Docenti in piazza, AnDDL: “No alle discriminazioni, Sì alla stabilizzazione ed alla progressione di carriera”

Solidarietà dai parlamentari di Fratelli d'Italia e impegni dal senatore della Lega Mario Pittoni L'Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori è scesa nuovamente in piazza, in piena estate, il 7 agosto a Montecitorio, in risposta all'approvazione "Salvo Intese" dell'accordo siglato l'11 giugno tra Governo e Sindacati ma fortemente osteggiato da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle. La manifestazione dal titolo provocatorio "Voi in Vacanza, Noi Docenti Precari Disoccupati in Piazza!" ha visto la folta partecipazione di docenti di ruolo e precari di Terza Fascia contro le discriminazioni della politica e per la stabilizzazione di chi ha all'attivo almeno 3 annualità di servizio, per la difesa del diritto alla mobilità professionale per tutti i docenti di ruolo "ingabbiati", per chiedere

Pianura, furto nella sede di Fratelli d’Italia. Santoro e Diodato: “Non ci fermeranno”

Il raid sarebbe avvenuto presumibilmente tra il 14 e il 15 agosto. Rubate attrezzature elettroniche e alcuni documenti Napoli, 17 agosto – Furto nella sede di Pianura del partito Fratelli d'Italia. I malviventi hanno portato via attrezzature elettroniche e documenti. Il consigliere comunale di Napoli Andrea Santoro e il vicecoordinatore regionale Pietro Diodato hanno raccontato così l'accaduto: “Presumibilmente tra il 14 ed il 15 agosto ignoti si sono introdotti nella sede del partito, prelevando attrezzature e documenti. Appena i nostri militanti si sono accorti di quanto accaduto abbiamo informato 113 e Digos. Hanno preso alcune attrezzature elettroniche, tra cui il computer su cui avevamo i nostri archivi, un pc di scarso valore commerciale ma importante per noi per il suo contenuto.

Elezioni politiche 2018, tutti gli eletti al Parlamento in Campania

Gli eletti alla Camera dei Deputati e al Senato in Campania. Grande successo dei Cinque Stelle, con 40 deputati e 20 senatori. Flop Pd, con 6 deputati e 3 senatori. Per il Centrodestra 12 eletti alla Camera e 6 al Senato Napoli, 6 marzo – A 48 ore dal termine delle Elezioni politiche 2018 si sta delineando il quadro degli eletti in Parlamento che erano candidati in Campania. Nella nostra Regione si assegnavano 60 seggi alla Camera e 29 al Senato. Negli uninominali ha stravinto il Movimento 5 Stelle, con la conquista di 32 collegi su 33: solo in quello di Agropoli ha prevalso il Centrodestra. I Cinque Stelle portano a Roma 40 deputati su 60 e 20 senatori su 29.

#VentiRighe – Allarmi, son neofascisti

Eccesso di pessimismo? Vediamo. Cari figli e nipoti, niente o poco c’è nella vostra mente distratta dal bene e dal male del modernismo di quanto l’Italia e il mondo hanno patito, vittime dell’onda anomala del nazifascismo, di uno tsunami apocalittico Molti di voi non condividono il chiaro, netto, perfino violento antifascismo dei vostri padri, dei vostri nonni, che quell’infame dittatura hanno vissuto sulla loro pelle. Scalfisce poco l’agio di vivere in questa democrazia il racconto dei superstiti di pagine di storia scritte dal fanatismo di popoli plagiati, perciò non coscienti, dalla megalomania disumana di Hitler e del suo servo sciocco Mussolini. Allora, vi ricordiamo la tragedia di sei milioni di ebrei sterminati, il carcere e l’esilio dei dissidenti, l’olio di ricino

Comunali di Acerra, Fdl si smarca dal Pd e scarica Paola Montesarchio

Fratelli d'Italia ad Acerra sceglie di non sostenere più la candidata sindaco Paola Montesarchio, a guida della lista civica “Ora si cambia”, di cui fa parte anche il Partito Democratico. Scelta che sarebbe dettata proprio dalla presenza del Pd in coalizione Napoli, 9 maggio – Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, ad Acerra non sosterrà più Paola Montesarchio (in foto), candidata sindaco appoggiata da una coalizione di cui fa parte il Partito Democratico. A spiegare il perché Fdl avrebbe deciso di smarcarsi dalla coalizione, scegliendo come candidato sindaco Raffaele Barbato, è stata la stessa Montesarchio. “I leader acerrani di FdI sono stati i maggiori fautori e promotori della mia candidatura – ha affermato in una nota la Montesarchio –, tanto

Comunali 2015 a Quarto, Consiglio di Stato esclude 7 liste

La decisione dopo il ricorso del Movimento Cinque Stelle che ha denunciato irregolarità nella presentazione delle firme. Vengono esclusi dalla competizione il centrosinistra, Fratelli d'Italia-AN ed Ncd Quando i cittadini di Quarto il 31 maggio si recheranno in cabina elettorale per decidere chi sarà il nuovo sindaco e rinnovare il Consiglio comunale si ritroveranno a dover scegliere fra una manciata di candidati. Infatti, dopo il ricorso del Movimento Cinque Stelle che aveva denunciato irregolarità nelle firme, il Consiglio di Stato si espresso dando ragione ai pentastellati ed escludendo ben 7 liste. È fuori dalla competizione elettorale tutto il centrosinistra (Pd, Sel Udc, Centrodemocratico, lista civica Quartopuntozero) che sosteneva il candidato sindaco Francesco Dinacci, fuori Fratelli d'Italia-AN che aveva candidato Giuseppe Martusciello

Elezioni regionali in Campania, Caldoro: “No ai condannati in lista”. Ma qualcuno c’è

Lo aveva dichiarato il governatore uscente pochi giorni fa. A ben guardare la realtà è un'altra e nelle liste che sostengono la sua candidatura, i condannati non mancano. Diversi gli imputati, ma Caldoro per loro è “garantista” Con la scadenza per la presentazione delle liste per le elezioni regionali in Campania, avvenuta sabato scorso (vai all'articolo), svanisce il sogno di molti cittadini campani: quello di vedere estromessi i condannati. Non sarà così. Infatti, questi non mancano tanto tra i candidati del centrosinistra quanto del centrodestra. E proprio per quanto riguarda il centrodestra, il governatore uscente Stefano Caldoro aveva dichiarato pochi giorni fa: “No ai condannati in lista. Per gli imputati valuteremo caso per caso”. Probabilmente si riferiva solo alla lista “Caldoro Presidente”,

Quirinale: Mattarella eletto Presidente della Repubblica. Forza Italia si spacca. I commenti dei partiti e il profilo del nuovo presidente

Superato il quorum previsto per l'elezione con 665 voti. Vota a favore NCD. In Forza Italia non rispettato l'ordine di scuderia È Sergio Mattarella, il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana. Dopo la terza fumata nera di ieri (vai all'articolo), la quarta votazione è risultata decisiva. Il neo eletto Presidente ha ottenuto 665 voti, sfiorando il quorum richiesto nei primi tre scrutini (672 voti). La presidente della Camera Laura Boldrini, ha dato l'annuncio intorno alle 13,34: “Proclamo eletto presidente della repubblica Sergio Mattarella, che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti”. L'elezione di Mattarella, è stata sostenuta e votata in modo compatto dal Partito Democratico. Con il PD hanno votato a favore anche Sel, Scelta civica, Autonomie, Popolari per l'Italia, Gal e 6 parlamentari

Ballottaggio Amministrative, rivincita dei partiti di centro-destra

Al voto 139 comuni, Livorno va al M5S 9 giugno - Dopo il trionfo europeo, che ha visto il centro-sinistra vero trionfatore della scena nazionale, ora il partito di Matteo Renzi ha dovuto fare i conti con una realtà divisa ed instabile. Le Elezioni Amministrative, cioè quelle per eleggere il Sindaco, si sono tenute in 139 comuni ed hanno reso una piccola rivincita ai partiti di centro-destra, oltre che al Movimento 5 Stelle. Per la prima volta nella storia Livorno, storica roccaforte di sinistra e social-comunista, cade nelle mani dei grillini che si aggiudicano uno dei comuni più importanti. Al ballottaggio livornese scende la quota di affluenza e trionfa il partito di Beppe Grillo. Si arresta così la macchina schiacciasassi del Partito Democratico. Non perde

Parte il governo a guida PD-PDL, fiducia alla Camera. No di Sel, M5S, Lega e Fratelli d’Italia

Roma, 29 aprile - Il governo Letta si farà. PD-PDL hanno trovato l'intesa sui nomi che compongono la rosa del Consiglio dei Ministri, per un governo di riappacificazione. Questa la sentenza della Camera dei Deputati che ha dato la fiducia al governo di larghe intese. Non sono bastati i 153 dissidenti, tra cui troviamo Sel, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle e nemmeno l’astensione della Lega Nord, il governo si farà ed a stabilirlo sono stati i 453 deputati. Una maggioranza di larga intesa molto solida, almeno così sembrerebbe, nei numeri, che permetterebbe ad Enrico letta di governare il paese per “servirlo”. Questa volta nessuno ha fatto niente per evitare un governo in cui i nemici giurati si tengono a braccetto. Un colpo alla