Napoli-Verona 2-1. Gli azzurri tornano alla vittoria davanti al proprio pubblico

A fatica il Napoli batte in rimonta il Verona. Al gol degli scaligeri con Coppola risponde la formazione di Mazzarri con Ngonge (gol assegnato a Dawidowicz) e Kvara

NAPOLI (4-3-3): Gollini; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui (7′ s.t. Mazzocchi); Anguissa, Lobotka (40′ s.t. Dendoncker), Cajuste (17′ s.t. Ngonge); Politano (17′ s.t. Lindstrom), Simeone (40′ s.t. Raspadori), Kvaratskhelia. All. Mazzarri.

VERONA (4-2-3-1): Montipò, Tchatchoua, Coppola, Dawidowicz, Cabal; Duda (41′ s.t. Tavsan), Serdar; Suslov (36′ s.t. Dani Silva), Folorunsho, Lazovic (36′ s.t. Vinagre); Noslin (15′ s.t. Swiderski). All. Baroni.

MARCATORI: 27′ s.t. Coppola (V), 34′ s.t. Ngonge (N), 42′ s.t. Kvaratskhelia (N).

ARBITRO: Piccinini di Forlì

Il Napoli batte 2-1 il Verona al Maradona in gara valida per la 23esima giornata di Serie A. Gli Azzurri dopo una buona parte di primo tempo calano vistosamente con il passare dei minuti e nella ripresa subiscono anche il gol del Verona con Coppola, per poi tornare a giocare nel finale grazie a una reazione di orgoglio: di lì a poco i gol del neo entrato Ngonge (assegnato a Dawidowicz come autorete per una deviazione, ndr) e di Kvara con un grande tiro a giro imparabile per Montipò. Vittoria importante dal punto di vista del morale, il Napoli torna a vincere e lo fa davanti al proprio pubblico. Importante anche dal punto di vista della classifica, con la squadra di Mazzarri avanti rispetto a Lazio e Fiorentina (la prima sconfitta dall’Atalanta, la seconda dal Lecce). C’è da migliorare nel gioco nell’arco dei 90 minuti, il Napoli ha dato spettacolo solo in alcuni momenti della gara mentre in altri si è fatto sovrastare da una formazione che lotta per non retrocedere e che ha recentemente cambiato mezza squadra con il mercato. Tante le palle gol create ma gli Azzurri faticano ancora troppo a trovare la via del gol e nello stesso tempo ballano un po’ troppo in difesa. Se Mazzarri riuscirà a limare questi difetti allora aumenteranno le probabilità di prendersi il quarto posto (che vale la qualificazione alla prossima Champions) a fine stagione.

Mazzarri grazie ai giocatori recuperati torna al 4-3-3, accantonando il 3-4-3. In attacco il tecnico punta su Simeone con ai lati Politano e Kvara, nessuna sorpresa neanche per quanto riguarda il reparto arretrato e la mediana. Il Verona schiera in avanti il nuovo acquisto Noslin. Gli Azzurri partono molto bene, Kvara impegna Montipò al 10’ con un colpo a botta sicura e si ripete al 13’ ma il portiere del Verona fa ancora buona guardia. Poco dopo ci prova Politano e ancora il georgiano ma il risultato non si sblocca. Sul finire del primo tempo Folorunsho (di proprietà proprio del Napoli) fa capire che c’è anche il Verona. Gli scaligeri poi ci provano anche con Lazovic ma senza successo. Il primo tempo termina sullo 0-0.

Nessun cambio alla ripresa. L’Hellas sta molto più in palla rispetto al primo tempo e ci prova di nuovo con Lazovic ma Gollini non si fa sorprendere. Al 55’ Simeone si rende pericoloso ma Montipò continua a esaltarsi. Iniziano i primi cambi, Mazzarri manda in campo Lindstrom e il nuovo acquisto (preso proprio dal Verona) Ngonge. Il Verona però continua a far vedere le cose migliori in questa frazione di gioco e al 72’ viene premiato con una deviazione di Coppola che termina in rete su calcio d’angolo calciato da Suslov. Gli Azzurri si risvegliano e con una reazione d’orgoglio prima pareggiano i conti con il nuovo entrato Ngonge (deviato da Dawidowicz) e poi passano in vantaggio all’87’ con un grande tiro a giro di Kvara. Poco prima l’ingresso in campo di Raspadori e del nuovo acquisto degli Azzurri Dendoncker. Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro Piccinini di Forlì decide che può bastare così, il Napoli trova una vittoria importante anche se con grande fatica. C’è ancora tanto da lavorare ma continuano a vedersi piccoli miglioramenti da parte degli uomini di Mazzarri.

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