Assegno di ricollocazione, il Governo annuncia il sostegno ai disoccupati

Si parte con le prime trentamila lettere Avellino, 16 marzo - La fase sperimentale dell'assegno di ricollocazione, strumento messo a disposizione dal Job's act per i disoccupati alla ricerca di nuovo impiego, parte con le prime trentamila lettere. Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ad Avellino dove ha visitato il centro per l'impiego. "Le trentamila lettere - ha detto il premier - sono il 10% del totale di quelle che verranno inviate a regime".

Renzi torna a parlare in pubblico dopo il referendum: “Il Pd potrebbe vantarsi del Jobs Act”. E attacca il M5S: “Sono solo un algoritmo”

Intervistato da Repubblica, l'ex premier annuncia una nuova classe dirigente per il Pd, difende il Giglio magico e torna ad intestarsi il 41% del referendum “Il Pd potrebbe vantarsi di un Jobs Act votato dalla sinistra, di unioni civili votate dai cattolici (ma senza la stepchild adoption, ndr), della legge sul caporalato, del miliardo e otto stanziato per la povertà, degli oltre 17 miliardi di recupero dalla lotta all'evasione e dall'abbassamento delle tasse”. Lo ha affermato l'ex premier Matteo Renzi, che torna a parlare in pubblico con una lunga intervista a Repubblica, dopo oltre un mese di lunghi silenzi, a seguito della sconfitta al referendum costituzionale. Sconfitta che per stessa ammissione di Renzi è stata una lezione, salvo poi smentirsi subito dopo

No della Consulta al referendum su Jobs Act. Renzi: “Bene, salva la mia riforma si va al voto a giugno”

L'ex premier dal Nazareno, dove prepara il ritorno in campo, dopo la decisione della Consulta di dichiarare l'inammissibilità del referendum sull'articolo 18, proposto dalla Cgil, preme per andare al voto al più presto Roma, 12 gennaio – “Bene, finalmente una buona notizia. In ogni caso però si va a elezioni prima possibile. Al massimo a giugno”. Lo avrebbe dichiarato a Il Messaggero l'ex premier Matteo Renzi, che dal Nazareno, dove prepara il ritorno in campo, tira un sospiro di sollievo per la decisione della Consulta di dichiarare l'inammissibilità del referendum sull'articolo 18 (vai all'articolo). Renzi tira un sospiro di sollievo perché probabilmente, dopo la sconfitta del 4 dicembre al referendum costituzionale, avrebbe rischiato un'altra bocciatura popolare. L'abolizione dell'articolo 18 non ha creato

Referendum Jobs Act, “inammissibile” il quesito sul ripristino dell’articolo 18. Camusso (Cgil): “Valutiamo il ricorso alla Corte europea”

Via libera alla consultazione popolare sulla cancellazione dei voucher e sull'abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante, in caso di violazioni nei confronti del lavoratore   Roma, 11 gennaio – La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito del referendum proposto dalla Cgil sul Jobs Act, che chiedeva il ripristino dell'articolo 18. Norma dello Statuto dei lavoratori che prevedeva il reintegro in caso di licenziamento illegittimo, previsione cancellata dal governo Renzi, sostituendo l'obbligo per l'azienda di reintegrare il lavoratore licenziato illegittimamente con il pagamento di un indennizzo. Via libera della Corte invece alla consultazione popolare sulla cancellazione dei voucher e sull'abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante. Proprio sui voucher però

Jobs Act, è gioco di numeri

Il Ministero del Lavoro corregge i numeri del report sui nuovi assunti. Errore grossolano, i nuovi contratti sono la metà rispetto a quanto diffuso in una prima nota. Rimandato ancora l'approvazione dei 4 provvedimenti del Jobs Act È proprio il caso di dire che il Governo sul Jobs Act sta dando i numeri. Il Ministero del lavoro corregge il tiro ammettendo di aver  fatto un errore di calcolo sul numero dei contratti e i dati comunicati martedì scorso erano appunti inesatti. È lo stesso ministro Giuliano Poletti a rettificare i numeri durante il Meeting di Rimini di ieri fornendo la nuova tabella sui primi sette mesi del 2015 – il numero reale dei contratti è dimezzato rispetto a quanto comunicato erroneamente

La battaglia di Civati in otto referendum. Dall’Italicum al Jobs Act, passando per la Buona Scuola

Ignorata dai media mainstream, la raccolta firme sta andando avanti e si concluderà il 30 settembre. Ma riuscire a raccogliere 500mila firme per una formazione politica nata da poco non sarà facile Pippo Civati, ex deputato dem – ora al gruppo misto dopo l'addio al Partito Democratico del 6 maggio scorso – prova a rimediare alle riforme, giudicate cattive, di quello che lui definisce l'uomo solo al comando nel Pd, cioè del premier Matteo Renzi. Lo fa attraverso la neonata formazione politica Possibile da lui fondata, che è impegnata anche in questi giorni a raccogliere le firme per 8 referendum. Il primo quesito riguarda la nuova legge elettorale. L'Italicum, che entrerà in vigore il 1° luglio 2016 e prevede dei grossi colleggi

“Ti assumo. Ti licenzio. Ti…”. Il Jobs act visto da gliScusateci – VIDEO

In che modo il Jobs Act incrementerà le assunzioni in Italia? Aiuterà di più gli imprenditori oppure i lavoratori dipendenti? E soprattutto che tipo di percorso lavorativo garantirà ai giovani? Queste sono le domande al centro di “Ti assumo. Ti licenzio. Ti...” video de gliScusateci, gruppo di film-maker napoletani che con i loro videostanno conquistando il web. https://www.youtube.com/watch?v=JtoDb_msVF0 Con un mix di ironia e satira, gliScusateci mostrano alcune delle contraddizioni della recente riforma del lavoro emanata dal governo Renzi: la possibilità per le aziende di avere uno sgravio fiscale soltanto nel caso in cui assumano un dipendente “ex-novo” e non se trasformano un contratto di tipo determinato, che magari va avanti da 36 mesi, in uno indeterminato, e la cancellazione dell'articolo 18, nonostante

Pomigliano: “Jobs act è la fine dei diritti”, primarie Pd interrotte

Esposto uno striscione, croce legno con scritta contro jobs act (ANSA) - POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI), 8 MAR - Un gruppo di esponenti del Comitato di lotta 'cassaintegrati e licenziati Fiat di Pomigliano' ha fatto irruzione della sede del Pd a Piazza Mercato a Pomigliano (Napoli), interrompendo le primarie in corso per la scelta del candidato a sindaco delle prossime elezioni amministrative. I manifestanti sono entrati con uno striscione, ed hanno cercato di occupare la sede. I manifestanti hanno anche installato una croce di legno con la scritta 'Jobs act è la fine dei diritti'. FOTO: tratta da facebook.com

Addio art. 18! Parte il tanto discusso Jobs Act e il Naspi, nuovo sussidio di disoccupazione

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto. Renzi: "Con il Jobs act più assunzioni che licenziamenti" Dal 7 marzo 2015, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti legislativi entra in vigore il Jobs Act e si dice “addio” all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che sanciva l’obbligo di licenziamento per giusta causa. "Da oggi si apre una fase nuova per il lavoro in Italia - afferma il ministro del Lavoro, Poletti - nel segno di una maggiore certezza di regole per le imprese, di una prospettiva di stabilità per i lavoratori, di un ampliamento delle tutele". "Con il contratto a tutele crescenti", sottolinea Poletti, "le imprese non avranno più alibi, e potranno procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato". Ma chi

Jobs act, dure critiche della Cgil in Commissione Lavoro: “è finalizzato solo alla liberalizzazione dei licenziamenti”

Sorrentino (Cgil): "Non presentiamo emendamenti. Lo riteniamo non equilibrato, non giusto, non rispondente al  mandato della delega" Roma - Nelle audizioni alla Commissione Lavoro di Camera e Senato sul Jobs Act, che si terranno sino al 12 febbraio prossimo, è intervenuta una rappresentanza del sindacato Confederale che ha nuovamente stigmatizzato la propria contrarietà al varo del testo di Legge così come attualmente formulato. Lo sciopero generale di dicembre promosso da Cgil e Uil, fa da richiamo e da sfondo  alle posizioni espresse dalla Cgil. L’audizione è finalizzata ad esprimere un parere non vincolante per il Governo. Ciononostante i sindacati non rinunciano, come già ha avuto modo di annunciare la stessa Camusso, di contrastare ed utilizzare ogni strumento a disposizione per tentare di far retrocedere sui

#CosìNonVa, lo sciopero generale di Cgil-Uil venerdì bloccherà l’Italia

Stop di otto ore nelle principali città italiane: fermi treni, autobus, trasporto aereo sospeso e marittimo con ritardo di 8 ore, sarà caos Napoli, 11 dicembre - Saranno 54 le manifestazioni previste per questo venerdì, otto ore di sciopero generale che riguarderà tutti i settori pubblici e privati. "Così non va", questo lo come slogan della manifestazione indetta da Cgil e Uil che criticano fortemente le ultime proposte del governo sul lavoro e sulla politica economica, in particolare il decreto delega sul lavoro conosciuto come Jobs act. I sindacati chiedono ancora un dialogo con il governo ed in caso contrario promettono nuove mobilitazioni oltre a quella di domani 12 dicembre. Il Jobs act non tutela i diritti dei lavoratori e sopratutto non fa nulla per combattere

Uragano Landini (Fiom): “Renzi non ha il sostegno delle persone oneste”. Poi la smentita

20 mila in piazza a dire No alle politiche economiche del Governo Napoli, 22 novembre – Ieri sciopero di 8 ore per quelli della Fiom. Il corteo dei metalmeccanici è partito alle 9.30 da piazza Mancini in direzione piazza Matteotti. 20 mila è il numero dei partecipanti stimati da Fiom-Cgil. Presenti delegazioni di operai da tutto il Sud Italia: circa 100 i bus partiti dall’Ilva di Taranto, dall’Ast di Terni e da Gioia Tauro. Da Pomigliano d’Arco, invece, gli operai cassaintegrati della Fiat sono arrivati in limousine. Sulle fiancate scritte e cartelli, “Renzi e Marchionne alle catene di montaggio a 700 euro al mese”. Dopo lo sciopero dei comitati di base e degli studenti di venerdì scorso, la città si movimenta di nuovo.

Landini (FIOM) da Napoli lancia l’accusa: “pezzi interi dell’economia sono in mano alla malavita organizzata”

Per Landini manca un piano industriale capace di sfruttare le potenzialità dell'Italia. Anche Draghi esorta i Governi ad attuare politiche di riforma per gli investimenti Napoli, 18 novembre — “Ormai pezzi interi dell'economia reale, non solo al Sud ma in tutta Italia, e in alcuni casi anche fuori dall'Italia, sono in mano alla malavita organizzata”. Con queste parole il leader della Fiom Cgil, Maurizio Landini lancia un monito forte al Paese che stenta a ripartire e la cui economia è pressata dalle dinamiche politiche sia interne che europee. Landini nella giornata di ieri ha incontrato gli operai della Whirlpool a Napoli ed ha inoltre partecipato ad un'assemblea dei lavoratori davanti allo stabilimento Alenia Aermacchi a Pomigliano d'Arco. Landini accusa la criminalità di

La città incrocia le braccia davanti a Jobs Act e riforma della Scuola, è #ScioperoSociale

https://www.youtube.com/watch?v=uLi8KjdSQpM Napoli, 14 novembre - Giornata di protesta, giornata di manifestazione, giornata di sciopero. Tutta l’Italia oggi scende in strada per bloccare lo “Sblocca Italia”. 24 ore no stop di cortei per studenti, precari, disoccupati, Cobas, movimenti per il diritto alla casa. “I precari di questa città – gridano i manifestanti – si uniscono in uno Sciopero sociale per gridare contro le politiche del Governo che in questi anni ha fatto solo macelleria sociale”. Jobs Act, La Buona Scuola, Austerity i nemici da sconfiggere a forza di sciopero in ben 25 città italiane. E a Napoli, dove è stata registrata una presenza di 10mila persone, i manifestanti si sono mossi su più fronti. Da piazza Garibaldi a Capodimonte, da piazza del Gesù