Napoli-Atalanta 0-3. Disfatta degli Azzurri tra le mura amiche

Gli ospiti vanno in vantaggio con Miranchuk, raddoppiano con Scamacca e chiudono la gara nel finale con Koopmeiners

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui; Anguissa (30′ s.t. Simeone), Lobotka, Traorè (1′ s.t. Zielinski); Politano (22′ s.t. Lindstrom), Osimhen, Raspadori (1′ s.t. Ngonge). All. Calzona.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (26′ s.t. Toloi), Hien, Kolasinac (22′ s.t. Djimsiti); Hateboer, de Roon, Ederson, Zappacosta (15′ s.t. Ruggeri); Miranchuk, Pasalic (16′ s.t. Koopmeiners); Scamacca (16′ s.t. Lookman). All. Gasperini

MARCATORI: 26′ p.t. Miranchuk (A), 45′ p.t. Scamacca (A), 43′ s.t. Koopmeiners (A)

ARBITRO: Luca Pairetto

L’Atalanta batte 3-0 il Napoli al Maradona in gara valida per la 30giornata di Serie A grazie ai gol di Miranchuk, Scamacca e Koopmeiners. Tre punti che permettono ai Bergamaschi (con una gara in meno) di staccare la formazione di Calzona a più 5 e fare grandi passi verso l’Europa, aspettando di vedere cosa faranno le dirette concorrenti Bologna e Roma. Tutto facile per la Dea al Maradona di fronte a un Napoli senza idee, senza un gioco valido e decisamente compassato. L’Atalanta con giocate semplici ma efficaci ha trovato senza problemi la via del gol mentre sotto il Vesuvio, dopo questa gara (forse anche prima) ormai si spera che questo campionato horror finisca al più presto possibile. Dopo l’eliminazione dalla Champions League per mano del Barcellona è arrivata quindi la prima sconfitta per gli Azzurri in campionato sotto la guida di Calzona. I problemi del Napoli purtroppo non si risolvono cambiando allenatore e questa estate se si vuole tornare a certi livelli, pur senza disputare coppe europee, servirà una rivoluzione da parte della società. Cè da intervenire su due grandi talloni d’Achille: la fase difensiva dove il Napoli subisce gol con disarmante facilità e migliorare nella fase offensiva dove raccoglie poco rispetto a quanto creato. Ma una sconfitta del genere a questo punto della stagione risulta molto difficile da digerire, come dimostrano anche i fischi dei tifosi, che meriterebbero tutt’altro che figuracce.

Lo spartito della gara è chiaro fin da subito: il Napoli attacca molto alto e così facendo lascia praterie all’Atalanta, che puntualmente le sfrutta. Al 2’ la Dea infatti va subito vicino al gol proprio su una ripartenza, con una verticalizzazione di Pasalic per Miranchuk, il russo si coordina bene ma trova il palo. Il gol arriva però solo al 26’ e il Napoli lo becca a difesa schierata con imbarazzante facilità: sponda di Hateboer, assist di Pasalic e tiro a due passi di Miranchuk. Gli Azzurri provano a farsi vedere in attacco con Osimhen al 28’ ma Carnesecchi gli sbarra la strada. Al 44’ altra palla persa dalla difesa del Napoli, questa volta al limite dell’area: Scamacca riesce a far passare il pallone tra Juan Jesus e Mario Rui indirizzandolo a fil di palo ed è 2-0 per i bergamaschi.

Nella ripresa Calzona manda in campo Zielinski al posto di Traorè, anonimo come il resto della squadra. Al 55’ proprio il polacco becca il palo con un sinistro al volo, in rapida successione la palla entra nella disponibilità di Lobotka ma anche lui sbatte sul legno prima che Scalvini tolga le castagne dal fuoco. Calzona inserisce anche Lindstrom e Simeone ma l’Atalanta ha più ritmo e nel finale trova anche il tris con il neo entrato Koopmeiners e anche in questo caso si ha la sensazione che Meret avesse la possibilità di fare qualcosa di meglio. Finisce tra i fischi del Maradona all’indirizzo degli Azzurri, l’Atalanta che ha meritato la vittoria invece esce a testa alta e ora vede la qualificazione in Champions (o in Europa League) più vicina.

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