Monza-Napoli 2-0. Gli Azzurri cadono in casa dei brianzoli

Un gol per tempo di Dany Mota e dell’ex Petagna. Al Napoli mancano due rigori non ravvisati né dall’arbitro né dal Var ma la formazione di Spalletti ha fatto poco ed è stata troppo molle nelle occasioni dei gol subiti

MONZA (3-4-2-1): Di Gregorio; Izzo (38’ st Antov), Marlon, Caldirola; Ciurria, Pessina (37’ st Machin), Rovella (31’ st Sensi), Carols Augusto; Mota, Caprari (23’ st Birindelli); Petagna (38’ st Carboni). All. Palladino

NAPOLI (4-3-3): Gollini; Bereszynski (17’ st Di Lorenzo), Rrahmani, Jesus, Olivera; Anguissa (17’ st Raspadori), Lobotka (35’ st Simeone), Zielinski; Elmas (17’ st Politano), Osimhen, Zerbin (1’ st Kvaratskhelia). All. Spalletti

MARCATORI: 18’ pt Mota (M), 9’ st Petagna (M)

ARBITRO: Cosso della sezione di Reggio Calabria

Il Monza batte 2-0 il Napoli Campione d’Italia in gara valida per la 35esima e quartultima giornata del campionato di Serie A. I brianzoli al cospetto di un Napoli rimaneggiato con le seconde linee da Spalletti per consentire il palcoscenico a chi ha giocato finora meno, segnano un gol per tempo. La formazione di Palladino passa in vantaggio al 18’ con Dany Mota per poi raddoppiare nella ripresa con l’ex Petagna. Il Napoli però, al quale mancano due rigori non ravvisati né dall’arbitro né dal Var, fa poco per impensierire questo Monza, ora a pari punti con Fiorentina e Torino all’ottavo posto quando mancano tre gare al termine della stagione. Ottavo posto che può valere un casella in Europa ma solo in due casi: se una tra Milan e Inter vince la Champions e non riesce a piazzarsi tra le prime quattro in classifica al termine del campionato (in questo caso 5 squadre accederebbero alla massima competizione europea) o se una tra Roma e Juventus vince l’Europa League ma non arriva fra le prime 4 in classifica. Davvero troppo facile per il Monza, in campo con qualche stimolo in più rispetto alla formazione di Spalletti alla luce di quanto detto, oltre a quello di far bene davanti ai propri tifosi. Il Napoli si vede poco in attacco nel primo tempo mentre nella ripresa, nonostante uno spregiudicato assetto offensivo con i cambi, raramente riesce a superare il muro eretto dagli avversari. Gli Azzurri vengono spesso costretti al tiro da fuori o a forzare la giocata. E questo accade perché i movimenti sono insolitamente lenti, cosicché gli avversari riescono a leggere in anticipo la intenzioni. Avversari bravi non solo in fase difensiva ma anche a ripartire in velocità, creando spesso grattacapi.

Il Napoli scende in campo con cambi quasi in ogni reparto. In porta c’è l’ottimo Gollini, Juan Jesus prende il posto di Kim in difesa e Bereszynski quello di Di Lorenzo sulla fascia destra. Nessun cambio a centrocampo mentre in attacco oltre al solito Osimhen, Zerbin prende il posto di Kvara (entrerà nella ripresa) ed Elmas viene schierato al posto di Politano, anche quest’ultimo in campo a gara in corso. Gli Azzurri partono forte e provano subito a spaventare il Monza con Zielinski, alta la sua conclusione. La formazione di Palladino che sta meglio in campo prende però subito le misure e al 18’ passa in vantaggio dopo una serie di triangolazioni sotto porta e la conclusione a rete di Dany Mota. Il Napoli fa vedere qualcosa solo verso il 40’, Anguissa da ottima posizione va alla conclusione ma troppo centrale e la parata di Di Gregorio risulta agevole.

Nella ripresa Spalletti inserisce subito Kvara al posto di Zerbin ma è ancora il Monza ad avere la meglio. Al 54’ il raddoppio con l’ex Petagna dopo la respinta di Gollini su Mota. Spalletti a quel punto continua a cambiare, dentro capitan Di Lorenzo, Politano e Raspadori: si passa al modulo 4-2-3-1. Gli Azzurri fanno vedere qualcosa in più, Olivera becca il palo al 63’ e qualche minuto dopo la formazione di Spalletti protesta per un contatto tra Pessina e Osimhen in area non ravvisato dall’arbitro: andava fischiato rigore ma l’arbitro lascia correre. Un minuto dopo altro contatto, stavolta tra Politano e Mota, con quest’ultimo che va dritto sull’uomo disinteressandosi del pallone: anche in questo caso l’arbitro sorvola. Nel finale Spalletti inserisce anche Simeone al posto di Lobotka passando allo spregiudicato 4-2-4. Il Napoli impegna in più di un’occasione Di Gregorio con Zielinski, lo stesso Simeone e con Osimhen ma l’estremo difensore non si lascia sorprendere, blindando porta e risultato.

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