Juve-Napoli 0-1. Parte il conto alla rovescia per lo scudetto

Gli Azzurri sbancano lo Juventus Stadium con un gol nei minuti di recupero del neo entrato Jack Raspadori, al termine di una gara dominata per larghi tratti. Da segnalare una mancata espulsione per un giocatore della Juve nel corso del primo tempo e un gol annullato alla Juve a 10 minuti dal termine del match per un fallo su Lobotka (decisione presa dall’arbitro con l’ausilio del Var)

JUVENTUS (4-4-1-1): Szczesny; Cuadrado, Gatti, Rugani, Danilo; Soulé (21′ st Fagioli), Locatelli, Rabiot, Kostic 15′ st Chiesa); Miretti (15′ st Di Maria), Milik (45′ st Vlahovic). A disp. Perin, Pinsoglio, De Sciglio, Bremer, Pogba, Alex Sandro, Bonucci, Paredes, Iling-Junior. All. Allegri.

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Kim, Juan Jesus, Olivera; Anguissa, Lobotka (51′ st Rrahmani), Ndombele (23′ st Zielinski); Lozano (23′ st Elmas), Osimhen, Kvaratskhelia (41′ st Raspadori). A disp. Marfella, Gollini, Demme, Bereszynski, Zerbin, Zedadka, Ostigard, Gaetano. All. Spalletti

MARCATORI: st 48′ Raspadori

ARBITRO: Fabbri di Ravenna

Il Napoli batte 1-0 la Juventus grazie a un gol di Raspadori al minuto 93 in gara valida per la 31esima giornata del campionato di Serie A. Una vera e propria beffa per la Juve visto che la gara sembrava destinata a terminare in pari. Gara tuttavia dominata dal Napoli per larghi tratti: nel primo tempo gli Azzurri hanno avuto il maggior possesso palla pur senza riuscire ad andare con frequenza al tiro mentre nella ripresa la formazione di Spalletti ha intensificato gli attacchi mostrando un maggior dinamismo e si è resa pericolosa sia con Kvara che con Osimhen diverse volte. Alla fine l’ha risolta il neo entrato Raspadori, quando al 93’ la difesa della Juve si è fatta trovare sguarnita (mancato ripiegamento di Cuadrado) sul secondo palo. Proprio Cuadrado era ancora impegnato a protestare per un mancato rigore non concesso dall’arbitro Fabbri: penalty che non c’era, perché si visto chiaramente come il terzino si sia tuffato nella speranza di trarre in inganno il direttore di gara. Poco prima era stata la Juve ad andare in vantaggio con Di Maria, gol annullato per un fallo iniziale su Lobokta dell’ex Milik, non ravvisato inizialmente dall’arbitro che ha fatto ricorso al Var e annullato la rete. L’episodio più controverso tuttavia è successo nel primo tempo, quando Gatti ha sferrato un pugno sul volto di Kvara: la decisione corretta sarebbe stata quella di espellere il giocatore della Juve per condotta violenta ma inspiegabilmente così non è stato e i Bianconeri hanno potuto continuare la loro gara in 11. Vittoria pesantissima del Napoli, che incornicia così una stagione straordinaria. In diverse zone della città è già iniziata la festa scudetto, infatti ormai con 78 punti in classifica il terzo tricolore è a una passo. Mancano solo 5 punti per l’aritmetica, che arriverà se la formazione di Spalletti batterà la Salernitana sabato nel derby campano al Maradona e il giorno dopo la Lazio (a quota 61 punti) non riuscirà a battere l’Inter. In caso di successo della Lazio invece la data sarebbe solo rimandata e il Napoli potrebbe quindi festeggiare lo scudetto nella sfida della 33esima giornata con l’Udinese.

La Juve parte senza Chiesa, Di Maria e Vlahovic che entreranno solo a gara in corsa. Nel Napoli a sostituire gli infortunati Mario Rui e Politano ci sono Olivera e Lozano mentre rispetto alla gara di coppa con il Milan tornano in campo Kim e Anguissa. Il primo tentativo pericoloso è della formazione di Max Allegri: Cuadrado prova a sorprendere Meret che respinge ma non trattiene, così Rabiot tiene viva l’azione, cross per Milik che la colpisce di testa ma il portiere del Napoli non si fa sorprendere e va in presa comoda. Gli Azzurri fanno molto possesso palla ma non riescono a creare particolari problemi, anche perché la Juve si difende con ordine. Alla mezz’ora l’episodio che potrebbe cambiare la gara: Gatti rifila un pugno a Kvara girato di spalle, il talentuoso trequartista si accascia a terra ma né l’arbitro né il Var intervengono: decisione sbagliata perché il difensore della Juve andava espulso per condotta violenta e i Bianconeri sarebbero quindi stati costretti a giocare gran parte della gara in 10.

Nella ripresa il Napoli aumenta i giri, mostrando maggior dinamismo e arrivano anche le conclusioni verso la porta di Szczesny. La Juve fa entrare Chiesa e Di Maria mentre Spalletti poco dopo inserisce Elmas e Zielinski al posto di Lozano e Ndombele. Gli Azzurri trovano sempre maggiori spazi, come al 70’ quando il neo entrato Elmas prova a innescare Osimhen, il tiro nigeriano termina fuori di un nulla. Poco dopo altra occasione per il Napoli con Osimhen, cross di Zielinski e colpo di testa dell’attaccante ma troppo centrale per impensierire l’estremo difensore della Juve. Due minuti dopo ancora Osimhen pericoloso, Di Lorenzo lo serve sulla corsa ma il tiro del nigeriano termina alto. All’81’ palla persa a centrocampo dal Napoli: Milik interviene su Lobotka prendendo prima i piedi del centrocampista e solo dopo la palla, che nel frattempo entra nella disponibilità di Di Maria, grande corsa del 35enne ex Real Madrid e palla in rete. L’arbitro Fabbri inizialmente assegna la rete ma poi viene richiamato al Var e cambia la sua decisione: si resta sullo 0-0. Al 92’ altra occasione per il Napoli, Osimhen da ottima posizione si allunga un po’ la palla e perde l’attimo per andare al tiro. Neanche un minuto dopo gran assist di Elmas per il neo entrato Raspadori, tutto solo sul secondo palo l’attaccante ex Sassuolo va al tiro e firma il vantaggio. Gioia incontenibile in campo ma anche per le strade. A Napoli inizia la festa scudetto, che ormai dopo 33 anni è a un passo.

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