Napoli-Fiorentina 1-0. Decide la partita il rigore di Osimhen

Al Maradona gli Azzurri soffrono la Fiorentina nel primo tempo, poi nella ripresa crescono anche grazie ai cambi e si procurano due rigori. Il primo viene parato da Terracciano mentre in occasione del secondo Osimhen non sbaglia

NAPOLI (4-3-3): Gollini; Di Lorenzo, Kim, Ostigard, Olivera; Anguissa, Demme (1′ st Lobotka), Elmas (39′ st Zerbin sv); Lozano (45′ Kvaratskhelia), Osimhen (32′ st Simeone), Raspadori (1′ st Zielinski). All. Spalletti

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Dodo (1′ st Venuti), Milenkovic, Igor, Terzic; Amrabat, Duncan (21′ Mandragora); Gonzalez, Bonaventura (21′ st Castrovilli), Sottil; Jovic. All. Italiano

MARCATORI: 29′ st rig. Osimhen

ARBITRO: Marchetti della sezione di Ostia Lido

Il Napoli campione d’Italia batte 1-0 la Fiorentina al Maradona in gara valida per la 34esima e quintultima giornata della stagione. Gli Azzurri soffrono nel primo tempo rischiando in più di un’occasione di andare sotto, poi nella ripresa crescono anche grazie ai cambi e si procurano due rigori, il primo parato da Terracciano mentre il secondo no. Dal dischetto in entrambe le occasioni va Osimhen, che grazie alla rete sale a quota 23 gol in classifica marcatori. Partita non certo esaltante da parte delle due formazioni, entrambe senza stimoli viste le rispettive situazioni in classifica. Vittoria comunque importante per il Napoli, visto che i tre punti tra le mura amiche mancavano da marzo. Al triplice fischio la festa con fuochi d’artificio, giochi di luci, musica (Clementino, Geolier, Edoardo Bennato e Liberato) e la passerella per Spalletti e i suoi ragazzi. Il tutto sotto lo sguardo di un De Laurentiis soddisfatto e commosso, con al suo fianco il regista premio oscar Paolo Sorrentino che ha dato una mano nell’organizzazione di uno spettacolo indimenticabile per i tanti tifosi presenti allo stadio e per chi l’ha visto solo in streaming. Rispetto ai festeggiamenti in secondo piano la gara, ininfluente dal punto di vista della classifica, con il Napoli già campione d’Italia da una gara e la Fiorentina troppo lontana dalla zona che vale un posto nelle competizioni europee. Fiorentina che comunque non ha regalato nulla in una gara vinta dagli Azzurri ma che sembrava destinata a finire con un pari.

Spalletti inizia la partita schierando chi ha giocato meno nel corso dell’anno. In porta al posto di Meret c’è Gollini, Ostigard prende il posto di Rrahmani al fianco di Kim in difesa. Lobotka e Zielinski lasciano il posto in mediana a Demme ed Elmas mentre in attacco chance dal primo minuto per Raspadori. Al Maradona sold-out per la festa scudetto gli Azzurri partono molto bene ma calano con il passare dei minuti quando viene meno l’adrenalina data dalla cornice di pubblico. La Fiorentina potrebbe approfittarne ma si dimostra poco incisiva sotto porta. Le occasioni più ghiotte capitano a Jovic, al 5’ e al 15’ di gioco l’attaccante Viola ci prova di testa senza tuttavia riuscire a trovare il gol. Gli Azzurri faticano a salire per la pressione della squadra di mister Italiano. Poco prima della fine del primo tempo Spalletti è costretto a sostituire Lozano per infortunio, al suo posto entra Kvara. Si va a riposo sul risultato di 0-0.

Nel secondo tempo Spalletti fa entrare sul terreno di gioco anche Lobotka e Zielinski, rispettivamente per Demme e Raspadori. Nella Fiorentina invece entra Venuti per Dodò. Proprio Lobotka al 47’ viene placcato in area da Amrabat, l’arbitro non ha dubbi nel concedere il penalty. Dal dischetto va Osimhen ma il suo tiro è prevedibile e Terracciano respinge. I Viola provano a riportarsi in avanti, Italiano fa entrare Castrovilli e Mandragora per Bonaventura e Duncan. Al 73’ altro calcio di rigore per il Napoli, fallo ingenuo di Nico Gonzalez su Kvara. Dal dischetto ancora Osimhen, che sceglie di provarci dallo stesso lato stavolta spiazzando il portiere avversario. Nella Fiorentina a quel punto entrano anche Saponara per Sottil e Kouamé per Amrabat. Nel finale grande occasione proprio per Kouamé, che si allunga un po’ troppo la palla facilitando l’intervento di Gollini. Al triplice fischio inizia la festa allo stadio e in città con un lunghissimo giro di campo degli Azzurri davanti al proprio pubblico.

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