Pompei, nuove aperture: Via del Vesuvio con la casa di Leda e il Cigno e Amorini Dorati

“Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte”, il racconto dei recenti scavi attraverso lo sguardo del Direttore del Parco Archeologico Con la riapertura di via del Vesuvio, al termine degli interventi di messa in sicurezza dei fronti di scavo che stanno interessando i 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata dell’antica città, nell’ambito del Grande Progetto Pompei, torna fruibile al pubblico un’ampia zona degli scavi. La restituzione alla fruizione della strada e degli edifici che vi si affacciano, permetterà al pubblico di ammirare, per la prima volta la domus di Leda e il cigno, uno dei ritrovamenti recenti e più suggestivi degli scavi alla Regio V e, a seguito dei recenti restauri, il complesso delle Terme Centrali, mai finora accessibile. In uno degli

Sicurezza: firmato il protocollo d’intesa tra Parco Archeologico di Pompei e Procura

Da Pompei un modello pilota per contrastare il saccheggio e il traffico di reperti archeologici Un modello pilota di contrasto al fenomeno criminale di saccheggio dei siti archeologici e di  traffico dei reperti e opere d’arte è l’obiettivo alla base dalla collaborazione istituzionale tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, già avviata con successo da tempo e che si è formalizzato, con la firma di un protocollo d’intesa tra i due enti. Giovedì 1 agosto 2019 presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata, il Procuratore F.F, Pierpaolo Filippelli e il Direttore Generale, Massimo Osanna hanno firmato il protocollo e illustrato i vari punti e gli impegni reciproci, del Parco e della Procura,

Pompei, la scoperta dell’ultimo Termopolio

Ancora una testimonianza della vita quotidiana a Pompei si racconta attraverso la scoperta dell’ultimo Termopolio (tavola calda), recentemente affiorato dagli scavi della Regio V Pompei - Il Termopolio è emerso nello slargo che fa da incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi, ormai interamente portato in luce nel cantiere di scavo. L'impianto commerciale è parzialmente  scavato, in quanto collocato lungo uno dei fronti di scavo, oggetto dell’intervento di messa in sicurezza  e consolidamento del Grande Progetto Pompei, che sta interessando gli oltre 3km di perimetro dell’area non scavata del sito.   Le decorazioni del bancone raffigurano su un lato, una bella figura di  Nereide su cavallo in ambiente marino e dall’altro l’illustrazione, molto probabilmente, dell’attività stessa che si svolgeva nella bottega,

Pompei, l’eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C. sui social

Il 24 agosto del 79 d.C. è la data in cui, dall’esito di un’analisi filologica di un passo della lettera di Plinio il Giovane a Tacito, si colloca convenzionalmente l’eruzione del Vesuvio che portò alla devastazione di tutta l'area circumvesuviana Per ricordare quel fatidico giorno, i social network del parco archeologico di Pompei hanno fatto rivivere ai propri utenti i terribili istanti dell’eruzione, attraverso una sequenza di immagini fortemente evocative ed il racconto di Plinio il Giovane contenuto nelle sue famose epistole. I canali social del Parco, in continua crescita di numeri ed interazione, rappresentano la  piattaforma principale per la promozione e la quotidiana comunicazione di notizie e curiosità che riguardano Pompei e i siti vesuviani di Oplontis, Stabiae e Boscoreale, luoghi

Pompei, l’affresco di un Priapo emerge dagli scavi della Regio V

Una dimora di pregio su via del Vesuvio con stanze elegantemente decorate e all’ingresso un Priapo affrescato nell’ambito del cantiere dei nuovi scavi Pompei - Le operazioni in corso rientrano nel più ampio intervento di messa in sicurezza dei  fronti di scavo, che delimitano i 22 ettari di  area non scavata di Pompei, previsto dal Grande Progetto Pompei e che interesserà circa 3 km di fronti. La figura di Priapo, a Pompei ben conosciuto per la raffigurazione che campeggia all’ingresso della casa dei Vettii, oggi appare per la seconda volta in questa domus poco distante. Dio della mitologia greca e romana, era secondo buona parte delle fonti, figlio di Afrodite e di Dionisio. (leggende minori lo vogliono invece figlio di Afrodite e di

Scavi di Pompei, ecco le novità dalla Regio V

La casa fu già in parte scavata tra Settecento e Ottocento Affreschi in stile della Casa di Giove, tracce di incendio e reperti carbonizzati, e un quadretto idillico sacrale. Domus che continuano a delinearsi nella loro struttura completa, con affreschi preziosi, oggetti e tracce di vita quotidiana. E’ quanto sta avvenendo sul cantiere della Regio V degli scavi di Pompei, dove proseguono quotidianamente le scoperte di strutture e reperti. Una di queste ricche dimore è la casa di Giove, che sta emergendo con tutti i suoi ambienti decorati. La casa fu già in parte scavata tra Settecento e Ottocento e piuttosto compromessa in più punti da  cunicoli e trincee, tuttora visibili, con i quali era in uso praticare gli scavi in epoca borbonica. Il

Multata una finta guida turistica negli scavi di Pompei

Accompagnatore con titolo preso all’estero “Apprendiamo con soddisfazione – afferma Pietro Melziade, presidente dell’associazione Guide Turistiche Campania - dell’azione contro l’illegalità condotta mirabilmente dal Comandante dei Carabinieri della stazione di Pompei Scavi Domenico Pocobello, che ringraziamo profondamente. Sempre vigile contro gli abusi, sfidando i 40 gradi di calore della giornata di ieri, ha fermato una guida abusiva all’interno degli scavi e l’ha multata”. Si tratta di un accompagnatore, con titolo preso all’estero, che, pur non avendo le carte in regola, si è spacciato per guida turistica a danno della categoria e dei turisti. “In questo clima di confusione – continua Pietro Melziade – creato dall’assenza di normative chiare per lo svolgimento del lavoro di guida turistica, non si riesce neppure ad identificare chi è

Passeggiate notturne a Pompei, Oplontis, Antiquarium di Boscoreale e per la prima volta la Villa S. Marco di Stabia con “Stabiae Nocte”

Dal 27 luglio fino al 28 settembre. Il venerdì e il sabato - dalle ore 20,30 alle 23,30 A partire da sabato 27  fino al 28 settembre tornano i percorsi illuminati nei siti archeologici vesuviani, nell’ambito dei progetti di valorizzazione 2018 promossi dal Ministero per i beni e le attività culturali. Il sito di Pompei, la villa di Poppea ad Oplontis, l’Antiquarium di Boscoreale e per la prima volta la Villa S. Marco a Stabia saranno illuminati per l’occasione il venerdì e il sabato dalle ore 20,30 alle 23,30. A Pompei le passeggiate notturne interesseranno uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, attraverso un percorso di suoni e luci che ha inizio da porta Marina. La suggestione e la bellezza

A Stabiae una nuova campagna di scavi condotta dal Museo Ermitage

Continua l’indagine dell’ambiente 71 di villa Arianna iniziata lo scorso anno Nel complesso archeologico di Villa Arianna a Stabiae continua, per il nono anno consecutivo, il progetto di scavo e restauro condotto dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei e con il coordinamento della Fondazione RAS (Restoring Ancient Stabiae). Al centro di questo progetto l’ambiente 71 dell’antica villa: un criptoportico probabilmente in fase di rifunzionalizzazione prima dell’eruzione nel 79 d.C. Le indagini condotte sul lungo corridoio, già in parte oggetto di un intervento di pulitura e restauro nell'estate 2017, hanno confermato che l'intero ambiente nel XVIII secolo, a conclusione delle campagne di scavo condotte dai Borbone, fosse stato utilizzato come area di discarica di una

Pompei: sarà riallestita la più grande conceria finora nota dell’antica città

Come si lavorava la pelle a Pompei? Il processo di concia, una delle tante attività artigianali praticate a Pompei, sarà reso chiaro e comprensibile ai visitatori I locali dell’impianto adibiti alla lavorazione della pelle saranno oggetto di interventi di restauro e valorizzazione,  grazie alla collaborazione tra il Parco archeologico e l’Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC), che ne ha sponsorizzato il progetto. Messo in luce a fine ‘800 e situato nella Regio I degli scavi (Insula 5), l’impianto conciario fu identificato come tale sulla base delle testimonianze epigrafiche, degli utensili rinvenuti nel corso dello scavo, oltre che dagli apprestamenti produttivi, molto simili a quelli in uso nelle concerie medioevali e moderne. L’edificio fu già in parte restaurato nel 2008 grazie alla collaborazione con l’UNIC, che sponsorizzò il

Pompeii Theatrum Mundi, la rassegna di drammaturgia antica al parco archeologico di Pompei

Sarà la Salomè di Oscar Wilde nella messa in scena firmata da Luca De Fusco a dare il via il 21 giugno al Teatro Grande di Pompei alla seconda edizione della rassegna estiva del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale promossa in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei Si apre giovedì 21 giugno al Teatro Grande di Pompei la seconda edizione di Pompeii Theatrum Mundi, la rassegna di drammaturgia antica promossa dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. Alle 21.00 sul palcoscenico del bellissimo teatro romano andrà in scena in prima assoluta la Salomè di Oscar Wilde, nella traduzione di Gianni Garrera, su adattamento e regia di Luca De Fusco, che vede protagonisti: Eros Pagni nel ruolo di Erode, Gaia Aprea in quello di Salomè, Anita Bartolucci nei panni di

Scavi di Pompei, il fuggiasco scappava con un sacchetto con 20 monete di argento e bronzo

Fuggiva dalla furia eruttiva del Vesuvio, con la speranza di salvarsi e per questo portava con se un piccolo tesoretto di monete che gli avrebbero consentito di continuare a vivere Pompei - Nel prosieguo degli scavi in corso presso il cantiere della Regio V, dove di recente è stato rinvenuto lo scheletro di un fuggiasco  colpito da un blocco di pietra che gli ha tranciato la parte alta del torace e la testa, sono emerse 20 monete d’argento e 2 in bronzo che erano contenute in una piccola borsetta che l’individuo stringeva al petto. Tra le costole del torace erano difatti dapprima emerse 3 monete, via via, rimuovendo  i resti della vittima che saranno portati al Laboratorio di ricerche applicate del

Pompei: in fuga dall’eruzione, dai nuovi scavi emerge la prima vittima

Il torace schiacciato da un grosso blocco di pietra, il corpo sbalzato all’indietro dal potente flusso piroclastico, nel tentativo disperato di fuga dalla furia eruttiva. E’ in questa drammatica posizione, che emerge la prima vittima del cantiere dei nuovi scavi della Regio V Pompei - Lo scheletro è stato ritrovato all’incrocio tra il Vicolo delle Nozze d’Argento e il Vicolo dei Balconi, di recente scoperta, che protende verso via di Nola. Dalle prime osservazioni, risulta che l’individuo sopravvissuto alle prime fasi dell’eruzione vulcanica, si sia avventurato in cerca di salvezza  lungo il vicolo ormai invaso dalla spessa coltre di lapilli. Il corpo è stato infatti rinvenuto all’altezza del primo piano dell’edificio adiacente, ovvero al di sopra dello strato di lapilli. Qui è

Pompei, eccezionale ritrovamento a Civita Giuliana

Scoperta straordinaria nell’area di Civita Giuliana, nella zona Nord fuori le mura del sito archeologico di Pompei, dove erano stati intercettati cunicoli clandestini Grazie all’operazione congiunta del Parco Archeologico di Pompei con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e gli investigatori del  Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, collaborati dal Comando Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata, che stavano già indagando su queste attività illecite, dallo scorso agosto è stato avviato un intervento di scavo allo scopo di proseguire nelle indagini e salvare il patrimonio archeologico in pericolo. Il 10 maggio alle ore 11,00, presso lo scavo di Civita Giuliana, il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna presenterà in esclusiva, l’eccezionale ritrovamento e l’operazione messa in campo con l’attività di scavo in corso. L’intervento ha portato alla luce una