Whirlpool allo sciopero unitario di 16 ore

Fiom-Fim-Uilm, gravissima e inaccettabile chiusura di Napoli Fiom, Fim e Uilm dichiarano 16 ore di sciopero per tutto il Gruppo Whirlpool, le prime 8 ore con articolazione territoriale con presidi davanti agli stabilimenti, le altre 8 in occasione della mobilitazione nazionale che verrà definita nelle prossime settimane. "Riteniamo gravissima e inaccettabile la iniziale conferma di Whirlpool di voler chiudere Napoli il 31 marzo prossimo e insufficiente la mediazione del Governo che è riuscita solo a spostare il termine al 31 ottobre", si legge in una nota congiunta diffusa il giorno dopo l'incontro al Mise. All'incontro con il Governo erano presenti, oltre al ministro Patuanelli, i segretari generali di categoria. L'azienda ha presentato una perdita annua di 20 milioni di euro, definendo il sito

Whirlpool, salgono a 2.060 gli esuberi. Per i sindacati: “piano inaccettabile”, indetto uno sciopero di 8 ore il prossimo 12 giugno

Le rappresentanze sindacali proclamano 8 ore di sciopero. Obiettivo: impedire licenziamenti e la chiusura degli stabilimenti e promuovere un piano industriale che qualifichi produzione e progettazione di elettrodomestici nel paese Dopo il piano di ristrutturazione che ha portato gli esuberi totali del gruppo Whirlpool a 2.060, Fiom, Fim, Uilm e le Rsu degli stabilimenti Indesit di Albacina e Melano e degli uffici di Fabriano, hanno indetto uno sciopero di tre ore per lunedi 25 maggio dalle ore 11.00 alle ore 13.00 con un presidio dinanzi alla sede centrale dell’Indesit a Fabriano con Maurizio Landini, segretario della Fiom. Whirlpool annuncia 480 esuberi tra gli impiegati, portando il totale a 2.060, circa un terzo dei 6.700 lavoratori italiani dell’azienda. La Cgil parla di piano

Alenia, sindacati e azienda tornano a trattare

Domani un primo incontro presso l'Unione industriali di Napoli per poi rincontrarsi mercoledì a Roma Napoli, 21 maggio - Riaperto il tavolo delle trattative tra Alenia Aermacchi ed i sindacati per discutere dei piani industriali dell'azienda ed in particolare del trasferimento dello stabilimento di Capodichino all'Atitech. Lo notizia è stata resa nota dal segretario generale della Uilm Campania, Giovanni Sgambati. Nella giornata di domani è stato annunciato un primo incontro che si svolgerà presso l'Unione industriali di Napoli per poi rincontrarsi nuovamente mercoledì prossimo a Roma. Intanto questa mattina i dipendenti degli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e di Nola si sono astenuti dal lavoro per quattro ore. La convocazione è arrivata dopo queste 4 ore di sciopero a cui hanno aderito, secondo quanto riferito da

Risultato storico di Fim Cisl a Pomigliano d’Arco: “Ora l’Ad di Fca Marchionne deve portare un’altra auto a Pomigliano e raggiungere la piena occupazione”

Quattordici delegati su 42, seguita da Uilm, Fismic, Ugl La Fim vince le elezioni delle rsa nello stabilimento Fiat Chrysler di Pomigliano d’Arco e nel polo logistico di Nola, con il 32,8% delle preferenze. Con 1408 voti, i metalmeccanici della Cisl si aggiudicano 14 delegati dei 42 a disposizione, seguiti dalla Uilm (1328 voti e 13 delegati), Fismic (1137 voti e 11 delegati), Ugl (333 voti e 2 delegati), ed Associazione capi e quadri (143 voti e 2 delegati). Hanno votato 4279 lavoratori sui 4760 aventi diritto. La Fim, quindi, ribalta le ultime elezioni, quelle del 2006,quando aveva raggiunto il 19% circa delle preferenze. Grande la soddisfazione espressa da Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim campana che ha così commentato l'esito della

Sindacati contro Indesit, pronti a scioperi e manifestazioni per non far chiudere gli impianti di Caserta e Ancona

Napoli, 12 giugno – Caso Indesit, i sindacati metalmeccanici si mobilitano, annunciando nel pomeriggio di ieri, scioperi per altre 16 ore nel mese di giugno, con modalità articolata in tutte le realtà produttive e manifestazioni territoriali in Campania e nelle Marche. Sono a rischio chiusura gli stabilimenti di Caserta e Ancona perché la Indesit nel suo piano aziendale, ha disposto il ridimensionamento della produzione in Italia, preferendo investire nel rilancio degli stabilimenti di Polonia e Turchia, paesi così detti low cost, a basso costo produttivo. La dignità degli operai, che per anni hanno servito l’azienda, contribuito con il loro lavoro alla ricchezza e alla solidità produttiva, è ignorata e calpestata dagli amministratori, che dimostrano in questa occasione, come il denaro