Inaugurazione anno giudiziario, il Pg Riello: no all’antimafia di facciata

No alla sola antimafia delle fiaccolate e ai perbenismi di facciata "La vera antimafia sta all'antimafia delle sole fiaccolate e dei proclami come l'agricoltura sta all'agriturismo: quest'ultimo costituisce la versione turistica, patinata e, in definitiva, fasulla dell'agricoltura". Lo ha detto il procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, Luigi Riello, all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Per sconfiggere i fenomeni delittuosi, a parere di Riello, è necessario comunque "che scatti quella rivoluzione culturale di cui tanto si parla. Non abbiamo bisogno di perbenismi di facciata, di anatemi roboanti, ma di profonda consapevolezza della gravità della situazione". Poi uno sguardo alla città e alle sue due anime, quella legale è quella illegale: "La presunta città legittima condanna quella illegittima quale fonte di disagio e

Al via “I dialoghi sulla giustizia” per la II^ edizione di Match Point

Appuntamento inaugurale con Franco Roberti per la seconda edizione di Match Point giovedì 8 febbraio ore 21 Dopo il grande successo della prima edizione aperta da Aldo Masullo e chiusa da Maurizio De Giovanni domani alle 21 riparte al “Clubino” la rassegna di incontri “Match Point”. Anche quest’anno il circolo culturale napoletano di via Luca Giordano radunerà nel suo salotto la Campania ‘illustre’, quella che primeggia a livello nazionale nel rappresentare la cultura, l’arte o le professioni. Immutata l’originale formula della rassegna nel corso della quale i confronti vedranno come protagonista soprattutto il pubblico e saranno strutturati come un match virtuale di tennis tra l’ospite illustre ed i partecipanti alle serate di “Match Point”. La grande novità della seconda edizione è, invece, il filo conduttore tematico dei tre appuntamenti: la

#VentiRighe – Più inferno che carcere

Ho provato. Ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovato virtualmente nella cella di un carcere [Sono in attesa di giudizio, indagato per spaccio di droga. In realtà ne faccio uso personale e me ne sono fornito in una certa quantità in Colombia durante un viaggio mirato a procuramene piuttosto agevolmente. Mi sono illuso di farla franca. Sbarcato in Italia, hanno scoperto nella valigia venti dosi di eroina, fiutate dal pastore antidroga di un finanziere. Arresto e trasferimento in carcere nel furgone della polizia penitenziaria. Ad occhi chiusi, dalla memoria fotografica sono emerse le drammatiche immagini di Rudolf Kruger: celle lager, detenuti in condizioni subumane, spazi angusti, servizi igienici senza privacy. Con gli occhi chiusi ho scorso le righe di articoli

#VentiRighe – L’ingiustizia è uguale per tutti

C’è da chiedere l’ausilio della calcolatrice per conteggiare il “rotto della cuffia” che manda assolti politici e top manager con il rituale italico della prescrizione o grazie a sentenze benevole di una parte sempre più estesa della magistratura giudicante Chi sta dalla parte della giustizia giusta ricorda a chi finge di dimenticare l’intransigenza di magistrati, le loro condanne “esemplari” inflitte al senza lavoro che prende un pezzo di formaggio dagli scaffali del supermarket senza pagarlo. Il vuoto di memoria è anche più vistoso per assoluzioni sospette di corrotti, corruttori, ladri di Stato e cosiddetti “onorevoli”. Il verdetto di condanna dell’ impunità e del rigore a senso unico, è tanto più severo se la benevolenza delle aule di giustizia manda assolti i responsabili

“Napoli città di pace e di giustizia”, il Consiglio comunale approva la modifica dello Statuto

Per deliberare la modifica erano necessari 27 voti a favore. La votazione si è conclusa con 27 sì e 4 astenuti Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la modifica dello Statuto con cui si inserisce la dicitura Napoli Città di Pace e di Giustizia. Per deliberare la modifica erano necessari 27 voti a favore. Durante la votazione erano presenti in Aula 31 consiglieri: 27 i sì e 4 gli astenuti. “Napoli non scopre oggi di essere città di pace – ha dichiarato il sindaco de Magistris –, ma proprio per questo ci sembrava bello che non lo esprimesse solo la Giunta ma che questo fatto fosse inserito nello Statuto. Credo che questo sia un messaggio forte, i sindaci passano e invece

Cinque Stelle e garantismo, De Luca: “Occasione per sottrarre vicende giudiziarie al gioco della strumentalizzazione politica”

Il governatore della Regione Campania parla del codice etico dei Cinque Stelle, che rende non automatica la sanzione per l'eletto M5s coinvolto in un'indagine. Ciarambino (M5s) replica: “Politica non può delegare a magistratura compito esclusivo di far pulizia” Napoli, 3 gennaio – “La discussione apertasi nel Movimento 5 Stelle sul rapporto tra giustizia e responsabilità istituzionali può rappresentare un'occasione per sottrarre le vicende giudiziarie al gioco della strumentalizzazione politica continua di vario segno”. Lo ha affermato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, riferendosi al codice etico sottoposto agli iscritti del Movimento Cinque Stelle sulla piattaforma web Rousseau. “Questa – ha aggiunto – è un'occasione per acquisire un più generale clima di serenità nella vita pubblica, seguendo anche l'invito autorevole del

Dialoghi sulla Giustizia: un giudice, un avvocato, un notaio e un filosofo dialogano con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando

Tra garantismi ed etica pubblica: lo scontro apparente tra politica e giustizia nell’era della corruzione “Il nostro dialogo a più voci vuole essere un tentativo di sfuggire alla logica, apparentemente oggi dominante, della contrapposizione tra politica e magistratura, per recuperare un terreno comune sul piano della riflessione culturale, che ci aiuti ad individuare un punto di equilibrio tra i compiti della politica ed i doveri della giurisdizione, in un momento in cui, a fronte dell’obiettiva crisi etica che attraversa il Paese, resa palese dai sempre più numerosi episodi di corruzione, si diffonde il convincimento che l’unica risposta possibile sia quella della repressione penale”. Così Alfredo Guardiano, giudice della Corte di Cassazione, presenta il prossimo appuntamento dei “Dialoghi sulla Giustizia”, ideati e organizzati

Sondaggio Ixè per Agorà, sulla corruzione 9 italiani su 10 d’accordo con Davigo. M5s tallona Pd

L'88% degli intervistati concorda con le dichiarazioni del presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati. Nella settimana in cui Renzi ha polemizzato con Davigo sul tema della giustizia, secondo l'istituto Ixè, il Pd ha perso quasi un punto percentuale nei consensi “I politici dopo Mani Pulite non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”. Quasi nove italiani su dieci (pari a circa l'88%) sarebbero d'accordo su questa e altre affermazioni (vai all'articolo) pronunciate nei giorni scorsi dal neo presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Piercamillo Davigo. È questa la fotografia che emerge da un sondaggio dell'istituto Ixè per la trasmissione Agorà di Rai 3. In particolare, l'82% degli intervistati pensa che negli ultimi vent'anni la corruzione in Italia sia aumentata. E nella settimana in cui

Piercamillo Davigo, bufera sul presidente dell’Anm dopo l’intervista al Corriere della Sera

“I politici dopo Mani Pulite non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”. Le parole pronunciate da Davigo in un'intervista al Corriere della Sera, che fanno arrabbiare certa politica Po'Da quando è diventato il nuovo presidente dell'Associazione Nazionale Nazionale Magistrati, – l'organo di rappresentanza sindacale dei magistrati, ndr – non passa giorno che Piercamillo Davigo (in foto) non faccia parlare di sé. Il magistrato che negli anni Novanta seguì alcune inchieste di “Mani Pulite”, è tornato alla ribalta sui giornali per una frase pronunciata durante un'intervista del Corriere della Sera: “I politici non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”. Apriti cielo. Sul presidente dell'Anm si è scatenata una bufera, con critiche provenienti anche da suoi eccellenti colleghi, come

La denuncia del procuratore antimafia Roberti: “Ad oggi la lotta a mafie e corruzione non è una priorità del governo”

In visita al carcere minorile di Nisida, Roberti ha lanciato un messaggio forte al governo di Renzi 18 dicembre – “Ad oggi la lotta alle mafie e alla corruzione non è una priorità per il governo. Lo diventi. Solo una rivoluzione culturale salverà il paese”, questo il messaggio forte lanciato al governo Renzi dal procuratore antimafia Franco Roberti, in visita al carcere minorile di Nisida. Roberti ha denunciato infatti che “il contrasto alla corruzione e alla criminalità economica non è mai veramente entrato nelle strategie e negli obiettivi dei nostri governi. Soltanto ora lo si riconosce e se ne indicano le fin troppo facili cause”. Motivo per cui Roberti riconosce e sottolinea l’importanza di “una stagione di riforme per cambiare il paese. È il

Pacchetto anticorruzione, Renzi: punire i colpevoli facendogli restituire il “malloppo”

Pronto il disegno legge contro la corruzione, si attende il passaggio in Parlamento Roma, 13 dicembre - Dopo circa un'ora di riunione il Cdm ha varato un nuovo disegno legge contro la corruzione che si articola in quattro punti. Maggiore severità per le pene, che potranno arrivare a 10 anni di reclusione per la corruzione e con conseguente allungamento dei termini di prescrizione. "Sono finiti i tempi delle uscite gratis di prigione" afferma Renzi alludendo anche al fatto che il patteggiamento sarà possibile solo con la restituzione del maltolto ma comunque sempre con scarsa possibilità di evitare il carcere. Sarà prevista la confisca e il sequestro di beni che i corrotti hanno sottratto, potendo agire anche sugli eredi. Infine misure per l'allungamento

Processo Eternit, il diritto vince sulla giustizia e la prescrizione lava via i peccati di Stephan Schmidheiny

La Cassazione prescrive il reato di disastro colposo e annulla la sentenza di reclusione a 18 anni per Schmidheiny, decadono anche i risarcimenti alle vittime. Si attende ora il processo Eternit bis per omicidio Torino, 20 novembre – “È stato assolto, è andato tutto in prescrizione, non ha commesso niente, è innocente. I colpevoli sono quelli che sono morti. I 3000 morti di Casale Monferrato sono i colpevoli”. Lo dice con la voce rotta dalla rabbia, dalla commozione di chi ha creduto, o meglio si è illuso, che la giustizia degli uomini potesse sopperire al dolore di aver perso un proprio caro, vittima dell’amianto, dell’Eternit e di Stephan Schmidheiny. La decisione della Cassazione di accettare la richiesta di prescrizione avanzata dal sostituto procuratore

Da capoclan a collaboratore di giustizia: Iovine invita i suoi a parlare con i magistrati

Il boss del potente clan dei Casalesi in videoconferenza si rivolge ai suoi luogotenenti Caserta - Antonio Iovine, il superboss dei Casalesi in carcere dal novembre del 2010, ha cominciato il suo nuovo percorso di collaboratore di giustizia alla fine del mese di maggio di quest'anno. Ha iniziato a svelare i perversi legami esistenti tra camorra, politica ed imprenditoria, tra stato ed antistato.  Oggi ha fatto qualcosa di più. Parlando in videoconferenza al processo in corso a S. Maria Capua Vetere (Ce) dove è imputato, affermando di aver chiaro che ormai il suo gruppo criminale non aveva più futuro, ha chiesto ai suoi di collaborare con la giustizia.  "Invito tutti quelli che mi sono stati vicini e hanno commesso reati assieme a me a parlare con i magistrati"

Iovine: “Così entrai nel clan dei casalesi”

Parla il pentito Iovine, ogni mese 100mila euro per pagare ”stipendi” Napoli – “Ho iniziato la collaborazione per avere un futuro migliore, per dare una svolta alla mia vita" così ha iniziato la sua testimonianza ai giudici l’ex boss del clan dei casalesi Antonio Iovine, che collabora con la giustizia dallo scorso 13 maggio. Iovine racconta della cerimonia di unione al clan: "Fui affiliato al clan dei Casalesi con la pungitura nel 1985, lo stesso giorno dell'omicidio Di Nuvoletta". "Ad affiliarmi - ha spiegato - furono Antonio Bardellino e Vincenzo De Falco. Mi punsero un dito e fecero cadere alcune gocce di sangue su un santino. Pronunciai un giuramento le cui parole esatte non ricordo, ma nel quale mi impegnavo a non tradire