Vendeva visti di ingresso a 12mila euro, arrestato

Arresto in aeroporto Napoli, 'clienti' anche da Francia e Spagna Napoli, 29 gennaio - Con 10-12 mila euro gli immigrati irregolari, perlopiù pachistani, ottenevano un visto di ingresso in Italia grazie al quale potevano spostarsi nell'area Schengen. Un pachistano di 30 anni, Akhtar Jahamgir, considerato a capo di un'organizzazione criminale transnazionale che sfruttava l'immigrazione clandestina, è stato arrestato ieri dalla Digos di Napoli e Matera nell'aeroporto napoletano di Capodichino. Alla sua organizzazione facevano riferimento anche immigrati che giungevano appositamente in Italia dal Pakistan, ma anche da Francia e Spagna, per 'acquistare' i permessi. L'uomo, residente a Napoli, è stato bloccato dopo essere sbarcato da un volo proveniente da Istanbul. Era riuscito a sfuggire alla cattura nell'ambito di indagini coordinate dalla DDA di Potenza

Strage di Pasqua in Pakistan: 15 arresti. Intanto il bilancio delle vittime è salito a 72 e 340 feriti

Tra i fermati anche il fratello dell'attentatore, le operazioni di polizia sono ancora in corso Islamabad, 28 marzo - La polizia pachistana ha arrestato nelle ultime ore 15 persone per l'attentato di ieri, intorno alle 19 ora locale, nel parco di Lahore. Tra queste vi è anche il fratello del kamikaze che si è fatto esplodere tra le famiglie che festeggiavano la Pasqua nel parco di Lahore. L'attentatore sarebbe Yousuf, 28 anni, figlio di Ghulam Farid e residente nel distretto di Muzzafargarh. Intanto è salito a 72 il numero dei morti e fra questi 30 bambini colpiti a morte mentre giocavano. Tra le vittime anche tante donne. I feriti sono 340 ma i dati sono ancora provvisori. A rivendicare l'attentato il gruppo

Pasqua di sangue in Pakistan, 63 morti e 300 feriti per un attacco kamikaze in parco pubblico affollato di famiglie

Un kamikaze si sarebbe fatto esplodere - secondo la tv Dawn News - nell'Iqbal Park che si trova nella città a nordest del Paese, gremito di gente Islamabad, 27 marzo - E' di 63 morti e oltre 300 feriti il bilancio dell'attacco suicida di oggi in un parco pubblico di Lahore, nel Pakistan centrale, gremito di famiglie cristiane per la Pasqua. Lo riferisce Pakistan Television. Le autorità hanno dispiegato l'esercito nell'area che è stata chiusa al pubblico. Negli ospedali della città è scattata l'emergenza. La maggior parte dei morti e dei feriti sono cristiani. L'esplosione, che ha mandato in frantumi le finestre degli edifici circostanti, è avvenuta nel parcheggio del parco Gulshan-e-Iqbal Park, nei pressi di un ingresso e a pochi

Malala e Kailash, premi Nobel per la Pace 2014: il Pakistan e l’India uniti sotto la stessa bandiera

“Per la loro lotta contro la repressione dei bimbi e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'istruzione" Oslo - Venerdì 10 ottobre il presidente del Comitato norvegese del Nobel per la Pace, Thorbjørn Jagland ha annunciato il nome, o meglio i nomi, dei vincitori. Quest’anno, come già capitato in passato, sono ben due i Nobel per la Pace: Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi. “Per la loro lotta contro la repressione dei bimbi e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'istruzione: devono andare a scuola, non essere sfruttati”, cita la motivazione letta ad Oslo. Una scelta non casuale, quella di accostare la giovane ragazzina pachistana, vittima nel 2012 di un attentato talebano, e l’attivista indiano,

Pakistan. Sposi per amore? Coppia di giovani decapitati

Una coppia è stata decapitata in Pakistan perché colpevole di un matrimonio d’amore Punjab, 30 giugno - Nessuna seconda possibilità da parte della famiglia per l’errore di una diciassettenne pakistana innamorata, tragicamente punita insieme al novello sposo con la decapitazione nella giornata di sabato. Secondo le informazioni rilevate dai media locali, i due giovani, Muafia Bibi, 17 anni, e suo marito Sajjad Ahmed, 31, dopo aver contratto un “matrimonio d’amore” sono stati portati via dalla loro casa nei pressi di Sialkot e condotti in un furgone nel villaggio vicino. Qui sono stati decapitati in pubblico con un’accetta, in uno spettacolo di sangue che ha sancito la fine del loro sfortunato matrimonio e, con esso, della loro vita. Responsabile del delitto d’onore è il padre

Due fratelli mangiano un bimbo. E’ accaduto a Lahore, in Pakistan

La testa del neonato è stata ritrovata nell'abitazione dei due uomini Pakistan, 16 marzo - Potrebbe sembrare la trama di un romanzo di Thomas Harris, ma purtroppo è accaduto realmente. Arif e Farman Mohammad, sono questi i nomi dei due fratelli  pakistani che hanno mangiato un bebè. "E' la storia più terribile della mia carriera", ha detto un alto responsabile della polizia del Paese. L'orrore della vicenda è aggravato dal fatto che in Pakistan non vige alcuna legge che punisca l’orrenda pratica del cannibalismo. I due uomini erano già stati in incarcerati tre anni prima per antropofagia e avevano appena scontato una pena di due anni: in assenza di una condanna contro il cannibalismo, infatti, erano stati arrestati per disturbo dell'ordine pubblico, nel 2011,