Convegno “Riforma del Terzo Settore, cosa cambia per le cooperative sociali”

14 novembre, ore 09.00 Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, Sala Vasari, Piazza Monteoliveto, 4, Napoli Con l’emanazione degli ultimi decreti attuativi il Consiglio dei Ministri completa il percorso di riforma del Terzo Settore. Federsolidarietà – Confcooperative Campania propone il seminario formativo “Riforma del Terzo Settore, cosa cambia per le cooperative sociali”, in programma il 14 novembre 2017, a partire dalle ore 09.00, a Napoli, presso la Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, Sala Vasari, in Piazza Monteoliveto, 4. L’evento, a carattere tecnico, vuole fare chiarezza su una riforma che incide profondamente sulla cooperazione sociale, ridisegnandone gli assetti. Il seminario rientra nelle attività che la Federazione organizza per fornire alle imprese socie strumenti interpretativi e di conoscenza delle normative e dei contesti nelle quali esse operano. L’ingresso è

Referendum, Forza Italia per il No alla riforma. Berlusconi: “Il referendum del 4 dicembre può cambiare la storia d’Italia, in peggio se vince il Sì”

Secondo Berlusconi la riforma è stata “costruita come un abito su misura da Renzi per sé e il suo Pd” Napoli, 27 novembre – “Il referendum del 4 dicembre può cambiare la storia d'Italia e, se venisse approvato, la cambierà nel male”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo con un videomessaggio alla convention di Forza Italia a Napoli per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre. “Questa riforma è assurda, inaccettabile e intollerabile”, ha aggiunto Berlusconi. “È stata costruita – ha proseguito – come un abito su misura da Renzi per sé e il suo Pd che, controllando 17 Regioni su 20, nominerà i suoi sindaci e consiglieri regionali, che avranno il 60% del Senato”. “La riforma, combinata con l'Italicum, potrà far

Referendum costituzionale, rischio ingovernabilità e rappresentanza. Se vince il Sì solo la Napoli renziana sarà presente nel nuovo Senato

Il pericolo deriva dal fatto che il sindaco de Magistris non ha nessun rappresentante in Regione Campania e a eleggere i nuovi senatori saranno i Consigli regionali Napoli, 27 novembre – Che la riforma costituzionale di Napolitano, Renzi, Boschi e Verdini fosse pasticciata si sapeva, per alcune città poi si potrebbe trasformare in una vera e propria beffa. Mentre il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il sindaco di Torino, Chiara Appendino, entrambe del Movimento 5 Stelle, hanno dichiarato di volersi rifiutare di sedere nel nuovo Senato in caso di vittoria del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre, de Magistris qualora volesse non lo potrebbe fare. O almeno il rischio che ciò avvenga è molto alto. Il motivo? Il sindaco

Città Metropolitane: così la riforma Delrio toglie voce ai cittadini

Le recenti elezioni sono avvenute sottotraccia. Un esempio di cosa potrebbe accadere al Senato se passasse il Sì alla riforma costituzionale targata Renzi-Boschi Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino hanno da poco rinnovato i Consigli delle Città Metropolitane, uno degli Enti locali previsti con la riforma Delrio (Legge n.56 del 7 aprile 2014, recante Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni). Le elezioni sono tuttavia passate sottotraccia, nonostante nella sola Città Metropolitana di Napoli vivano più di tre milioni di abitanti e questo Ente abbia competenze su numerosi aspetti che riguardano la vita di una popolazione (si pensi al settore del trasporto pubblico e a quello dell'istruzione). Nelle recenti elezioni per i rinnovi dei consigli metropolitani i

Consiglio regionale Campania, passa la riforma dello Statuto

Il presidente della Giunta regionale potrà contingentare i tempi per le leggi considerate strategiche. Assente in Aula il Consigliere Stefano Graziano, indagato per camorra. 5 Stelle all'attacco Napoli, 30 aprile – Nella giornata di venerdì è stata approvata in seconda lettura la riforma dello Statuto del Consiglio regionale. Con la variazione approvata il presidente della Giunta regionale potrà contingentare i tempi per le leggi considerate strategiche. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza con 30 voti a favore, 7 contrari (Movimento 5 Stelle) e 8 astenuti del centrodestra. La riforma era stata approvata in prima lettura lo scorso febbraio (vai all'articolo). Duro scontro tra Movimento 5 Stelle e la maggioranza durante gli interventi all'ordine del giorno. Bersaglio dei 5 Stelle il consigliere

A tre mesi dalla riforma Rai: “Il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia”, se ne discute al Suor Orsola

A tre mesi dalla Riforma del Governo Renzi un confronto internazionale al Suor Orsola organizzato in collaborazione con l’AGCOM. Con gli interventi dei Commissari AGCOM Antonio Martusciello e Francesco Posteraro e del Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo Silvia Costa Missione e compiti del servizio pubblico radiotelevisivo, la nuova governance, le regole di valutazione della qualità e la disciplina della concorrenza. Saranno questi alcuni dei temi del convegno internazionale dedicato al “Futuro del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia”, che si svolgerà lunedì 21 marzo a partire dalle 10 nella Sala Villani dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sede dal 2003 della prima Scuola di Giornalismo del Mezzogiorno peninsulare e da quest’anno sede di una Scuola di Cinema e

Scuola, salgono le domande dei precari per l’immissione in ruolo. Molti meridionali “saranno costretti” ad emigrare

Le domande finora inoltrate sarebbero almeno 52mila Non solo il crollo delle nascite al Sud certificato dall'ultimo rapporto Svimez (vai all'articolo). Nei prossimi mesi, almeno 20mila meridionali saranno costretti ad emigrare per un lavoro lontano da casa. Sono i primi effetti nefasti della riforma della pubblica istruzione, meglio conosciuta come “la Buona scuola”. I docenti precari hanno provato fino all'ultimo a prendere tempo, cercando di capire meglio cosa comporta fare o meno la domanda per l'immissione in ruolo. Negli ultimi giorni però si sono dovuti arrendere, la scelta infatti è tra emigrare al Nord o uscire dal sistema scolastico nazionale. Un lusso che molti, dopo tanti anni di precariato, non possono proprio permettersi. C'è tempo fino alle ore 14 del 14 agosto

Renzi dal Giappone assicura: “entro giovedì riforma della Pubblica amministrazione. Sud? basta piagnistei”

Il premier ha annunciato che entro giovedì verrà approvata la riforma della pubblica amministrazione che renderà l'Italia un Paese più semplice e leggero. Per quanto riguarda il Sud è "necessario rimboccarsi le maniche e smetterla con inutili piagnistei" Tokyo - Il premier Matteo Renzi in questi giorni è in visita ufficiale in Giappone, dove ha incontrato la comunità italiana nella residenza dell'ambasciatore italiano a Tokyo. Durante l'incontro il Presidente del consiglio ha annunciato, entro il prossimo giovedì, la riforma della pubblica amministrazione volta a rendere il nostro Paese più semplice ed efficiente. Le riforme sono, fin dal suo insediamento, uno dei punti cruciali del programma politico del Governo Renzi, di fondamentale importanza al fine di rendere "l'Italia un Paese più semplice e

Passa la fiducia al Senato sul maxiemendamento a #laBuonaScuola, esplode la protesta dei docenti: “Non finisce qui”

Si è organizzata su Facebook la protesta dei docenti, e sui social si sono concentrati gli sfoghi dei docenti all'indomani del sì alla fiducia posta dal Governo sul maxieendamento al ddl La Buona Scuola Votata la fiducia al maxiemendamento al Senato. I numeri di ieri però fotografano una sofferenza della maggioranza: presenti 273; votanti 271; astenuti 0; maggioranza 136; favorevoli 159; contrari 112. La maggioranza al Senato è di 161 voti ma non è stata raggiunta ieri. Il che rappresenta un campanello di allarme per il Governo per le prossime riforme. Intanto ieri, tra le urla e la disperazione dei docenti il maxiemendamento Scuola è stato approvato. Ultimo e definitivo passaggio in seconda lettura alla Camera previsto per il prossimo 7

Ultim’ora: #LaBuonaScuola, Governo battuto sul parere di costituzionalità

In commissione Affari Costituzionali del Senato non passa per il 'voto determinante' di Mario Mauro che nei giorni scorsi ha annunciato l'uscita dalla maggioranza Governo battuto sul parere di costituzionalità alla riforma della scuola. Con 10 voti contrari e 10 a favore il parere in commissione Affari Costituzionali del Senato non passa per il "voto determinante" di Mario Mauro senatore di Gal che nei giorni scorsi ha annunciato l'uscita dalla maggioranza. Il presidente Finocchiaro ha votato "si". "Da un punto di vista costituzionale la riforma della buona scuola è scritta male - osserva Mauro - pertanto fermiamoci e riscriviamola meglio". Secondo quanto si apprende, la presidente della commissione Anna Finocchiaro avrebbe votato "si" (per prassi i presidenti di commissione di solito non

Riforma Terzo Settore e Servizio civile, soddisfazione di FNSC: risorse e tempistiche certe

Borrelli (FNSC): Fondamentale il riconoscimento dello status dei volontari, siamo all’alba di una riforma culturale “Dopo quasi un anno di consultazioni e confronti non possiamo che esprimere soddisfazione per il testo approvato oggi alla Camera dei Deputati. L’impegno preso dal Governo sul rilancio del terzo settore e l’istituzione di un servizio civile universale, aperto a tutti ma volontario, prende forma e rilancia l’istituto del servizio civile quale politica strategica del nostro Paese”. Così il Presidente di Amesci e del Forum Nazionale Servizio Civile, Enrico Maria Borrelli, commenta l’approvazione alla Camera del Disegno di legge delega di riforma del Terzo Settore , dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale. “Dopo quarant’anni assistiamo all’alba di una riforma culturale. Terminata la leva

Riforma Terzo Settore: la Camera approva il Disegno di legge Delega

A favore i partiti della maggioranza, contrari Sel e M5S, astenuta Forza Italia Roma, 9 aprile - La Camera dei deputati ha approvato il Disegno legge di Delega per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale. Il testo passa con i voti di tutti i partiti della maggioranza, contrari Sel e Movimento 5 Stelle, astenuta Forza Italia. Soddisfazione espressa dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti che ha dichiarato: "Voglio esprimere la mia soddisfazione ed il mio apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione Affari Sociali, dai relatori e dall'Aula che ha consentito di migliorare il testo consegnato dal Governo. L'approvazione di oggi segna un passaggio importante nel percorso parlamentare di un provvedimento che

Insegnante a chiamata diretta offresi. Ed il book de #LaBuonaScuola impazza su Facebook

I docenti delle scuole elementari Longhena di Bologna prendono di mira il ddl #laBuonaScuola del Governo Rezi e con una buona dose di autoironia canzonano le scelte governative tacciate di essere antidemocratiche e di mettere a repentaglio la libertà di insegnamento Il book fotografico che segue, e pubblicizzato su Facebook.com, stigmatizza in particolare la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei "presidi-padroni" voluti dal Ddl che da qualche giorno ha avviato il suo percorso di discussione in Parlamento con le audizioni alla VII commissione Cultura della Camera dei Deputati. Un vero e proprio tour de force che dovrebbe portare a licenziare un testo fortemente criticato dai docenti di ruolo e dai precari oltre che, ultimamente anche dai sindacati, entro fine maggio. Un riso

Il Governo vara #laBuonaScuola e su Facebook si scatena la protesta dei precari

#‎labuonascuola‬ Facciamo crescere il Paese. Il ddl di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione presentato dal Governo Roma, 13 marzo - Il Partito Democratico posta sul social network le slide che riassumono gli interventi del Governo relativi alla riorganizzazione della Scuola pubblica e subito piovono le critiche. Postiamo i commenti presenti fino al momento della pubblicazione su NapoliTime. Gli interventi dei precari che si sentono defraudati del diritto a lavorare  dopo anni di precariato si commentano da soli. Vogliamo solo ricordare che tra i tanti esclusi dalle assunzioni previste, molti precari hanno alle spalle anni di lavoro ed abilitazioni costate care, sia per sacrifici economici (un Tfa o un Pas è costato circa 3000 euro) che in termini di impegno professionale. La