Referendum, giudici della Cassazione respingono il ricorso del Codacons: “Non è parte del procedimento”

Anche i giudici della Suprema Corte, dopo quelli del Tar, non dicono se il quesito del referendum è legittimo o meno. Rienzi (presidente Codacons): “Sul quesito referendario sembra che tutti se ne lavino le mani” Roma, 24 ottobre – La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza presentata dal Codacons all'Ufficio centrale per il referendum, chiedendo la correzione del quesito referendario relativo alle riforme costituzionali. Secondo l'associazione per i diritti dei consumatori e dell'ambiente quel quesito “è ingannevole e carente delle disposizioni previste dalle legge 352 del 1970”. La motivazione con la quale i giudici della Suprema Corte hanno respinto l'istanza avanzata dall'associazione è “il difetto di legittimazione attiva”: l'associazione non è, cioè, un soggetto titolare dei requisiti necessari per avanzare

Legge Severino, le motivazioni della Cassazione: incandidabilità e sospensione sono automatiche, nessuna discrezionalità

La Cassazione deposita le motivazioni della sentenza che attribuisce al tribunale ordinario e non al Tar la competenza sui ricorsi contro le sospensioni degli amministratori pubblici. A due giorni dal voto, si complica la situazione di De Luca Quando un amministratore locale è colpito dalla sospensione per la legge Severino “non è attribuita alcuna discrezionalità in ordine all’adozione del provvedimento di sospensione; la sospensione opera di diritto al solo verificarsi delle condizioni legislativamente previste e per il tempo previsto dal legislatore”. Questo è stato scritto dai giudici della Cassazione, che si sono pronunciati su un ricorso presentato dal Movimento per la difesa del cittadino, in merito al reintregro da parte dei giudici amministrativi, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris (vai

L’indipendenza economica del figlio maggiorenne e revoca dell’assegno di mantenimento

Sono divorziato e da oltre sedici anni corrispondo un mantenimento di 700 euro a mia figlia che, nonostante abbia superato 30 anni, non ha ancora conseguito la laurea ed ha rifiutato, senza una valida giustificazione, opportunità lavorative che l’avrebbero resa economicamente indipendente. Io, in seguito a questo comportamento, non intendo più versare l’assegno di mantenimento. Ci sono le condizioni per esonerarmi da tale obbligo? Carlo Z. Gentilissimo lettore, in sede di separazione o di divorzio dei coniugi, può essere disposta, a carico dell’ex coniuge non convivente, la corresponsione di un assegno di mantenimento oltre che al coniuge anche ai figli minorenni, nonché ai figli che abbiano raggiunto la maggiore età.  In tale ultimo caso, l’assegno periodico viene disposto a favore al

Separazione: spese ordinarie e straordinarie per i figli

L'avvocato risponde Con la sentenza di separazione, il Giudice ha disposto a carico del mio ex marito un assegno di mantenimento per mia figlia e le spese straordinarie al 50%.  Avrei bisogno di sapere la differenza tra spese ordinarie e spese straordinarie, poiché il mio ex marito contesta le mie richieste di rimborso delle spese sostenute per le attività scolastiche e per le cure mediche, affermando che rientrano nell’assegno di mantenimento. Stefania T. Gentilissima lettrice, l’individuazione delle spese ordinarie e delle spese straordinarie dei figli rappresenta uno dei temi più dibattuti del diritto di famiglia, considerata la mancanza di qualsiasi specifica definizione normativa in proposito, pertanto una risposta può essere ricercata esclusivamente nella prassi dei Tribunali Italiani. Preliminarmente, diverse sono le modalità di

Separazione giudiziale. Come il Giudice decide sull’affidamento dei minori

Io e mio marito ci stiamo separando, dopo vari tentativi di raggiungere un accordo stiamo per intraprendere una separazione giudiziale. I forti contrasti riguardano il mio mantenimento che mio marito si ostina a negarmi, ma principalmente nostra figlia di tredici anni, la sua educazione, i suoi studi, i suoi interessi e la convinzione di mio marito che io la stia allontanando da lui. Il mio Avvocato mi ha accennato alla possibilità di far ascoltare la bambina dal Giudice nel corso della causa di separazione, affinché possa esprimere le sue opinioni. Nutro qualche dubbio sull'opportunità di coinvolgerla in un processo, ma se dovesse essere l’unico rimedio per trovare una soluzione che sia favorevole soprattutto a lei, non vorrei sottovalutarlo. Mi potrebbe

Emanato il regolamento Imu: tax-free per Chiesa e not for profit.

Il 4 ottobre 2012, il Consiglio di Stato  boccia il regolamento del Ministero dell’Economia, per l’introduzione di sconti a favore degli Enti non profit da parte del Governo. Il nostro Paese  sta rischiando molto, avvertono i giudici amministrativi, perché l’Europa controlla e la Commissione di Bruxelles potrebbe multare l’Italia per aiuti di Stato illegali e recuperare tali somme a partire dal 2006, quantificabili in  3 miliardi e mezzo di Euro. Troppi gli sconti praticati e, soprattutto, non godibili  da  tutti gli italiani. Ecco la lunga storia dell’Imu, ex Ici, cominciata esattamente 20 anni fa. Nel 1992, il primo governo Amato introdusse l’imposta comunale e con essa una lunghissima lista di esenzioni: dai fabbricati del Vaticano contemplati nei Patti Lateranensi alle attività sportive, dai luoghi di culto alle case di cura, dai centri sportivi a quelli di assistenza e d’istruzione, sia in