Napoli-Lazio 4-0. Gli Azzurri travolgono i Biancocelesti

La formazione di Spalletti stacca il Milan, che ora è secondo in classifica, e si porta a più 4 dall’Inter terza. Prima del calcio d’inizio l’emozionante cerimonia di commemorazione di Diego Armando Maradona nel campo che porta il suo nome

NAPOLI (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Rrhamani, Mario Rui (42′ st Ghoulam); Lobotka, Fabian Ruiz (42′ st Malcuit); Lozano (19′ st Elmas), Zielinski (28′ st Demme), Insigne; Mertens (19′ st Petagna). Allenatore: Spalletti

LAZIO (4-3-3): Reina; Patric (1′ st Lazzari), Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic (16′ st Basic), Cataldi (30′ st Leiva), Luis Alberto; Felipe Anderson (11′ st Zaccagni), Immobile, Pedro (30′ st Moro). Allenatore: Sarri

MARCATORI: 7′ pt Zielinski (N), 10′ pt Mertens (N), 29′ pt Mertens (N), 40′ st Fabian Ruiz (N).

ARBITRO: Orsato della sezione di Schio

Il Napoli batte la Lazio 4-0 nel big match che chiude la 14esima giornata del campionato di Serie A ed è in vetta alla classifica, a più 3 dal Milan secondo e più 4 dall’Inter terza. Al Maradona apre le danze Zielinski mentre il raddoppio porta la firma di Mertens così come il tris, chiude i giochi il gol di Fabian Ruiz all’85’. Partita spettacolare da parte dei ragazzi di Spalletti, fatta di cattiveria agonistica e intelligenza tattica. Partita senza storia nonostante le numerose assenze, su tutte quelle di Osimhen e Anguissa, perché il Napoli ha ritrovato Mertens e scoperto per la prima volta le potenzialità di Lobotka, giocatore che finora era stato relegato in naftalina. Ma è stata tutta la squadra a superarsi, scegliendo di rialzarsi dopo due sconfitte consecutive ampiamente immeritate (in campionato con l’Inter e in Europa League con lo Spartak Mosca). È così che la Lazio è stata come travolta da un gioco spumeggiante fatto di geometrie perfette e pochi tocchi. Proprio l’alta precisione nei passaggi ha creato delle trame di gioco che per la Lazio, così come per qualsiasi altra squadra, sarebbero state difficilmente neutralizzabili. Ottimo anche il lavoro in difesa fatto da Rrahmani e Koulibaly, bravi e attenti a non concedere praticamente nulla al tridente schierato da Sarri. Il primo posto in solitaria del Napoli, per quanto fatto vedere finora, è ampiamente meritato e Spalletti così come i tifosi possono solo sorridere.

Prima della gara va in scena la commemorazione di Diego Armando Maradona nello stadio che porta il suo nome, con l’inaugurazione di una statua di bronzo. Cerimonia che avviene a pochi giorni dall’anniversario della morte del Pibe de Oro e a cui prendono parte il presidente Aurelio De Laurentiis, l’ex presidente negli anni degli scudetti Corrado Ferlaino, l’allenatore Luciano Spalletti, il sindaco della città Gaetano Manfredi, il presidente Fifa Gianni Infantino, il presidente della Figc Gabriele Gravina e alcuni ex calciatori Azzurri (Beppe Bruscolotti, Fabio Cannavaro, Salvatore Bagni e Luigi Caffarelli). Il tutto davanti ai circa 40mila tifosi presenti allo Stadio, oltre a quelli che hanno potuto ammirare lo spettacolo in mondovisione: la statua di bronzo del Pibe de Oro che è stata svelata al pubblico, dopo aver rimosso il telo a copertura, è stata realizzata in 100 giorni nella Fonderia Nolana dell’ex manager del calciatore, Stefano Ceci.

Torniamo alla partita. Rispetto alla gara con lo Spartak il Napoli scende in campo con Ospina tra i pali e Rrahmani in difesa, a centrocampo invece viene confermato Lobotka al posto dell’infortunato Anguissa. Accanto al centrocampista slovacco c’è Fabian Ruiz mentre sulla trequarti ci sono Lozano, Zielinski e Lorenzo Insigne alle spalle di Mertens unica punta. La formazione di Spalletti parte subito forte e al 7′ è già in vantaggio con Zielinski, libero di andare al tiro ravvicinato dopo un’incursione in area di Mertens. Dopo essere passato in vantaggio il Napoli diventa sempre più padrone del campo e al 10′ raddoppia con Mertens, bravo a scartare mezza difesa della Lazio prima di far partire un tiro imparabile per l’ex Reina: è un gol che in realtà porta la firma di tutta la squadra, perché nato da un’azione corale. Ma è il gol segnato al 29′ dallo stesso Mertens ad essere ancora più bello: lì si vede tutto il talento del belga, bravo a tirare di prima intenzione su un assist di Lozano, disegnando una parabola imprendibile per l’incolpevole Reina. Un gol, quello del tris, che fra l’altro arriva nel miglior momento della Lazio, che appena tre minuti prima aveva impegnato Ospina con Luis Alberto per poi scheggiare la traversa con Acerbi.

Nel secondo tempo Sarri inserisce Lazzari al posto di Patric. La formazione di Spalletti si accontenta di controllare. Poi nei Biancocelesti al 10′ altro cambio con Zaccagni che rileva Felipe Anderson mentre Pedro si sposta sulla destra. Intorno al 60′ fuori anche Milinkovic, al suo posto entra Basic. Spalletti invece concede la standing ovation a Mertens che lascia il campo per Elmas e sostituisce Lozano con Petagna. Alla mezz’ora la Lazio perde Pedro per infortunio (al suo posto Moro) mentre Leiva dà il cambio a Cataldi. La partita continua a essere saldamente nelle mani del Napoli, che all’85’ fa poker con il sinistro di Fabian Ruiz. Nel finale c’è spazio anche per Malcuit e Ghoulam, il primo al posto proprio di Fabian mentre il secondo al posto di Mario Rui. Al triplice fischio di Orsato il Napoli è meritatamente primo in solitaria dopo il k.o del Milan. Mercoledì la formazione di Spalletti è attesa da un’altra difficile sfida, quella in trasferta con il Sassuolo, squadra che sta facendo bene come dimostra la vittoria per 3-1 proprio ai danni dei Rossoneri.

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