Bagnoli. Disastro ambientale per omessa bonifica. Sequestrate le aree ex-Italsider.

Napoli 11 aprile – Le aree dell’ ex-Italsider di Bagnoli sono state poste sotto sequestro dai Carabinieri su ordine della Procura di Napoli nell’ambito di una indagine condotta dal Pm Stefania Buda con il coordinamento dei Procuratori aggiunti Francesco Greco e Nunzio Fracasso. Il capo di accusa è il disastro ambientale in seguito alla omessa bonifica delle aree di appartenenza alla’Ilva compresa la colmata. Sono stati indagati 21 ex-dirigenti in forze all’epoca dei fatti alla Società BagnoliFutura S.p.A. e dei vari enti locali, sotto accusa anche il direttore generale del Ministero dell’Ambiente, i dirigenti dell’Arpac (Agenzia regionale dell’Ambiente, n.d.r.) ed i rappresentanti delle ditte esecutrici dei lavori. A seguito di esami tecnici disposti dagli inquirenti si sono evidenziati oltre all’inquinamento dell’area,

Le trivellazioni nell’area dell’ex Italsider. Ancora poca chiarezza in assenza del Piano di Emergenza Comunale.

Lo stato di attenzione scientifica attivato a seguito dello sciame sismico nella zona flegrea il 7 settembre 2012 non ha placato la preoccupazione della popolazione, come non ha risolto  il contrasto tra i cittadini flegrei e le trivellazioni nell'area dell'ex Italsider. Nemmeno l’incontro a Napoli del 22 novembre dove alla presenza del direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’ingegner Marcello Martini, tra i principali partecipanti della riunione a cui hanno preso parte il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, l’assessore alla protezione civile della Regione Campania Edoardo Cosenza e i sindaci dei Comuni interessati ha sortito l’effetto desiderato. A tutt’oggi manca una comunicazione ufficiale circa lo stato delle trivellazioni, come l’esatta entità circa la profondità cui sono giunte. Il 20 settembre Emilio Borrelli commissario