La difficile convivenza con i Rom ed il dovere di ospitalità, spesso degradante, che si traduce in costi per lo Stato

Napoli - L’ultimo episodio che rivela la difficile convivenza tra i Rom ed i cittadini napoletani risale al 13 novembre scorso quando nel quartiere Poggioreale alcune donne hanno aggredito un gruppo di Rom per impedire la costruzione di una baracca fuori l’area a loro destinata. La cronaca degli atti di violenza contro la popolazione Rom è lunga e spesso annovera anche dei morti come nel febbraio di quest'anno dove ci furono due vittime nell’incendio al campo di Via Ponticelli a Napoli o quello del 2010 dove le indagini hanno scoperto che i clan Casella e i Circone avrebbero provocato il rogo per evitare che bambini nomadi andassero nella stessa scuola dei figli. Si verificano di frequente manifestazioni di intolleranza contro gli accampamenti

I roghi di Sant’Erasmo.

“La situazione è grave, non è più garantito il diritto alla salute dei cittadini” La denuncia è di Alfredo Affatato, abitante del rione Sant’Erasmo e coordinatore del PD di Poggioreale. “Siamo in una morsa tra degrado ed inquinamento”, continua Affatato, mostrando gli ammassi di spazzatura che si trovano tra i capannoni delle fabbriche abbandonate alle spalle di Via Gianturco, occupate da Rom ed immigrati. Poco lontano, in Via Brecce, nella ex ICM, sono ammassate migliaia di tonnellate di spazzatura, in quello che doveva essere un sito di trasferenza ed invece è diventato una discarica senza sicurezza. Un’altra discarica, i rom, l’hanno creata a Santa Maria del Pianto e versa in condizioni indecenti. Questa situazione nasce dalla pratica abituale di rom