Juve-Napoli 1-1. Gli Azzurri ci mettono personalità e conquistano un punto d’oro

All’Allianz Stadium passa in vantaggio il Napoli con Mertens al 23′ del primo tempo. La Juve risponde con Chiesa al 9′ della ripresa. Un risultato giusto per quanto fatto vedere e che non scontenta nessuna delle due formazioni, risultato peraltro ininfluente dal punto di vista della classifica

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Rugani, Alex Sandro (30′ st De Sciglio); McKennie, Locatelli, Rabiot (21′ st Bentancur); Bernardeschi (21′ st Dybala), Morata (30′ st Kean), Chiesa (36′ st Kulusevski). Allenatore: Allegri

NAPOLI (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Ghoulam; Demme, Lobotka (47′ st Zanoli); Politano (31′ st Elmas), Zielinski, Insigne; Mertens (44′ st Petagna). Allenatore: Domenichini (Spalletti indisponibile)

MARCATORI: 23′ pt Mertens (N), 9′ st Chiesa (J)

ARBITRO: Sozza di Seregno

Il Napoli pareggia 1-1 con la Juventus all’Allianz Stadium di Torino nel big match della 20esima giornata del campionato di Serie A. Dopo diverse occasioni non concretizzate dai Bianconeri a passare in vantaggio sono gli Azzurri al 23′ con un gol di Mertens su assist di Politano. La Juve non alza i ritmi e il primo tempo scivola senza troppi patemi per la formazione di Spalletti (assente in panchina causa covid, ndr), che continua a difendersi con ordine come prima del gol. La rete dei Bianconeri arriva solo al 9′ della ripresa, con Chiesa che è bravo a raccogliere una palla vagante al limite dell’area, dopo un contrasto di gioco tra Rrahmani e Morata, e a trasformarla in gol. Per pochi minuti la Juve sembra poterla vincere ma il Napoli non si scompone e alla fine porta a casa un punto d’oro, mostrando grande personalità. Non era facile infatti giocare a Torino in una situazione di piena emergenza viste le tante assenze. Praticamente nel secondo tempo il Napoli ha potuto contare su 3 cambi, a differenza della Juve che ne ha fatti 5, avendo anche molte più scelte in panchina. Questo rende l’impresa degli Azzurri ancora più importante, sperando di poter recuperare qualche giocatore per la prossima con la Sampdoria. Per quanto riguarda la Juve invece poteva e doveva fare di più. Continua il periodo non entusiasmante della formazione di Allegri, che dovrà definitivamente cambiare passo se vuole arrivare tra le prime quattro al termine della stagione.

Il Napoli si presenta all’Allianz Stadium con i giocatori contati. Per cause diverse, non sono della partita Anguissa, Koulibaly, Mario Rui, Lozano, Malcuit, Meret, Osimhen, Ounas e Fabian Ruiz. Nella Juve invece assenti Danilo, Bonucci, Chiellini, Ramsey, De Winter, Soulè, Kaio Jorge, Luca Pellegrini e il terzo portiere Pinsoglio. L’avvio di gara è dei padroni di casa, vicini al gol con McKennie di testa. Poco dopo altra grande occasione, stavolta con Chiesa contrastato efficacemente al momento del tiro da Di Lorenzo. Sempre il terzino del Napoli poco dopo fa buona guardia su Rabiot, costringendo il centrocampista francese a forzare una conclusione che termina a lato. Poi al 15′ Chiesa torna a spaventare Ospina, conclusione davvero fuori di un nulla. Gli Azzurri riescono a produrre poco in attacco ma al 23′ hanno la ghiotta occasione per il vantaggio: davvero troppo spazio lasciato a Mertens dagli 11 metri, il belga non perdona e porta il Napoli avanti. La Juve dovrebbe alzare i ritmi ma non ci riesce, la squadra va avanti più per inerzia dei singoli che per il gioco del collettivo, al contrario del Napoli che esprime un gioco corale fatto di passaggi di prima. Al 37′ altra grande palla gol per gli Azzurri, ma la conclusione di Zielinski è troppo centrale per impensierire Szczesny, che ci mette i guantoni e si rifugia in angolo.

A inizio secondo tempo lo spartito della gara non cambia. La Juve al 9′ trova il pari dopo un contrasto di gioco tra Rrahmani e Morata, palla vagante al limite dell’area raccolta da Chiesa, che la trasforma in gol anche grazie a una deviazione decisiva di Lobotka. A questo punto la Juve dà la sensazione per qualche minuto di poterla vincere, ma ci vorrebbe ben altro atteggiamento. Ospina fa buona guardia su Chiesa al 61′ e anche sul neo entrato Dybala al 67′. Nel finale la Juve ci prova anche con De Ligt e poi con il neo entrato Kean, ma Ospina è attento in entrambe le occasioni. Al triplice fischio arriva un punto che è d’oro per il Napoli. Meno felice invece può essere la Juve, costretta a guardare il bicchiere mezzo pieno.

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