Pensioni, da domani in pagamento presso gli sportelli di Poste Italiane

La comunicazione rivolta ai pensionati è già esposta negli Uffici Postali Napoli, 2 gennaio - Poste Italiane comunica che a gennaio 2017 le pensioni saranno messe in pagamento a partire dal giorno 3,  in conformità a quanto previsto dal  decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni, dall’ art. 6, comma 1, D.L. 21 maggio 2015, n. 65, convertito,  dalla L. 17 luglio 2015, n. 109. Per i titolari di conto corrente Bancoposta l’accredito sarà disponibile dal giorno 3 gennaio con pari data di valuta. Anche per i titolari di libretto/INPS card le pensioni saranno accreditate  il 3 gennaio 2017 con pari data di valuta. La comunicazione rivolta ai pensionati è già esposta negli Uffici Postali. Dall'Inps fanno sapere che da

Poste Italiane: in pagamento le pensioni di marzo

Consigli pratici per evitare le attese agli sportelli Napoli, 1 marzo – Da oggi in tutti i 250 uffici postali della provincia di Napoli saranno in pagamento le pensioni di marzo. Poste Italiane suggerisce di recarsi presso gli uffici postali in tarda mattinata, oppure durante la fascia oraria pomeridiana nel caso degli uffici aperti nel doppio turno, evitando le prime ore del mattino. Dalle rilevazioni effettuate emerge infatti come un’elevata percentuale di pensionati si reca negli uffici postali nella fascia oraria compresa tra l’apertura degli sportelli e la prima mattinata. Poste Italiane ricorda ai pensionati accreditati che possono utilizzare le carte elettroniche collegate al libretto di risparmio oppure al conto corrente BancoPosta per il prelievo automatico del contante. L’operazione può essere effettuata

Poste Italiane: a gennaio 2016 le pensioni saranno pagate a partire dal giorno 4 del mese

Negli uffici postali la comunicazione rivolta ai pensionati è già visibile in ogni sportello e sul display di tutti gli Atm Postamat Poste Italiane comunica che solo per il mese di gennaio 2016 le pensioni saranno messe in pagamento a partire dal giorno 4,  in conformità a quanto previsto dal  decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni, dall’ art. 6, comma 1, D.L. 21 maggio 2015, n. 65, convertito,  dalla L. 17 luglio 2015, n. 109. Per i titolari di conto corrente Bancoposta l’accredito sarà disponibile sin dal giorno 3 gennaio con valuta 4 gennaio 2016. Ai titolari di libretto/INPS card le pensioni saranno invece accreditate il 4 gennaio 2016 con pari data di valuta. Detta modalità di pagamento

Pensioni di invalidità, truffa per 3 milioni di euro: arrestati due funzionari Inail di Caserta

Una truffa ai danni dello Stato, da 3 milioni di euro, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Caserta: due dipendenti dell'Inail, Raffaele Raimondo, 51 anni, e Antonio Valletta, 55, sono stati arrestati. Per Raimondo il gip ha disposto il carcere mentre Valletta è finito ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, sono di truffa, tentata truffa aggravata e corruzione. Eseguiti anche sequestri ai due indagati Caserta, 12 novembre - Due dipendenti dell'Inail, Raffaele Raimondo e Antonio Valletta, sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Caserta nell'ambito di un’inchiesta che ha portato alla scoperta di una truffa ai danni dello Stato da tre milioni di euro. Per il primo il gip ha disposto il carcere mentre il secondo è finito ai domiciliari. Le accuse sono

Ue: le donne lavorano gratis 2 mesi l’anno, continua lo scandalo del “gender gap” sul lavoro

Secondo la Commissione Europea quest'anno le donne verranno pagate fino al 2 novembre e lavoreranno gratis per i restanti due mesi La colpa di ciò va data al "gender gap", fenomeno per il quale le lavoratrici europee percepiscono un salario minore rispetto a quello dei colleghi uomini, e stando ad un rapporto della Commissione Europea sul divario tra salari maschili e femminili, per uno stesso impiego, le donne sono pagate il 16,3% in meno ad ora rispetto agli uomini. Questa percentuale svela che, ogni anno, le donne lavorano gratuitamente per circa 59 giorni, e che quest'anno è come se da lunedì 2 novembre, giorno nel quale la Commissione europea ha deciso di istituire la "Equal Pay Day", queste smettessero di essere

Inps, è boom per le pensioni anticipate nel primo semestre del 2015

Sulla base di una rilevazione effettuata al 2 luglio 2015 nel 'Monitoraggio flussi pensionamento – decorrenti', si segnala un forte incremento della quota di pensioni di anzianità anticipate L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale segnala un aumento considerevole delle pensioni anticipate nel primo semestre dell'anno 2015. Un incremento del peso della componente anzianità/anticipate si osserva sia nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti dove la percentuale passa dal 22% del 2014 al 34% del 2015, che per i lavoratori autonomi dove si raggiunge la percentuale del 25%. Quali sono le cause che hanno determinato questo aumento? Secondo l'Inps, l'incremento dipende dalla nuova normativa introdotta dalla legge 204/2011 che, come sappiamo, ha bloccato i pensionamenti di anzianità, incrementando considerevolmente i requisiti contributivi per il diritto alla pensione anticipata.

Le pensioni erogate dall’Inps sono da fame. In 15 milioni gli italiani sotto la soglia di povertà

Quasi la metà delle pensioni è al di sotto dei 700 euro mentre 724.250 connazionali, pari al 4,6% del totale dei pensionati Inps, percepiscono pensioni oltre 3.000 euro L'importo erogato dall'Inps nell'anno 2014 per le prestazioni pensionistiche ammonta a 268,8 miliardi di euro. Mensilmente, l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale eroga complessivamente quasi 21 milioni di pensioni a favore di circa 15,6 milioni di beneficiari. Le prestazioni pensionistiche (invalidità, vecchiaia) ammontano a quasi 17, 2 milioni di trattamenti (pari all'82,2% di tutte le prestazioni in essere) mentre le prestazioni di natura assistenziale (pensioni e assegni sociali, indennità di invalidità civile) ammontano a oltre 3,7 milioni di trattamenti (pari al 17,8% delle prestazioni in essere). Secondo i dati del rapporto annuale Inps 2014, emerge

Pensioni: riscossione dal primo di ogni mese, ma per il 64,3% sono da fame. La vera novità sarà il prepensionamento, obiettivo del Governo per far spazio ai giovani

La proposta del PD prevede uscita anticipata a partire da 62 anni di età con penalizzazione economica e prepensionamento per chi ha versato 41 anni di contributi indipendentemente dall'età. Il 64,3% delle pensioni erogate nel 2014 intanto non supera i 750 euro al mese Sono scattate da ieri, primo giugno, le nuove disposizioni Inps per l’erogazione delle pensioni. Tutte le pensioni saranno pagate dall’Inps a partire dal primo del mese secondo quanto stabilito dal decreto legge n. 65 del 21 maggio 2015, in merito alle “Disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie Tfr”. Il presidente dell'Inps Tito Boeri già nei giorni scorsi aveva spiegato che il cambiamento avrebbe consentito di ritirare nello stesso giorno tutte le pensioni  –

Pensioni d’oro, gli alti burocrati dello Stato gongolano: sparito il tetto massimo ai vitalizi milionari

Il Codacons chiede l’apertura di un’indagine per “per accertare la causa della cancellazione di tale norma dalla legge 214 del 2011” Roma, 12 novembre – Risulta misteriosamente sparito un comma della legge 214 del 2011, e precisamente quello che stabiliva che la pensione non poteva superare l'80% dell'ultimo stipendio. Il ministro Elsa Fornero, aveva all’epoca stabilito che i contributi dei dipendenti venissero calcolati ai fini pensionistici non più con il sistema retributivo, bensì contributivo. Aspetto ancora più importante, il comma stabiliva inoltre che per coloro che avessero deciso di continuare a lavorare anche dopo i 40 anni, la pensione sarebbe stata incrementata fino ad un massimo del 80% dell’ultimo stipendio. Oggi questo tetto massimo è improvvisamente sparito, ma non sono ancora noti i fautori

Bankitalia ed imprese contrari a Tfr in busta paga. Rischio pensioni misere

Il Ddl di stabilità arriva davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato: Tfr, tagli alle Regioni, bonus di 80 euro le questioni più scottanti Tfr in busta paga? Si, ma “è cruciale che venga mantenuta la temporaneità del provvedimento”. Queste le parole di Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale di Bankitalia, durante l’audizione sul Ddl di stabilità davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Se da un lato versare il Trattamento di fine rapporto in busta paga incentiverà sicuramente i consumi, dall’altro però “inciderebbe negativamente sulla capacità della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione, soprattutto per i giovani, mediamente più soggetti a vincoli di liquidità”. E se a richiedere la monetizzazione