#VentiRighe – Isterie alla Sgarbi. Michelle post Trump? Oroscopo di Renzi

Isterie alla Sgarbi Di la dal famigerato “alalà”, la tracotanza mussoliniana era elegantemente sintetizzata dall’insolenza di un abusato e tracotante “me ne frego”. E cos’altro è la iattanza di Trump che ingaggia il genero nel suo governo di banchieri, nababbi e intrattenitori di rapporti commerciali o industriali con la Cina e l’amico Putin? Il tycoon ripesca il me ne frego del ventennio e sberleffa la legge del suo Paese che vieta di affidare incarichi istituzionali ai familiari, qual è appunto il genero. Purtroppo accaniti contestatori della candidatura Trump alla presidenza Usa fanno buon viso a cattivo gioco e dimenticano in fretta le precedenti contestazioni. Succede a capi di stato, governanti e imprenditori di lusso. Prevalgono, come spesso accade, gli interessi sugli

“Ti Amo Presidente”, film sul primo appuntamento di Barack e Michelle Obama

Diretto da Richard Tanne, forte della presenza dei due bellissimi emergenti attori protagonisti, Tika Sumpter e Parker Sawyers nei panni di Michelle e Barack, e di una colonna sonora firmata dal grande John Legend https://www.youtube.com/watch?v=VqBuKKLs-6Q Napoli, 17 novembre - Arriva oggi nelle sale cinematografiche italiane il film Ti Amo Presidente (titolo originale: Southside with you), diretto da Richard Tanne, con Tika Sumpter, stella emergente di Hollywood, nei panni della first lady americana, Michelle Robinson, e Parker Sawyers in quelli del primo Presidente afroamericano della storia, Barack Obama. Il film, distribuito in Italia grazie a Microcinema, presentato in collaborazione con Minerva Pictures, mostra due inediti Barack e Michelle, al loro primo appuntamento nell’estate del 1989 nel quartiere di Chicago dal quale tutto è partito, Southside. Vincitore di un Oscar per la miglior canzone originale,

Elezioni 2012 in America: altri quattro anni per Barack Obama.

E per Barack Hussein Obama, primo afroamericano a ricoprire la carica di 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, “four more years”, ovvero altri quattro anni come ha urlato la folla di democratici dinanzi ai maxischermi del Times Square. Una gara questa che ha lasciato il popolo americano in sospeso fino all’ultimo: durante l’Election Day, infatti, prima la salita di Romney sostenuto dal Sud, poi una situazione di ambigua parità, e infine, grazie al successo ottenuto in Ohio e in Florida, inizialmente due stati indecisi, Obama riprende la tornata elettorale fino poi a vincerla. Obama, con la famiglia dal palco di Chigago, ringrazia la moglie Michelle, che lo ha sostenuto anche da Twitter, e le figlie che sono con lui, e si congratula