Crisi di governo, M5s e Pd cercano intesa per una nuova maggioranza

Il presidente della Repubblica, al termine di 48 ore di consultazioni, ha concesso ai partiti altri 4 giorni di tempo. Se entro martedì non ci sarà accordo su nomi e programmi per una nuova maggioranza di governo si andrà al voto Dopo le dimissioni da presidente del Consiglio di Giuseppe Conte e 48 ore di consultazioni al Quirinale per dare avvio alla risoluzione della crisi di governo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella concede altri 4 giorni di tempo alle formazioni politiche presenti in Parlamento. Se entro martedì non ci sarà chiarezza sui nomi e su un programma di governo, si andrà al voto. Per questa ipotesi propendono la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e

Crisi di governo, Conte si dimette. Nel discorso al Senato duro attacco a Salvini

Il premier durante le comunicazioni al Senato: “Salvini ha compromesso interessi nazionali in cambio dei suoi”. E ancora: “I comportamenti del ministro Salvini rilevano scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale”. Al termine della giornata il premier è salito al Colle per dimettersi “La crisi in atto compromette l’azione di questo governo, che qui si arresta”. Con queste parole il presidente del Consiglio Giuseppe Conte mette fine all'esperienza del governo gialloverde. Parole pronunciate dal premier durante le comunicazioni in Senato, l'Aula dove appena 14 mesi fa ha ottenuto la fiducia per la prima volta. “La decisione della Lega che ha presentato la mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’ìmmediata calendarizzazione oltreché le dichiarazioni e comportamenti, chiari e univoci,

Crisi di governo, de Magistris attacca Di Maio: “Dopo Salvini resusciterà anche Renzi”

Il sindaco di Napoli, in un post su Facebook, ha attaccato il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio, affermando: “Se qualcuno si trova nella fase della sepoltura politica vada da Di Maio, che pare abbia delle sorprendenti doti taumaturgiche”. E su Salvini: “La sfiducia a Conte? Sole e potere gli hanno dato alla testa” Dopo il “capolavoro politico” che ha permesso a Salvini di passare “dal 17 per cento dei consensi a quasi il 40 per cento”, si ipotizza “un nuovo matrimonio, tra Cinque Stelle e Pd: così passeremo al secondo capolavoro politico di Di Maio, quello di riesumare Matteo Renzi. Dal vangelo Cinque Stelle, il secondo Matteo”. Lo scrive il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in un lungo

#VentiRighe – Bassa pressione sui cieli dell’Italia e a prescindere dal clima invernale nuvole minacciose

Santa pazienza Invocate la benedizione di San Polino da Nola, protettore della pazienza e pregatelo di fornirvene a sufficienza  per sopportare l’elencazione dei gruppi che affollano il Parlamento del  nostro Paese. Offrite al santo un fioretto e in cambio chiedete che vi assista la calma olimpica mostrata dall’esimio presidente della Repubblica di confrontarsi con ciascuno di essi, pur consapevole dell’inutilità politica della maggior parte di loro. Con rammarico di facile comprensione, li citiamo, con relativa consistenza numerica dei componenti: Area popolare-Ncd-Centristi per l’Italia (26), Civici e Innovatori (17), Democrazia Solidale-Centro democratico (13), Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi presidente (50), Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (10), Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini (19), Movimento 5 Stelle (91), Partito Democratico (301), Scelta Civica-Ala

Patto per Napoli, de Magistris: “Pronti a collaborare con il nuovo governo”

Dal 2017, ha spiegato il primo cittadino, dovranno partire le gare per i progetti previsti dal Patto per Napoli Napoli, 12 dicembre – “Siamo disponibili a sederci, anche domani, al tavolo con il nuovo governo e cooperare ai massimi livelli istituzionali perché, per noi, la cooperazione istituzionale è fondamentale. Noi giudichiamo i fatti, non le persone”. Lo ha affermato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando l'evolversi della crisi di governo e l'incarico di capo dell'Esecutivo affidato dal presidente della Repubblica a Paolo Gentiloni (vai all'articolo), ministro degli Affari esteri del governo Renzi. “Il tavolo con il Governo va avanti – ha aggiunto –. Il cronoprogramma funziona e siamo soddisfatti. Dal 2017 dovranno partire le gare previste dal Patto per Napoli.

Crisi di Governo, Paolo Gentiloni presidente incaricato

L'ex ministro degli Affari esteri dell'esecutivo Renzi accetta con riserva l'incarico esplorativo conferitogli dal Presidente Mattarella Roma, 11 dicembre – “Ringrazio il presidente della Repubblica per l'incarico che mi ha conferito: è un alto onore che cercherò di svolgere con dignità e responsabilità: il quadro ampio e articolato delle consultazioni sarà la base del mio lavoro per definire la composizione del governo e per accompagnare e se possibile facilitare con la necessaria sollecitudine le nuove regole elettorali”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, dopo aver accettato con riserva la nomina conferitagli da Mattarella. Gentiloni ha spiegato che Renzi ha scelto di non accettare un reincarico “in coerenza con l'impegno preso nel corso della campagna referendaria”. In realtà, al

Crisi di Governo, terminate le consultazioni. Mattarella: “Soluzione crisi nelle prossime ore”

“Ho ascoltato tutti. Il Paese ha bisogno di un Governo in tempi brevi”, così il presidente della Repubblica al termine delle consultazioni Roma, 11 dicembre - “Ho ascoltato tutti. Il Paese ha bisogno di un Governo in tempi brevi. Nelle prossime ore valuterò quello che emerso da questi colloqui e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi di governo”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al termine della seconda giornata di consultazioni al Quirinale. “C'è l'esigenza generale di una armonizzazione delle due leggi elettorali di Camera e Senato. Questa è condizione indispensabile per le elezioni”, ha aggiunto. Mattarella ha anche sottolienato che “il Paese ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni”. L'ultima delegazione a

Crisi di governo, terminata la prima giornata di consultazioni al Quirinale: tre le principali ipotesi per il nuovo esecutivo

Nessuna dichiarazione ufficiale al momento. Sempre viva l'ipotesi Renzi-bis Roma, 8 dicembre – È terminata oggi alle 19.30 la prima giornata di consultazioni al Quirinale. Oggi sono stati ascoltati nell'ordine il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini e il Capo dello Stato emerito Giorgio Napolitano. La crisi di governo si era aperta ieri, quando Matteo Renzi è salito al Colle per formalizzare le sue dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quest'ultimo ha già fatto capire che ritiene “inconcepibili le elezioni anticipate” senza leggi elettorali omogenee tra Camera e Senato. “Governo di tutti o elezioni dopo il 24 gennaio”, ha affermato ieri durante la direzione del Partito Democratico l'ex premier Matteo Renzi (vai all'articolo). Se la minoranza

E’ crisi di Governo, Letta impallinato dal fuoco amico

La Direzione Pd approva il documento proposto da Renzi ed apre la crisi di governo, Letta presenterà le dimissioni in mattinata. Civati: "Letta come la giraffa dello zoo di Copenaghen" Roma, 14 febbraio - La direzionenazionale del Partito Democratico ha ieri approvato, con 136 voti a favore 16 contrari e due astenuti, il documento che chiede ed apre una "fase nuova". Traducendo significa che il PD ha di fatto sfiduciato il governo Letta, aprendo la crisi di governo. Il segretario Matteo Renzi, artefice e propulsore del documento votato, precisa: "Il rilancio radicale che immaginiamo non suoni come polemica verso Letta né dal punto di vista personale nei confronti di Enrico né verso il governo che ha affrontato momenti di grande incertezza e turbolenza nell’ultimo

Si rinnova la fiducia al governo Letta, ma la fiducia degli italiani si rinnoverà solo con una vera Legge Elettorale

Roma, 3 ottobre – Ieri è stato il giorno della conferma di fiducia al governo Letta, giornata decisiva sia per il governo delle larghe intese che per la politica italiana. Il Pdl che fino ad ora di pranzo teneva ferma la decisione di non rinnovare la fiducia a Letta, ha sorpreso tutti facendo il contrario di quanto minacciato. Il sostegno al governo è stato di fatti deciso dal colpo di scena messo in atto da Berlusconi che, resosi conto che la folta schiera di esponenti del suo partito disposti a votare la fiducia avrebbe determinato una nuova coalizione di maggioranza, nel suo intervento dichiara: . “Mettendo insieme le aspettative e il fatto che l’Italia ha bisogno di un governo che produca

Berlusconi apre la crisi di Governo. Ennesimo tentativo per un salvacondotto politico o elezioni anticipate?

Roma, 29 settembre – Nel pomeriggio di ieri il leader del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, ha diffuso un comunicato nel quale invitava gli esponenti del suo partito a vagliare l’ipotesi delle dimissioni collettive: "Per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani", aprendo di fatto la crisi di governo. Subito dopo, infatti, il vicepremier, Angelino Alfano, ha comunicato al Presidente del Consiglio tramite il suo portavoce, le dimissioni collettive dei ministri Pdl dal governo. Dietro questa decisione, non c’è solo l’opposizione al provvedimento sull’Iva, ma anche la minaccia della decadenza dalla carica di Senatore di Berlusconi, a seguito della condanna definitiva per il reato di frode fiscale. La minaccia della diaspora,