Terremoto: funerali solenni ad Ascoli Piceno. Le vittime sono salite a 290 morti e 387 feriti

Dalle immagini rilevate dai satelliti si è verificato un abbassamento del suolo di 20 centimetri nel comune di Accumoli Ascoli Piceno, 27 agosto - Funerali solenni nel Duomo di Ascoli Piceno per le vittime del terremoto che ha sconvolto il Centro Italia si sono svolti stamane alla presenza delle più alte cariche dello Stato e del Governo, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Presente anche il capo del Governo Matteo Renzi. A conclusione dei funerali il presidente Mattarella ha abbracciato i familiari delle vittime, cercando di rincuorarli. "Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio. Insieme ricostruiremo le nostre case e chiese; insieme soprattutto ridaremo vita alle

25 aprile, l’Italia celebra la Liberazione. Mattarella: “è sempre tempo di Resistenza”

Il presidente della Repubblica dopo aver omaggiato l'Altare della Patria con una corona d'alloro celebra la Resistenza a Varallo Sesia, nel Vercellese, una delle prime zone a essere liberate dal nazifascismo “È sempre tempo di Resistenza”. A dirlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dopo aver omaggiato l'Altare della Patria con una corona d'alloro, ha raggiunto Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, una delle prime zone liberate dal nazifascismo nel giugno del 1944. “In queste valli – ha ricordato il capo dello Stato – con il sacrificio del sangue è stata scritta la parola libertà. La Resistenza era nel cuore degli italiani prima ancora che nel loro impegno. Oggi – spiega – è sempre tempo di Resistenza perché guerre

Grasso frena Renzi: “No a forzature parlamentari sul Ddl di riforma della scuola”

La volontà del Primo ministro di porre la fiducia su un simile provvedimento si scontra con il regolamento del Senato Non ci sono solo la minoranza interna al Pd, le opposizioni parlamentari e le associazioni di categoria a mettersi di traverso al Primo ministro Matteo Renzi. In queste ore, fa sapere il presidente del Senato Pietro Grasso, che sul ddl di riforma della scuola, almeno al Senato, non può essere posta la questione di fiducia come invece auspicato dallo stesso Renzi. “Noi stiamo al regolamento – segnalano dalla presidenza del Senato – e il regolamento impone che i testi collegati alla manovra di bilancio come la scuola, che prevede voci di spesa e non a caso è stata sottoposta a parere della

Stop al vitalizio per i deputati condannati per mafia e corruzione

FI e M5s contrari alla delibera abbandonano la seduta. La sospensione dei vitalizi non sarà applicata  per i deputati riabilitati dal Tribunale. Grillo: "noi una legge così non voteremo mai perché c'è l'inghippo dentro" Grande soddisfazione per il Presidente della Camera e del Senato che congiuntamente hanno lavorato per mettere lo stop ai vitalizi ai parlamentari condannati per reati gravi. Il presidente della Camera Boldrini ha commentato il risultato ottenuto ieri dicendo che –“è stato fatto quello che chiedevano i cittadini”. Grasso, presidente al Senato, si è lasciato andare al cinguettio su Twitter: “#Senato approva delibera #stopvitalizi: un segnale forte, significativo e concreto dalle Istituzioni ai cittadini. Un bel segnale”. Ad approvare per primo, nel pomeriggio di ieri la delibera che blocca

Ddl corruzione, in serata il Senato approva. Via libera per tre voti al reato di falso in bilancio

Il disegno di legge presentato da Pietro Grasso nel 2013 ottiene il primo via libera a Palazzo Madama con 165 voti a favore. Renzi parla di “volta buona” mentre i 5 Stelle seguono l'esito del quesito online con cui hanno interrogato la base e votano contro. Il testo passa ora all'esame della Camera Dopo due anni di stallo in aula, arriva il primo via libera a Palazzo Madama per il ddl sulla corruzione a prima firma Pietro Grasso. Tra i punti più importanti del provvedimento, vi è all'articolo 8 la reintroduzione del reato di falso in bilancio, che verrà reintrodotto grazie ai 124 voti favorevoli espressi in aula. Si tratta come spiegano i magistrati di un cosidetto reato-presupposto: la falsificazione di

Ddl corruzione arriva al Senato, inasprite le pene e reintrodotto il reato di falso in bilancio

Dopo due anni di attesa (734 giorni), il testo è approdato ieri a Palazzo Madama. Ecco come potrebbero cambiare le pene. Intanto il ministro Lupi, stamane ha presentato le dimissioni per le polemiche riguardanti il caso Incalza Dopo due anni di attesa (734 giorni), il ddl corruzione presentato da Pietro Grasso (vai all'articolo), quando non era ancora presidente del Senato, è arrivato ieri a Palazzo Madama. Grasso, intervistato, ha affermato di non sentirsi frustrato per il tempo perso e ha commentato con un “Alleluja Alleluja”, la notizia della presentazione del testo sul falso in bilancio da parte del governo. Soddisfazione, però l'arrivo del provvedimento in aula, è stata espressa anche dal capogruppo del Pd Luigi Zanda: “È una decisione che il

Giuramento del Capo dello Stato: “la democrazia non è una conquista definitiva”

Al centro del discorso di Mattarella la crisi economica che aumenta le ingiustizie ledendo principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione. Appello all'unità nazionale e richiami su lotta alla mafia e al terrorismo internazionale Sergio Mattarella, ha giurato da Presidente della Repubblica. Accolto alla Camera, dove lo attendeva il Parlamento in seduta comune, ha fatto il suo ingresso tra gli applausi. Ha pronunciato il rito “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la Costituzione”, mentre fuori Montecitorio venivano sparati (a salve) 21 colpi di cannone. Poi il messaggio alla nazione.I Mattarella, ringrazia i suoi predecessori Ciampi e Napolitano e successivamente si concentra su un tema che dimostra di sentire molto, come quello della

68° anniversario della Repubblica Italiana: festa a Roma alla presenza del Capo dello Stato

Giorgio Napolitano: "finalmente l'Italia può recitare un ruolo di primo piano in Europa e spingerla a cambiare direzione" Roma, 2 giugno - La Repubblica Italiana è più vecchia di un anno. Dal Referendum del 2 giugno 1946, sono ormai passati, e conclusi, 68 anni con oggi. La classica, e sobria, parata militare davanti ai Presidenti dello Stato è ormai il più tradizionale degli avvenimenti in quello che, da molti, viene considerato uno dei giorni più solenni. I Fori Imperiali, a Roma, hanno ospitato l'evento come ogni anno, la parata militare dinnanzi al Premier, Matteo Renzi, ai presidenti della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, ed ovviamente al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Come ogni anniversario il Capo dello Stato

Polemiche in Senato, Grasso rimprovera Renzi: “Bisogna portare rispetto al Senato”

Il Primo Ministro si vanta di rispettare gli annunci mentre i tecnici del Senato sarebbero dei bugiardi 9 maggio 2014 - Non si placano le polemiche tra il Premier, Matteo Renzi, e l'organo senatoriale del parlamento italiano. Esattamente pochi mesi fa il segretario del Partito Democratico attaccava il Senato definendolo un ente inutile il cui taglio, in favore della Camera dei Deputati, avrebbe consentito lo snellimento delle pratiche decisionali, oltre che un sostanzioso taglio alle spese della politica. Diverse settimane dopo questa prima schermaglia ecco di nuovo sulla scena l'incontro tra Pietro Grasso e Matteo Renzi. I due non se le sono certo mandate a dire, anche se, ovviamente, in maniera indiretta. Ha aperto le danze il Primo Ministro definendo i tecnici

Domenica Città della Scienza riapre le porte dello Science Center

Napoli 13 aprile – "Insieme… Ricominciamo!" Questo lo slogan di Città della Scienza per l’apertura domenica 14 aprile dello Science Center. Da sottolineare che, Città della Scienza di fatto, non si è mai fermata; in molti credono che a bruciare sia stata la maggioranza dei locali della struttura, mentre ciò che è andato in fumo sono gli spazi espositivi che rappresentano il 35-40% dell’intera area delle attività. L' 11 aprile scorso, alla presenza del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, il presidente del Senato Pietro Grasso e una scolaresca di Pomigliano d’Arco, è stata inaugurata un’area dedicata ai bambini di 200 metri quadrati. Il Ministro Profumo si è impegnato affinché i tempi di ricostruzione siano celeri affermando: “Sarà più bella di prima e, naturalmente,

Pietro Grasso, dal maxiprocesso a Cosa Nostra alla Presidenza del Senato.

Accolto con scrosci di applausi il candidato del PD, Pietro Grasso, 67 anni, eletto Presidente del Senato. Ex Procuratore Nazionale Antimafia, nasce a Licata (Agrigento) il 1 maggio del 1945. Inizia la sua carriera in magistratura nel 1969, diventando pretore a Barrafranca, in provincia di Enna, fino al 1972, anno in cui diventa sostituto procuratore al Tribunale di Palermo. Diventa personaggio conosciuto per le indagini intraprese sulla criminalità organizzata e amministrazione pubblica e per quelle dell’omicidio del Presidente della Sicilia Piersanti Mattarella, nel 1980. Il suo nome non può che richiamare il maxiprocesso a Cosa Nostra, essendo quattro anni dopo giudice a latere del presidente Alfonso Giordano. Circa quattrocento le persone alla sbarra per reati legati alla criminalità organizzata e quasi ottomila

Grillo nomina i primi due consulenti esterni del Movimento 5 Stelle: Messora e Martinelli. Ma chi paga?

Il Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo per esser precisi, ha nominato i primi due consulenti esterni: Claudio Messora e Daniele Martinelli. Blogger, fedelissimi del caro leader, avranno l’arduo compito di comunicare, o meglio, non comunicare, data la confermata chiusura verso la stampa non allineata. Consulenti esterni, qualcuno in rete suggerisce ‘Kapò’, probabilmente occhi e orecchie di Grillo a bada dei Deputati e Senatori del Movimento 5 Stelle, già protagonisti e ‘colpevoli’ di un voto indipendente nella recente scelta del Presidente del Senato Pietro Grasso. Tralasciando per un attimo il motto del Movimento “uno vale uno”, la cieca convinzione che non ci siano leader a capo dei 5 Stelle e che “decide la maggioranza”, la seguente domanda merita certamente risposta, in rispetto e