Processo Eternit: la Cassazione motiva la prescrizione. Nessun risarcimento per le vittime

La Procura di Torino procederà ora con un nuovo capo d'accusa per Stephan Schmidheiny: omicidio volontario aggravato per la morte da amianto, tra il 1989 e il 2014, di 258 persone “Quante volte ci devono ancora uccidere” si legge su uno dei tanti manifesti mostrati dai parenti delle vittime dell’Eternit. Uno dei processi più tormentati della storia si conclude con una sonora sconfitta, tra le lacrime, di chi ha nel cuore solo il ricordo del proprio caro morto per amianto. Migliaia le vittime tra i dipendenti dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato così come a Bagnoli. Il processo Eternit è prescritto, anzi non si sarebbe dovuto neanche svolgere perché era prescritto già prima del rinvio a giudizio dell’unico imputato ancora in vita, il

Processo Eternit, il diritto vince sulla giustizia e la prescrizione lava via i peccati di Stephan Schmidheiny

La Cassazione prescrive il reato di disastro colposo e annulla la sentenza di reclusione a 18 anni per Schmidheiny, decadono anche i risarcimenti alle vittime. Si attende ora il processo Eternit bis per omicidio Torino, 20 novembre – “È stato assolto, è andato tutto in prescrizione, non ha commesso niente, è innocente. I colpevoli sono quelli che sono morti. I 3000 morti di Casale Monferrato sono i colpevoli”. Lo dice con la voce rotta dalla rabbia, dalla commozione di chi ha creduto, o meglio si è illuso, che la giustizia degli uomini potesse sopperire al dolore di aver perso un proprio caro, vittima dell’amianto, dell’Eternit e di Stephan Schmidheiny. La decisione della Cassazione di accettare la richiesta di prescrizione avanzata dal sostituto procuratore

Processo Eternit, chiesta la prescrizione e l’annullamento della sentenza di appello che condannò Stephan Schmidheiny a 18 anni di carcere

Ezio Bonanni presidente dell’osservatorio nazionale amianto: "se il patron della Eternit sarà condannato lo Stato italiano dovrà subito esigerne l’estradizione" Torino, 19 novembre — Slitta di una settimana la tanto attesa sentenza di terzo grado della Cassazione per il processo Eternit lasciando nell’ansia dell’attesa i familiari delle vittime che in centinaia già nella giornata di ieri hanno raggiunto piazza Cavour a Torino per un presidio dinanzi il Tribunale. È incominciata questa mattina alle 10,30 al Tribunale di Torino la prima udienza del processo Eternit che vede come unico imputato Stephan Schmidheiny, il magnate svizzero che per decenni ha curato gli interessi della multinazionale Eternit in qualità di amministratore delegato. Schmidheiny il 3 giugno 2013 è stato condannato a 18 anni di reclusione dal Tribunale di Torino

Processo Eternit. Giustizia anche per Bagnoli. Il magnate dell’Eternit, Stephan Schmidheiny condannato dalla Corte d’Appello di Torino a 18 anni di carcere

Giustizia è fatta, o almeno la giustizia degli uomini ha fatto il suo corso. Gli occhi dei familiari delle vittime dell’Eternit si sono riempite di lacrime per la commozione mista a rabbia nel veder riconosciuto il torto subito, che ha portato via gli amori della vita, amici di scuola, colleghi di lavoro, la spalla su cui contare. Il magnate dell’Eternit, Stephan Schmidheiny che ha seminato disperazione, malattia e morte in tante famiglie è stato condannato dalla Corte d’Appello di Torino a 18 anni di carcere. L’accusa gravissima che gli è stata imputata durante il corso del processo è di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistica, considerando il periodo di responsabilità a partire dal 1976 e quindi riferito anche agli stabilimenti di