Barcellona-Napoli 3-1. Azzurri eliminati dalla Champions

Gli spagnoli allo Stadio Olimpico Lluís Companys passano in vantaggio con Fermin Lopez al 15’ e raddoppiano due minuti più tardi con Cancelo. Accorcia le distanze Rrahmani, poi nel secondo tempo il gol che decide la gara di Lewandowski, dopo un mancato calcio di rigore concesso agli Azzurri (su Osimhen) e un gol mancato di Lindstrom

BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen; Koundé, Araujo, Cubarsí, Cancelo; Gundogan, Christensen (16′ st Romeu), Fermin (15′ st Sergi Roberto); Yamal, Lewandowski, Raphinha (36′ st Joao Felix). All. Xavi

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui (19′ st Olivera); Anguissa, Lobotka, Traoré (33′ st Raspadori); Politano (19′ st Lindstrom), Osimhen, Kvaratskhelia (47′ st Ngonge). All. Calzona

MARCATORI: 15′ Fermin (B), 17′ Cancelo (B), 30′ Rrahmani (N), 37′ st Lewandowski (B)

ARBITRO: Makkelie (Olanda)

Il Barcellona batte 3-1 il Napoli allo Stadio Olimpico Lluís Companys nel ritorno degli ottavi di Champions League e si qualifica ai quarti. A passare in vantaggio sono i padroni di casa con Fermin Lopez, due minuti più tardi il raddoppio di Joao Cancelo. Gli Azzurri riaprono la gara al 30’ del primo tempo con il gol di Rrahmani, poi nel secondo tempo occasioni da una parte e dall’altra. Gli Azzurri reclamano un calcio di rigore per fallo di Cubarsì su Osimhen, non ravvisato né dall’arbitro e né dal Var: pestone ai danni dell’attaccante nigeriano e quindi andava fischiato il penalty. Il Napoli ha l’occasione di pareggiare anche con il neo entrato Lindstrom, ma il centrocampista danese impatta male di testa un gol che sembrava già fatto vista l’ottima posizione. Peccato per i primi 20 minuti dove la formazione di Calzona ha concesso davvero troppo al Barcellona, la sensazione è che gli Azzurri avevano la possibilità di giocarsela molto meglio contro una squadra forte ma non irresistibile. Di pericoli il Napoli ne ha creati nell’arco dei 90 minuti, ma i giocatori chiave come Anguissa (che ha qualche colpa insieme ai compagni di reparto sul primo gol), Kvara e Osimhen hanno inciso poco. A meritare la vittoria la formazione di Xavi, non tanto per la forza dimostrata ma per il coraggio e la spavalderia con la quale ha affrontato il match, pur scendendo in campo con numerosi giovani alle prime esperienze europee. Il Napoli saluta la Champions (a cui probabilmente non parteciperà il prossimo anno vista la classifica in Serie A) e anche la possibilità di qualificarsi al Mondiale per Club, a cui parteciperà invece la Juve.

Rispetto all’andata Calzona cambia qualche pedina sulla corsia di sinistra, al posto di Olivera e Cajuste scendono in campo Mario Rui e Traorè. Nel Barcellona Xavi fa a meno di diversi giocatori, su tutti de Jong e Pedro. Entrambe le squadre non si nascondono affrontandosi a viso aperto. I Blaugrana si rendono pericolosi con Fermin Lopez, bravo a inserirsi alle spalle dei difensori, meno bravo sulla conclusione che termina alta. Pochi minuti dopo cross di Cancelo, con Lewandowski a fintare e Fermin Lopez (a difesa sguarnita) a calciare un rigore in movimento, che permette ai suoi di andare in vantaggio. Il Napoli attacca a testa bassa ma si scopre troppo. Infatti neanche due minuti dopo arriva il raddoppio in contropiede della formazione di Xavi: palla di Lamine Yamal per Raphinha che si accentra e va al tiro beccando il palo, a quel punto Cancelo si ritrova a tu per tu con Meret e fa 2-0. Gli Azzurri continuano a crederci e al 30’ vengono premiati: palla filtrante di Di Lorenzo per Politano che serve all’indietro Rrahmani e Ter Stegen è battuto. Gli Azzurri vanno vicini al pari con Di Lorenzo al 33’, stavolta il portiere Blaugrana nega la rete. Gli spagnoli tremano anche al 46’, quando un tiro dalla distanza di Kvara termina fuori di un nulla.

A inizio ripresa il Napoli reclama un calcio di rigore. Al minuto 49’ infatti Osimhen subisce un pestone in area ma l’arbitro dice che non c’è nulla e il Var non interviene. Al 55’ torna a farsi vedere il Barcellona dalle parti di Meret, che nega il gol a Lamine Yamal. Il portiere è bravo anche al 68’ su Lewandowski come al 74’ sulla conclusione di Gundogan e al 77’ su Raphinha. Mister Calzona tenta il tutto per tutto inserendo Raspadori al posto di Traorè. All’80’ grande occasione da gol per il Napoli con il neo entrato Lindstrom, a tu per tu con il portiere va in torsione di testa e manda palla fuori. Poco dopo il Barcellona fa 3-1: la difesa del Napoli non contrasta né Sergi Roberto né Lewandowski, che riceve palla e a tu per tu con Meret chiude la gara. La formazione di Calzona continua a provarci ma trova solo un legno con Olivera. Napoli meno bello del solito ma anche sfortunato. Vittoria comunque meritata da parte del Barcellona, che ha avuto un atteggiamento da squadra più abituata a giocare in certe competizioni, nonostante la giovane età (si pensi al sedicenne Lamine Yamal) di alcuni suoi calciatori.

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