Blitz della Dia di Napoli: arrestate le figlie di Bidognetti

Arresto anche per la nuora e di altre 26 persone affiliate al clan dei Casalesi Napoli, 2 febbraio - Duplice blitz anticamorra tra Casertano e basso Lazio: la Dia di Napoli ha arrestato cinque persone tra cui due figlie e la nuora di Francesco Bidognetti, capo storico e fondatore del clan dei Casalesi con Francesco Schiavone. Contestualmente Polizia, Guardia di finanza e Carabinieri hanno arrestato altre 26 persone ritenute affiliate alla stessa fazione del clan. A tutti vengono contestati i reati di associazione mafiosa, ricettazione ed estorsione. In carcere è finita Katia Bidognetti, 35 anni; arresti domiciliari invece per la sorella, Teresa, di 27 anni, perché in stato di gravidanza. Arresto in carcere per Orietta Verso, 43 anni, nuora del capoclan, moglie di

Camorra: blitz della Dia porta in carcere 44 affiliati del clan Russo

Poste sotto sequestro 5 aziende con 3.200 slot machine tra Campania, Lazio e Toscana Napoli, 15 settembre - Quarantaquattro ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di un'inchiesta sulla fazione del clan dei Casalesi che fa capo alla famiglia Russo. Secondo le indagini, condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, la famiglia Russo si sarebbe posta alla testa dell'organizzazione criminale dopo i tanti arresti ai danni della cosca dei Casalesi. I Russo sono fortemente attivi nella gestione delle estorsioni e del controllo degli appalti nel Casertano, e nel monopolio di slot machine e videopoker, grazie a prestanome incensurati, in bar delle provincia di Caserta e quella della provincia di Napoli. Oltre alle manette, stamane sono scattati i sequestri. Cinque le aziende sotto i riflettori

“Sandokan” rompe il silenzio e chiede di parlare coi magistrati

Francesco Schiavone: "voglio spiegare la mia estraneità ai fatti"  Napoli - Parla "Sandokan", alias Francesco Schiavone, il boss dei Casalesi in carcere dal 1998 in regime di 41 bis. Rompe il sacro ed inespugnabile silenzio che, per anni, ha coperto delitti, segreti e complotti di una delle fazioni criminali più spietate al mondo. Lo fa senza mezzi termini, senza troppi giri di parole, perché il sistema mafioso è così che funziona, non si smarrisce nei vortici delle chiacchiere inutili, ma va dritto al sodo. E quindi, nel bel mezzo dell’udienza del processo “Ammutinato più 60″, in corso giovedì 23 gennaio presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Schiavone rinnega la linea del mutismo e, col tono solenne di una minaccia, chiede