Assolto con formula piena l’ex sindaco di Ischia Giosy Ferrandino, “il fatto non sussiste”

Il pm aveva chiesto la condanna a tre anni per la corruzione e tre anni e 4 mesi per l'induzione L’ex sindaco di Ischia Giosi Ferrandino è stato assolto con formula piena "perche il fatto non sussiste" al processo per i presunti illeciti negli appalti per la metanizzazione dell’isola assegnati alla Cpl Concordia. La sentenza è stata emessa dalla I sezione del Tribunale, presidente Francesco Pellecchia. Ferrandino, difeso dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Giovanvattista Vignola, da entrambi i capi di imputazione contestati: corruzione per asservimento della funzione e induzione indebita a promettere utilità. Assolto con la stessa formula anche l’architetto Silvano Arcamone, ex capo dell’ufficio tecnico comunale, difeso dagli avvocati Roberto Guida e Gennaro Tortora. Il pm Celeste Carrano – che con i sostituti Giuseppina Loreto e Henry

Parlamentari ammalati? No, truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale

Napoli, 19 ottobre - Anche i parlamentari, a quanto pare, sono malati. Anzi, falsi malati. Questo quanto stato scoperto dalla procura di Napoli con a capo dell’indagine il pm Henry John Woodcock. La procura di Napoli ipotizza che alcuni parlamentari si facessero prescrivere terapie e facessero risultare di essersi anche sottoposti a cure con tanto di fattura al fine da essere poi rimborsati dal servizio sanitario integrativo. Per ora gli indagati risultano essere 5, tra questi l’ex deputato Pdl ora passato al Gruppo misto, Marco Pugliese. Gli altri indagati sono i gestori del centro fisioterapico “Fisiodomus” di Casavatore in provincia di Napoli, Ali Rashid, Maria Pia Casamassa, Carlo Finizio e Raffaele Iovine. Questi fornivano ai parlamentari certificazioni e fatture che accertavano prestazioni di

Sequestro dei pontili a Mergellina: la camorra fa sentire la sua presenza anche sul mare. Finalmente qualcosa si muove.

Napoli 12 settembre. Alcuni pontili, lo scorso 10 settembre, sono stati sequestrati dai Carabinieri e dalla Capitaneria di Porto nella zona Mergellina di Napoli: dalle inchieste, portate avanti dai p.m. Giovanni Corona ed Henry John Woodcock, è emerso, infatti, che era stata occupata un’area del demanio, in particolare il luogo in cui attraccano gli aliscafi dell’Alilauro. Di questo se ne era accorto l’ammiraglio Picone della Capitaneria di porto, notando, ad occhio, una zona che oltrepassava i limiti consentiti; ed un team di esperti in rilevazione satellitare dell’università di Napoli “Federico II” hanno confermato la sua ipotesi, riscontrando ben due campi boe. Ma la questione non si ferma al solo sequestro dei pontili, che offrivano, tra l’altro, posto libero per 80 barche, ma al