La notte dei bordelli: “Meretrices, tra le pieghe dell’ipocrisia”

Spettacolo scritto e diretto da Febo Quercia con Marianita Carfora, Annalisa Direttore, Peppe Romano, Katia Tannoia, al piano, il maestro Biagio Terracciano, costumi Antonietta Rendina Sabato 22 settembre alle ore 19, NarteA rievoca l’ultima notte dei bordelli. A 60 anni da quel 20 settembre 1958, quando le case di tolleranza vennero chiuse, presso il Club55 di via Toledo — l’antica strada dei bordelli — torna in una speciale edizione dedicata alla notte dell'addio, lo spettacolo itinerante “Meretrices - Tra le pieghe dell'ipocrisia”, scritto e diretto da Febo Quercia, con Marianita Carfora, Annalisa Direttore, Katia Tannoia, Peppe Romano, e il maestro Biagio Terracciano al pianoforte. La partenza del primo turno è prevista alle ore 19 (per un massimo di 30 persone). Prenotazione obbligatoria ai numeri 339

#VentiRighe – Il comico e l’Europa

In una nota condivisa, presente su Facebook di oggi, l’articolo di Gerardo Mazziotti sul salvataggio dello scandaloso Cnel, conseguenza del no al recente referendum e in un brevissimo post scriptum la sopravvivenza delle inutili e costose province Ovviamente c’è dell’altro e in primo piano che lo vogliano o no, che lamentino ostilità dei media (mentre impazzano con bufale sul web) e chiedano la censura di una giuria popolare (???) sui contenuti di giornali e informazione radiotelevisiva, sono sempre loro, Grillo e le sue truppe. Il comico invita gli adepti a votare sul suo blog per decidere dove collocarsi in Europa o se starne fuori, come propugnano Salvini, la francese Le Pen e altri nostalgici della destra. Il quesito: “Rimanere con Farage

“Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia”, spettacolo teatrale sulla storia del mestiere più vecchio del mondo a Napoli

La storia delle meretrici in scena a Napoli nella data storica in cui entrò in vigore la legge n°75 della Repubblica Italiana Era il 20 febbraio 1958 quando la senatrice Angelina Merlin, detta Lina, ottenne dal Parlamento la chiusura delle case di tolleranza, fino ad allora legali e controllate dallo Stato. Per la storia del costume fu una svolta epocale che divise il Paese, creando controversie che esistono tutt'oggi: la riforma abolì un “problema societario” ma lo sostituì con niente, producendo un vuoto ambiguo. Per molti fu una conquista di civiltà. Per altri fu solo un'ipocrisia. Per i movimenti femminili fu un importante passo per affermare la dignità della donna. Invece, per l’intellettuale Indro Montanelli, fu addirittura “un colpo di piccone” capace di “far