Pulcinella, la sciantosa e il gran maestro per la rassegna Forcella Transit

Sabato 13 gennaio alle ore 11 nel Complesso dell'Annunziata Napoli - Sabato 13 gennaio alle ore 11 nel Complesso dell'Annunziata, nell'ambito del progetto Forcella Transit, Murìcena Teatro presenta “Pulcinella, la Sciantosa e il Gran Maestro”, spettacolo con Marianita Carfora, Raffaele Parisi e Carlo Vannini che mischia la tradizione della maschera e del varietà con i canoni contemporanei e artistici della street art, dando vita ad un’esperienza artistica universale in grado di adattarsi all’ambiente in cui opera. Caratteristica che ritroviamo nella storia lunga secoli della maschera di Pulcinella in grado, fino ad oggi, di sopravvivere alle “modifiche” e “revisioni” che ne caratterizzano il percorso. Celebre è l’incontro tra la maschera e Antonio Petito, le cui capacità di inserire negli spettacoli elementi di attualità,

I Roccocò, immancabili dolci natalizi della tradizione partenopea

La ricorrenza dell’Immacolata Concezione, l’otto dicembre, da il via ufficialmente alle festività natalizie Per questo giorno di festa, nel quale in quasi tutti i salotti si vedranno fare capolino presepi, lucine colorate e addobbi di ogni tipo per decorare gli alberi di Natale, abbiamo pensato di trasferire questa aria di festa anche sulle vostre tavole. Protagonista indiscusso di questa festività è il Roccocò. La sua preparazione più antica risale al 1320 per mano delle monache del Real Convento della Maddalena, il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata. Insieme a raffiuoli, mustaccioli e susamielli, sono i dolci simbolo della tradizione partenopea a Natale. Ingredienti per 5 persone: 500g di farina 500g di zucchero ½ bicchiere di acqua fredda 250g di mandorle 12 chiodi di

Nartea in scena con “Facimmece ‘a croce: Napoli e i suoi altarini”

Visita e performance teatrali raccontano le edicole votive Napoli, 8 novembre - Domani 9 novembre, alle ore 11:00, prende vita "Facimmece 'a croce: Napoli e i suoi Altarini", una visita guidata teatralizzata ideata dall’Associazione Culturale NarteA che, tra percorso turistico e performance teatrali, mostrerà la storia e l’evoluzione delle edicole votive. In gergo “altarini”, questi tabernacoli sono espressione di culto comune e di riconoscenza a santi e madonne, ma pure di fede e idolatrie pagane per calciatori e cantori di quartiere eletti come “miti”.  A Napoli, il “tabernacolo”, ossia l’edicola votiva, è un elemento di arredo urbano e al tempo stesso oggetto di culto, presente già dalla seconda metà del XVI secolo, che ricorre come parte integrante del tessuto abitativo, soprattutto nell’area

“‘O quatt’ ‘e maggio” nella tradizione partenopea: sinonimo di affitto, traslochi e cambiamenti negli stili di vita

Il giorno dedicato a "sfratti" e piccoli traslochi Nel 1918 Armando Gill, primo cantautore della storia della musica italiana, scrisse una canzone intitolata "‘E quatt’ ‘e Maggio", ricordando il giorno in cui perse lavoro, casa e fidanzata. Il titolo non si riferisce al giorno in cui accaddero all'autore gli sventurati avvenimenti musicati, ma alla tradizione partenopea dello "sfratto". Il 4 maggio, infatti, per i napoletani non era un giorno qualsiasi, ma quello dedicato ai traslochi e, col tempo, è diventato anche il sinonimo della fine di un rapporto di amore o di amicizia. Quest'usanza si radica ai tempi dell’Impero Romano, quando era d'abitudine traslocare ad agosto, in un’unica giornata, per evitare che le strade cittadine si affollassero e si bloccassero a causa dell'andirivieni più intenso.