Un open day particolare, i ragazzi di Materdei aprono l’ex Opg “Je So’ Pazzo” alla cittadinanza

L'ex ospedale pschiatrico giudiziario trasformato in un centro culturale a costo zero per la collettività Napoli, 4 ottobre - Hanno lottato ed hanno vinto. Questi i giovani del centro sociale ex Opg "Je so' pazzo" nel quartiere Materdei. Ieri, sabato, hanno aperto con orgoglio la "loro" sede ai cittadini in un'assemblea pubblica affollatissima. E non pensiate che gli uditori fossero solo ragazzi, era coinvolto tutto il quartiere in cui si trovano ad operare. Sì perchè da sette mesi questi ragazzi hanno preso possesso di un bene abbandonato e in via di disfacimento strutturale, e gli hanno ridato vita, forma e sostanza. Ne hanno fatto la lora casa, un'officina della mente e della socialità. Un laboratorio culturale e politico. In una sorta di

Je So’ Pazzo: assemblea all’ex Opg ora occupato da giovani e riaperto alla città

La custodia dello stabile è passata dalle mani della Polizia Penitenziaria alle mani del Comune, cioè a tutti i cittadini Napoli, 3 ottobre - I ragazzi che hanno ridato vita alle mura abbandonate dell'ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario nel quartiere Materdei (via Matteo Renato Imbriani, 218) fanno sentire forte la loro gioia per una sfida vinta, ed organizzano, questo pomeriggio, un'assemblea pubblica per festeggiare la riapertura alla città di un luogo di socialità. Il testo del comunicato stampa recita così: "Sette mesi fa abbiamo riaperto l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario nel quartiere Materdei, ormai abbandonato da sette anni. Migliaia di persone hanno sostenuto l’occupazione, l’hanno difesa dallo sgombero, si sono impegnate a sistemare il posto e a farlo vivere, a organizzare attività sociali, culturali,

Sensori per monitorare il rischio crolli in città: tre gli edifici evacuati

Paura per le voragini nel centro storico di Napoli. Probabile il rientro in una settimana per gli abitanti di due dei tre edifici sgomberati Napoli – A Materdei, in via Domenico Di Gravina, nel cuore di Napoli si sono aperte tre voragini a distanza di un centinaio di metri l’una dall’altra. In una voragine è sprofondata una Smart parcheggiata ma per fortuna durante il cedimento della strada non c’era nessuno nell’auto. L’edifico sovrastante la voragine più ampia rappresenta il pericolo maggiore, a causa delle visibili crepe, mentre per gli altri due edifici il rientro dei residenti potrebbe avvenire nell’arco di una settimana. Intanto sono stati posizionati dei sensori sui palazzi per monitorare altri eventuali cedimenti e sono state piazzate delle betoniere per iniziare

Dark Tourism. Il Cimitero delle Fontanelle.

Viaggiare visitando luoghi di morte, dove sono avvenuti disastri, dove l’atmosfera è lugubre e le tinte che pennellano la realtà sono scure, viene definito “Turismo dark”. Il fenomeno non è nuovo e da molti anni, ormai, il “Turismo macabro” si è affacciato nel comparto e ne sta occupando una parte importante. In Inghilterra, esiste anche un Istituto di Ricerca dedicato a questa forma di Turismo, diretto dal dottor Philip Stone. È necessario distinguere, però, quelli che visitano luoghi raccapriccianti, come i campi di concentramento o i territori di battaglie famose, che sono parte del nostro bagaglio storico e culturale, al solo fine di approfondire e conoscere gli avvenimenti e le radici che ci hanno condotto fino ai giorni nostri da quelli,