Il Rosatellum passa anche al Senato: ecco come funziona la nuova legge elettorale

Via libera di Palazzo Madama con 214 sì e 61 no. A favore della legge si sono espressi Pd, Forza Italia, Lega Nord, Alternativa Popolare, le Autonomie linguistiche e altri del Gruppo Misto e di centrodestra. Cinque Stelle e Mdp fuori dall'Aula al momento del voto Roma, 26 ottobre – La nuova legge elettorale, il Rosatellum, dopo il via libera della Camera dello scorso 12 ottobre, passa anche al Senato con 214 sì e 61 no. La legge è frutto dell'accordo tra Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare. Decisivo l'appoggio di Ala, il gruppo guidato da Denis Verdini, per quanto riguarda il raggiungimento del numero legale. Grandi proteste, invece, da parte del Movimento 5 Stelle e dal Movimento

Legge elettorale, D’Alema: “Il Rosatellum è una schifezza”

Secondo D'Alema si rischia di andare a votare per la terza volta con una legge incostituzionale Napoli, 29 settembre – Il Rosatellum è “assolutamente indecente, è una schifezza. Non trovo una definizione più scientifica di questa”. Lo ha detto Massimo D'Alema alla Festa nazionale di Articolo 1-Mdp a Napoli. “Alcuni suoi aspetti – ha proseguito – sono immorali, come il favorire liste civetta, cose pazzesche e a mio giudizio anche incostituzionali. Rischiamo di andare a votare per la terza volta con una legge incostituzionale e, con un Parlamento che per tre volte ti porta a votare con una legge incostituzionale, qualcuno penserà che le leggi è meglio farle fare direttamente alla Corte Costituzionale, o alle forze armate”. Per quanto riguarda la situazione

Legge elettorale, il Pd fa tornare la legge in commissione e rompe il patto a quattro

Mattinata di bagarre alla Camera, quando il voto a scrutinio segreto sull'emendamento presentato dalla deputata Biancofore (FI) alla legge elettorale, per un disguido tra la presidente Boldrini e i tecnici, è diventato palese. Così si sono svelati i franchi tiratori, che sono almeno 8 tra i forzisti e 5 tra le fila del Pd. Ma i dem che non hanno partecipato al voto sono 36: la loro assenza è stata determinante ai fini dell'approvazione dell'emendamento. Il Pd accusa i Cinque Stelle, che tuttavia avevano già annunciato il voto a favore Roma, 8 giugno – Il patto a quattro Pd-M5s-Fi-Lega sulla legge elettorale non esiste più. È naufragato sull'emendamento, giudicato dai più marginale, presentato dalla deputata Michaela Biancofiore (in foto) di Forza

#VentiRighe – Pd-M5s, c’eravamo tanto amati

Sembrava che il largo abbraccio interpartitico Pd, 5Stelle, Forza Italia, dovesse inaugurare un’inedita collaborazione per tentare di svolgere l’intricata matassa di ipotesi che hanno visto fallire Mattarellum e varianti per veti incrociati Alla prova del nove del voto sugli emendamenti, i nodi di interessi innominabili sono venuti al pettine con le bordate dei franchi tiratori. Chi si dà da fare per sabotare l’intesa è materia dell’aspra contesa Pd-M5Stelle. I due big del partitismo italico duellano per addebitare l’un l’altro l’identikit degli anonimi guastatori. E’ probabile che militino in entrambi gli schieramenti, che siano i deputati con la fobia del voto, nel timore di non essere rieletti. Ma è caos anche altrimenti. La base dei pentastellati contesta il capitolo del voto disgiunto, sostenuta

Legge elettorale, continuano i lavori della commissione Affari Costituzionali. Via le pluricandidature

I capilista bloccati restano perché non ci saranno le preferenze, ma la precedenza per ottenere i seggi l'avranno i vincitori dei collegi uninominali Roma, 4 giugno – Procedono senza sosta i lavori in commissione Affari Costituzionali per mettere a punto il testo della nuova legge elettorale. Regge per ora l'intesa tra Pd, M5s, FI e Lega, anche se è tutto in divenire e potrebbero non mancare i colpi di scena. Si sta cercando di lavorare per evitare profili di incostituzionalità e parziali passi in avanti (non bastano senza l'introduzione del voto disgiunto, ndr) sono stati fatti. I capilista bloccati restano perché non ci saranno le preferenze, ma la precedenza per ottenere i seggi l'avranno i vincitori dei collegi uninominali. Eliminate le

Legge elettorale, iniziati i lavori in commissione Affari Costituzionali della Camera

Pd-M5s-FI-Lega cercano un nuovo accordo: si va verso la riduzione di collegi e circoscrizioni Roma, 3 giugno – Sono iniziati quest'oggi alle 16 i lavori in commissione Affari Costituzionali della Camera per l'esame della nuova legge elettorale, ispirata al modello tedesco, ma rivista in chiave italiana. L'inizio dei lavori era previsto per le 14.30, ma successivamente è slittato prima alle 15.30 e poi alle 16, perché i partiti cercavano un'intesa su una proposta di modifica del Partito Democratico a prima firma di Alan Ferrari. La modifica accoglie diverse obiezioni suscitate dal primo testo. Tre sarebbero i punti del nuovo accordo: la riduzione dei collegi della Camera, che andranno a coincidere con quelli previsti per il Senato dal Mattarellum; la riduzione da 27

Bassolino su Renzi: “È leader del Partito Democratico, non il dominus della politica italiana”

L'ex sindaco di Napoli ed ex governatore della Campania, Antonio Bassolino, in un post su Facebook spiega che “un'illusione ragionare e pensare di riprendere come prima del 4 dicembre” Napoli, 4 maggio – “Renzi è il nuovo leader del Partito Democratico, non più il dominus della politica italiana. Determinanti sono una nuova legge elettorale, per la quale si è perso troppo tempo in questi mesi, l'intelligenza di dialogare e la saggezza di costruire una nuova e grande forza di centrosinistra. Altrimenti si sbatte contro il muro e con le attuali norme elettorali si rischia di consegnare il Paese ai 5 Stelle oppure alla frantumazione e all'ingovernabilità”. Lo scrive in un post su Facebook Antonio Bassolino (Pd), ex sindaco di Napoli ed

Civati (Possibile) su D’Alema: “Listone di sinistra? Non è Risiko, come la pensa su reddito minimo, banche, diritti civili?”

Civati è scettico sulla possibilità di un listone anti renziano con D'Alema: “Tocca essere d'accordo su un progetto di governo”. Intanto sulla legge elettorale Bersani avverte: “Renzi non forzi, altrimenti finisce il Pd”. E Napolitano frena: “Si vada a scadenza naturale della legislatura” “Un listone anti renziano di sinistra con Massimo D'Alema? Questo non è Risiko, come la pensa su reddito minimo, banche, diritti civili?”. Lo afferma al Fatto Quotidiano il leader del Movimento Possibile, Giuseppe Civati. “D'Alema fa perdere voti? Non lo so – prosegue Civati –. Ma io io sto con Civati, con Possibile, con chi in Sinistra Italiana è più autonomo. Mi stupisce che tutti aspettino D’Alema. Certo, io non escludo che si faccia una lista unica di sinistra.

Italicum, De Mita (Udc): tocca al Parlamento dare sistema elettorale al Paese

Le dichiarazioni dell'onorevole Giuseppe De Mita, vice segretario Udc, a seguito della sentanza della Consulta che ha bollato come incostituzionale gran parte della riforma elettorale voluta dal governo Renzi Roma - "Anche la legge elettorale detta Porcellum era autoapplicativa dopo la sentenza della Corte e non per questo si è ritenuto di andare al voto, pur potendosi ritenere politicamente delegittimato il Parlamento. Ora per la seconda volta la Consulta dichiara l'illegittimità della legge elettorale. Sarebbe singolare sorvolare su queste bocciature aggrappandosi a tesi avvocatesche". Lo dichiara il deputato Giuseppe De Mita, vice segretario Udc. "Al di là delle singole norme – aggiunge De Mita - viene messa in discussione la logica approssimativa e strumentale con la quale sono state costruite le ultime leggi

L’Italicum è in gran parte incostituzionale. La Consulta cancella i capilista bloccati e boccia il ballottaggio

La Corte Costituzionale ha accolto in parte i ricorsi presentati dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova sull'Italicum. A sollevare le obiezioni il pool di avvocati che si era battuto contro il Porcellum Roma, 25 gennaio – L'Italicum è in gran parte incostituzionale. A deciderlo la Corte Costituzionale, che dopo diverse ore di camera di consiglio, ha emesso la sentenza sulla legge elettorale voluta dal governo Renzi e approvata con la fiducia nell'aprile 2015. La Consulta con la sentenza emessa oggi cancella i capilista bloccati, boccia il ballottaggio e dà via libera al premio di maggioranza. Per quanto riguarda le pluricandidature, queste vengono bocciate per metà. Infatti è stata dichiarata illegittima la parte che consentiva al capolista eletto in

Il discorso di fine anno di Mattarella: “Il senso di comunità è la forza principale del Paese”

Il presidente della Repubblica: “Il problema numero uno è il lavoro”   “Il senso di comunità è la forza principale dell'Italia rispetto alle tante difficoltà che abbiamo di fronte”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il suo discorso di fine anno agli italiani. “Il tessuto sociale del nostro Paese – ha aggiunto – è pieno di energie positive. Far crescere la coesione vuol dire renderlo più forte. Essere comunità vuol dire condividere alcuni valori fondamentali”. Il presidente ha parlato di lavoro e si è rivolto ai giovani. “Il problema numero uno è il lavoro, specie per i giovani. Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta

Lettere al Direttore – Una modifica della legge elettorale non basterebbe a rendere accettabile la riforma costituzionale

Caro direttore, fino a non molto tempo fa ero convinto, come molti, che sarebbe bastato cambiare la legge elettorale per rendere accettabile la riforma costituzionale predisposta dal governo Renzi ma col passare del tempo mi sto convincendo che una modifica della legge elettorale non basterebbe. Con l’approfondimento della discussione sulla riforma stanno venendo fuori, infatti, oltre ai comportamenti assai poco corretti di Renzi e dei renziani nella predisposizione della riforma e nella gestione del referendum, anche i suoi molti e gravi difetti. Ed ecco alcuni degli errori più gravi contenuti nel testo della riforma: 1) E’ assurdo che la riforma preveda che la maggioranza parlamentare approverà lo statuto dei diritti delle minoranze. 2) E’ assurdo che la riforma preveda che per le ultime votazioni

Italicum, depositati ricorsi in Corte d’appello. Contestati premio di maggioranza e ballottaggio

La legge è stata impugnata davanti a 15 sedi, tra cui quelle di Milano, Roma e Napoli. A promuovere il ricorso è Coordinamento democrazia costituzionale, cui aderiscono diversi comitati locali, giuristi e personaggi della politica Napoli, 26 ottobre – Raffica di ricorsi contro la legge elettorale Italicum sono stati presentati in 15 corti d'appello – ma il numero potrebbe salire a 26 distretti entro i primi di novembre – , tra cui quelle di Milano, Roma e Napoli, da Coordinamento democrazia costituzionale, cui aderiscono diversi comitati locali, giuristi e personaggi della politica. Con il ricorso viene contestato il meccanismo di ballottaggio e il premio di maggioranza stabilito dalla nuova legge elettorale, approvata dal parlamento nel maggio scorso. Attualmente l'Italicum, che dovrebbe entrare in vigore

Il Patto del Nazzareno è più solido che mai e si andrà avanti fino al 2018. Lo ha deciso il Premier Renzi

Renzi in direzione PD: “Non credo di aver bisogno di un mandato esplicito della direzione”. In ballo anche le Primarie del Partito Democratico Roma, 13 novembre - L’Italicum va avanti e il patto del Nazzareno “è oggi più solido che mai” si sottolinea nel comunicato congiunto diffuso alla fine dell’incontro Renzi – Berlusconi in cui i due leader si sono confrontati per oltre due ore a Palazzo Chigi, ieri pomeriggio. Chi aveva pensato che la rottura fosse vicina ha decisamente sbagliato a fare i conti con la determinazione con cui i due si apprestano a voler cambiare la Legge elettorale. Forse per giungere velocemente al voto, si era pensato, ma anche questa ipotesi è stata smentita categoricamente per l’ennesima volta. Chi ancora crede che il