Gestione rifiuti, Bassolino esce definitivamente dal processo

L'ex sindaco di Napoli: "lunghezza dei processi danneggia gli innocenti e premia i colpevoli" Napoli, 22 maggio - Antonio Bassolino esce definitivamente dal processo su presunte irregolarità nella gestione regionale del ciclo rifiuti. Pur essendo i reati ipotizzati ormai prescritti, il tribunale di Napoli si era espresso nel merito con una sentenza di piena assoluzione. Poi la procura aveva fatto appello per trasformare l'assoluzione di merito in assoluzione per prescrizione, nei confronti di Bassolino e di altri 26 indagati. Oggi la Corte di appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione del pm. "La Corte di Appello conferma il pieno proscioglimento di Bassolino ma non si sana la sofferenza esistenziale del lungo tempo di attesa. Un altro caso che conferma la urgente e indispensabile necessità

A giudizio per voto di scambio i fratelli Cesaro (Forza Italia)

Processo da dicembre, accusa corruzione elettorale Napoli, 7 settembre - Vanno a giudizio con l'accusa di corruzione elettorale il senatore di Fi Luigi Cesaro, i suoi fratelli Aniello e Raffaele (già in carcere per un'altra inchiesta) e il figlio Armando, capogruppo del partito nel Consiglio regionale della Campania, insieme al consigliere regionale azzurro Flora Beneduce e ad altre 24 persone, tra imprenditori e professionisti. Agli imputati è stato notificato un decreto di citazione a giudizio diretto. Il processo avrà inizio il 13 dicembre davanti al giudice monocratico del tribunale di Napoli Nord, che ha sede ad Aversa (Caserta). L'inchiesta è relativa all'elezione di Armando Cesaro nel 2015 in Consiglio regionale: elezione - caratterizzata da un boom di preferenze - che secondo l'accusa

Strage sull’A16 a Monteforte Irpino, tensione al processo

"Quel bus non era una carretta, io la 41esima vittima" in aula il titolare dell'agenzia di viaggio e il funzionario della Motorizzazione civile Avellino, 7 aprile - Udienza movimentata al processo in corso ad Avellino, per la tragedia del bus di Monteforte Irpino: strage avvenuta la sera del 28 luglio del 2013 sull'autostrada Napoli-Bari, in cui persero la vita 40 persone. Da considerarsi uno dei più gravi incidenti stradali della storia italiana. Ad essere ascoltati in Aula di Corte d’Assise, due degli imputati accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo e disastro colposo. Trattasi di Gennaro Lametta, titolare dell'agenzia di viaggio e proprietario del bus alla cui guida c'era il fratello Ciro, deceduto nell'incidente, e Vittorio Saulino, funzionario della Motorizzazione civile di Napoli, che deve rispondere di falso

Processo all’omosessualità un secolo dopo, in memoria di Stefano Rodotà e del diritto all’amore

Al Suor Orsola il gran finale della rassegna di “Cinema Letteratura e Diritto” con Fabio Canino protagonista del processo a Oscar Wilde. Martedì 12 dicembre ore 15.30 Napoli - Sarà una ricostruzione processuale meticolosa quella con la quale la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa domani alle 15.30 nell’aula magna dell’Ateneo ricostruirà ad oltre cento anni di distanza il celebre processo ad Oscar Wilde per “atti di indicibile indecenza tra uomini”. Dopo oltre un secolo “il diritto ha compiuto passi importanti per tutelare la libertà dell’amore ma anche nelle società occidentali più aperte e garantiste l’omofobia non smette di essere presente”. Così Gennaro Carillo, coordinatore scientifico della rassegna di “Cinema Letteratura e Diritto” della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola,

Liberi i due manifestanti arrestati per gli incidenti del corteo anti-Salvini

Obbligo di firma tre giorni alla settimana Napoli, 13 marzo - Scarcerati i due manifestanti arrestati per gli incidenti di sabato scorso in occasione della visita di Matteo Salvini a Napoli. Lo ha deciso il giudice monocratico, Luigi Rescigno, che, accogliendo le richieste della Procura, ha disposto, dopo la convalida dell'arresto, come misura cautelare, per i due, Luigi Tarantino e Carmine Esposito, l'obbligo di presentazione alla Polizia tre giorni alla settimana. Il processo è stato fissato per il 17 maggio prossimo. Durante l'udienza si è tenuto un sit-in di protesta davanti al tribunale con le forze dell'ordine in tenuta antisommossa, che hanno sotto controllo la situazione.

Processo a Cosentino, la difesa chiede l’assoluzione: non ci sono prove dell’accordo politico-mafioso

L'ex sottosegretario all'Economia e coordinatore campano del Pdl imputato per "concorso esterno in associazione camorristica" Caserta, 11 novembre - "Nicola Cosentino va assolto perché il fatto non sussiste". Così gli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, legali dell'ex sottosegretario all'Economia e coordinatore campano del Pdl, imputato per "concorso esterno in associazione camorristica", al termine dell'arringa difensiva - svoltasi nella giornata di ieri - durata due udienze davanti al collegio C del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Giampaolo Guglielmo (a latere Pasquale D'Angelo e Rosaria Dello Stritto). "Come fare a giustificare una sentenza di condanna?" ha chiesto l'avvocato Montone rivolgendosi ai tre giudici: "i quintali di prove, di cui parla l'accusa, che cosa provano?". "Non c'è prova dell'accordo politico-mafioso

Corruzione, Cosentino condannato a quattro anni di carcere

L'ex sottosegretario del Pdl è accusato di aver corrotto con favori e denaro un agente della penitenziaria in servizio nel carcere di Secondigliano, già condannato con rito abbreviato a 4 anni e 8 mesi. Cosentino in cambio avrebbe ricevuto beni e visite non consentite Nicola Cosentino, ex sottosegretario del Pdl, è stato condannato dal Tribunale di Napoli Nord a quattro anni di carcere per corruzione. Per Cosentino, attualmente ai domiciliari, si tratta della prima condanna nell'ambito dei vari processi in cui è imputato. In sede requisitoria il pm della procura di Napoli Nord, Paola Da Forno, aveva chiesto 6 anni di carcere. L'ex politico era accusato di aver corrotto con favori e denaro un agente della penitenziaria in servizio nel carcere

Camorra, 43 condanne nel processo “paranza dei bambini”

Le accuse: associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga ed estorsioni Napoli, 15 giugno - Si è concluso con 43 condanne a pene varianti da venti a due anni di reclusione il processo alla cosiddetta "paranza dei bambini", i clan composti soprattutto da giovani attivi nel centro storico di Napoli. La sentenza è stata emessa dal gup Nicola Quatrano che ha accolto in gran parte le richieste dei pm della Dda Francesco De Falco e Henry John Woodcock. Gli imputati sono stati riconosciuti responsabili a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga ed estorsioni. Dieci le assoluzioni disposte dal Gup. Leggi anche: La "paranza dei bambini": Woodcock, Zanotelli e Riccio ne parlano a Giurisprudenza

A sette anni dal sisma l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli “processa” gli scienziati della Commissione Grandi Rischi per il Terremoto dell’Aquila

Spiegare ai giovani studenti (maturandi e universitari) il funzionamento di una Facoltà di Giurisprudenza attraverso la ricostruzione dei grandi processi dell’attualità. È questa la suggestiva formula adottata già da qualche anno dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli per i “Grandi Processi” Si tratta di un ciclo di incontri di orientamento alla scelta universitaria rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori della Campania. Stavolta al centro dei “Grandi Processi” del Suor Orsola ci sarà un delicatissimo “processo alla scienza” per il caso del terremoto dell’Aquila, che ha visto sul banco degli imputati sette esperti della Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi per aver causato a seguito delle loro errate valutazioni la morte di 37 cittadini dell’Aquila. La simulazione

De Girolamo (Fi) rischia il processo per l’inchiesta Asl di Benevento. Ad inchiodarla, le registrazioni dell’ex direttore Pisapia

I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per la deputata e altri cinque indagati, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti della Asl di Benevento Benevento, 3 marzo – La Procura della Repubblica di Benevento ha chiesto il rinvio a giudizio, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti della Asl di Benevento, per Nunzia De Girolamo, la deputata di Forza Italia ed ex ministro del Governo Letta. Oltre alla De Girolamo, riferisce l'Ansa, è stato chiesto il rinvio a giudizio per altre cinque persone, tra cui il direttore sanitario Gelsomino Ventucci, il direttore generale Michele Rossi, l’ex capo della segreteria di De Girolamo, Luigi Barone – oggi componente del Direttivo Nazionale del Nuovo Centrodestra, ndr  –, un altro collaboratore della deputata, Giacomo Papa, e il sindaco di Airola,

Processo per abuso d’ufficio e peculato, De Luca in aula: “Rinuncio alla prescrizione”

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha reso dichiarazioni spontanee nella seconda udienza d'Appello del processo che lo vede imputato a Salerno per peculato e abuso d'ufficio nell'ambito della realizzazione di un termovalorizzatore Salerno, 15 gennaio – Oggi Vincenzo De Luca si è presentato al Tribunale di Salerno per la seconda udienza d'Appello del processo che lo vede imputato a Salerno per peculato e abuso d'ufficio nell'ambito della realizzazione di un termovalorizzatore. In primo grado, De Luca ha riportato una condanna di un anno – con pena sospesa – per abuso d'ufficio (vai all'articolo). Sanzione che aveva fatto scattare l'applicazione nei suoi confronti della Legge Severino. De Luca rinuncerà alla prescrizione. Ad annunciarlo è stato il suo legale, Paolo Carbone:

Lega Nord, nel processo per truffa sui rimborsi Bossi chiama in causa Maroni e Salvini

Il partito avrebbe ricevuto da Camera e Senato, sulla base di rendiconti falsi, 13 milioni e 820mila euro. Soldi che Maroni e Salvini avrebbero speso indebitamente e di cui sarebbe stata chiesta la restituzione da parte dei due rami del Parlamento Comincia oggi a Genova il processo contro l'ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi, alcuni suoi familiari e l'ex tesoriere del partito Francesco Belsito. Secondo quanto riporta il quotidiano Repubblica salirebbe da 40 a 59 milioni il conto della presunta truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali. Ci sono i 40 milioni che Bossi, attraverso il suo avvocato Matteo Brigardi, avrebbe chiesto a Matteo Salvini di restituire. Soldi che la Procura ritiene il “corpo del reato” della truffa e che

Concussione, rinviato a giudizio l’ex deputato Pdl Alfonso Papa

La prima udienza è fissata per il 31 dicembre al Tribunale di Napoli Nuovo processo per Alfonso Papa. L'ex deputato di Forza Italia - e del Pdl - è stato rinviato a giudizio per concussione, tentativo di concussione e induzione a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Napoli Paola Russo, accogliendo le richieste dei pm Celeste Carrano e Henry John Woodcock, titolari dell'inchiesta. Il processo avrà inizio il 31 dicembre prossimo davanti alla IV sezione del Tribunale. Secondo l'accusa Papa avrebbe chiesto e ottenuto una somma di denaro da alcuni imprenditori promettendo appalti e altri favori, grazie alle sue conoscenze con esponenti delle istituzioni. Nel giugno 2011 l'ex deputato aveva già avuto problemi giudiziari. L'accusa di

Libia: pena di morte per Gheddafi junior

La Corte di Tripoli ha condannato alla pena di morte Saif al Islam figlio di Muammar Gheddafi. Nell'ambito dello stesso processo, iniziato nell'aprile 2014, sono stati condannati altri esponenti del regime dell'ex rais libico. Sono accusati di crimini di guerra e di aver represso le proteste pacifiche durante la rivoluzione Tripoli, 28 luglio - Secondo quanto riferito dall'emittente araba al Jazeera, Saif al Islam, il secondogenito di Muammar Gheddafi è stato condannato alla pena di morte per fucilazione da un tribunale di Tripoli nell'ambito di un processo che vede sul banco degli imputati anche altri esponenti del regime del ex dittatore libico catturato al culmine della rivolta del 2011 e morto nell'ottobre dello stesso anno. L'accusa è di genocidio. La corte libica ha condannato a morte anche l'ex capo dell'intelligence libica