte Costituzionale sono chiamati ad esprimersi sulla costituzionalità della norma che sospende gli amministratori condannati, così come previsto dalla legge. La questione di legittimità era stata sollevata dal Tar della Campania nell'ambito del procedimento su ricorso presentato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris contro la sospensione dal suo incarico. Gli effetti della sentenza potrebbero riguardare

Fecondazione assistita e Legge 40/2004, quando le norme frantumano i desideri di vita delle persone

Le drammatiche storie di due coppie pongono l'accento su una questione non ancora risolta. La legge 40 ritorna in ballo davanti alla Corte Costituzionale Roma, 15 aprile - M. e V. sono una coppia giovante e innamorata, senza nessun problema di infertilità e desiderosa di avere un figlio. Un sogno infranto dalla malattia ereditaria di cui è affetta la moglie: una traslocazione cromosomica molto grave e che facilmente potrebbe trasmettere al futuro bambino. La procreazione medicalmente assistita sembra essere l’unica strada per diventare genitori. La legge 40/2004 un insormontabile ostacolo da abbattere. Dopo 11 anni di polemiche e dibattiti arriva ancora una volta davanti alla Corte Costituzionale la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (pma). Ieri è stata discussa in un’udienza pubblica

De Magistris torna sindaco di Napoli, il Tar decide di reintegrarlo

Il Tar della Campania sospende il provvedimento del prefetto di Napoli preso in base alla legge Severino Adnkronos, 30 ottobre - La prima sezione del Tar della Campania ha sospeso il provvedimento del prefetto di Napoli Francesco Antonio Musolino sulla sospensione del sindaco di Napoli Luigi de Magistris.Il provvedimento era stato preso in ottemperanza alla legge Severino e a seguito della condanna in primo grado nel processo Why not. Il Tar ha deciso di inviare gli atti alla Corte Costituzionale per questioni di legittimità rispetto ai due articoli 10 e 11 del decreto legislativo. Ora de Magistris torna quindi sindaco di Napoli a tutti gli effetti. Foto: tratta da facebook.com

Berlusconi ha deciso. Sconterà la pena con l’affidamento in prova ai servizi sociali

Roma, 11 ottobre - I legali dell'ex premier Silvio Berlusconi, questa mattina, hanno depositato l'istanza per il loro cliente di scontare la pena per la condanna definitiva di frode fiscale, avuta con la chiusura del processo Mediaset, con "misure alternative al carcere". Pertanto, Berlusconi dovrà scontare i 4 anni previsti (di cui 3 coperti da indulto) con l'affidamento in prova ai servizi sociali. Ancora non si sa nulla sul nome dell'associazione che ospiterà il cavaliere. In queste ultime settimane molti enti si erano offerti di accettare l'incarico, tra cui alcune associazioni religiose come Exodus gestita da don Mazzi e il Ceis gestito da don Picchi. Nell'elenco compare anche un ente di ricerca (la Fondazione GeneticaMente) ed un'offerta da parte di Lele Mora,

Femminicidio. Decreto legge contro la violenza di genere o salvacondotto per le Province?

Roma, 9 ottobre - Una questione che non ha avuto particolare rilevanza mediatica, ma non ha mancato di infervorare il clima politico di questi ultimi giorni, è stata la vicenda che ruota attorno al decreto legge contro il femminicidio. Questo decreto che, come scrive Sonia Oranges del Messaggero è "un decreto omnibus sulla sicurezza", è stato oggetto di una denuncia a "Il Fatto Quotidiano" da alcuni esponenti di Sel e M5S. Il decreto pare infatti essere una scatola contenente un salvacondotto per le Province. In un post sul blog di Beppe Grillo, firmato da Massimo Bugani, consigliere comunale del M5S al comune di Bologna leggiamo: "E fu così che nel decreto sul femminicidio i furbacchioni di Pd e PdL inserirono l'emendamento

Napolitano nomina Amato nuovo giudice costituzionale

Roma,12 settembre – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha nominato Giuliano Amato nuovo membro della Corte Costituzionale. Amato, giurista costituzionalista e docente universitario, che vanta una lunga carriera politica in diversi governi (tra cui anche i due governi Craxi durante i quali ha ricoperto la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio), sostituirà dal 16 settembre il professor Franco Gallo. La nomina è stata accolta positivamente da Scelta Civica e dal Centro Democratico che confidano nella cultura giuridica e nell'esperienza del “dottor Sottile”, storico soprannome di Amato. Aspre sono state invece le critiche da parte della Lega, di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle, che speravano in un volto nuovo e sindacano sulla scelta di un “pensionato d’oro”. Indicativi del malcontento

Registro Tumori Campania. La legge regionale è scritta male e la Corte Costituzionale la rimanda al mittente: è illegittima

Napoli, 5 maggio – La Corte Costituzionale boccia il registro tumori per la popolazione della Regione Campania, è quanto si apprende dalla sentenza di venerdì 3 maggio. La norma che istituisce il registro, secondo la Corte Costituzionale è illegittima perché viola il piano di rientro previsto per la stessa Regione. Con la sentenza n. 79/2013, la Corte annulla i punti chiave della legge regionale n. 19/2012, che prevedeva, per l’istituzione del registro, nuovi uffici per ulteriori incarichi professionali, atto in netto contrasto con il piano di rientro della spesa sanitaria campania, in quanto la norma regionale avrebbe gravato con nuovi oneri le casse della Regione. “Ogni intervento che possa aggravare il disavanzo sanitario regionale avrebbe l’effetto di ostacolare l’attuazione del piano di