Empoli-Napoli 1-0. Tre punti importanti per i toscani in chiave salvezza

Al Castellani i padroni di casa passano in vantaggio al 4’ con Cerri di testa. Poi gestiscono il vantaggio senza troppi problemi, anche perché il Napoli si dimostra nervoso e in confusione

EMPOLI (3-4-2-1): Caprile; Bereszynski, Walukiewicz, Luperto; Gyasi, Grassi (37’ st , Maleh, Pezzella (37’ st Cacace); Fazzini (25’ st Zurkowski), Cambiaghi (25’ Cancellieri); Cerri (20’ pt Niang). All. Nicola

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Ostigard, Juan Jesus, Nathan (1’ st Mazzocchi); Zambo Anguissa (44’ st Simeone), Lobotka, Zielinski Politano (27’ st Ngonge), Osimhen, Kvaratskhelia (27’ st Raspadori). All. Calzona

MARCATORI: 4’ pt Cerri

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo

L’Empoli batte il Napoli 1-0 allo Stadio Carlo Castellani, in gara valida per l’anticipo della 33esima giornata del campionato di Serie A. Tutto facile per i padroni di casa che passano in vantaggio al 4’ di gioco con Cerri di testa e poi gestiscono con attenzione, senza troppi problemi anche perché il Napoli si dimostra nervoso e in confusione, non sfondando quasi mai la retroguardia avversaria. Troppo soli Kvara e Osimhen, costantemente raddoppiati e triplicati. Arrivano così tre punti molto importanti per i toscani, momentaneamente a più 4 dalla zona retrocessione mentre per i ragazzi di Calzona, contestati dai tifosi a fine gara, si complica ulteriormente l’obiettivo di conquistare un posto nelle competizioni europee visto che le dirette concorrenti (come l’Atalanta) probabilmente riusciranno ad allungare in classifica. Inconsistente ed evanescente sarebbero due aggettivi indovinati per descrivere il Napoli visto al Castellani. Ha vinto la squadra che ha messo più agonismo in campo, non la più forte sul piano tecnico. La formazione di Davide Nicola è scesa in campo con l’intenzione di conquistare i tre punti e ce l’ha fatta, giocando molto sulle ripartenze e lasciando agli Azzurri il loro sterile possesso palla. Così è maturato il secondo successo in campionato dell’Empoli contro il Napoli, sì perché i toscani già si imposero al Maradona con il medesimo risultato. Per il Napoli le future gare che mancano al termine del campionato non lasciano presagire nulla di buono, la speranza è a questo punto che l’incubo in cui sono finiti gli Azzurri finisca al più presto e si riparta nella prossima stagione risolvendo quello che in questa non ha funzionato.

Calzona ridisegna la difesa viste le assenze degli squalificati Rrahmani e Mario Rui oltre che dell’infortunato Olivera. La coppia centrale è formata da Juan Jesus e Ostigard con ai lati Di Lorenzo e Natan, al ritorno da titolare dopo un lungo periodo e fuori ruolo. Il tecnico opta per il brasiliano sulla fascia visto che Mazzocchi non è al meglio, per poi farlo entrare nella ripresa vista la deludente prestazione in quel ruolo del primo. Pallino del gioco nei primi minuti da parte del Napoli, alla prima occasione però l’Empoli colpisce: Fazzini serve Gyasi, quest’ultimo crossa per Cerri che la gira di testa in porta e fa 1-0. Un gioco da ragazzi segnare per l’attaccante (al ritorno al gol in massima serie dopo tre anni, ndr) vista la scarsa copertura di Di Lorenzo. Al 20’ proprio Cerri si fa male e lascia il campo, al suo posto Niang. Il Napoli sembra un turista passato lì per caso e non riesce a reagire, rischiando il raddoppio al 35’ su un tiro di Cambiaghi che si stampa sull’incrocio dei pali.

Nella ripresa la formazione di Calzona mette più impegno ma non riesce a sfondare: ogni volta che arriva al limite manca poi la conclusione a rete. Poche però le occasioni create tranne che con Kvara, dimostratosi uno dei più volenterosi. Anche gli ingressi nel finale di Simeone e Raspadori non cambiano l’inerzia della gara. Finisce 1-0, l’Empoli conquista tre punti importanti in chiave salvezza, portandosi a 4 punti di vantaggio dal terzultimo posto e vede più vicina la permanenza in Serie A. Continua invece l’agonia del Napoli, con i tifosi a contestare la squadra per i pessimi risultati ottenuti e l’atteggiamento mostrato in campo. Un agonia che durerà probabilmente ancora cinque giornate, prima della tanto sperata rivoluzione estiva.

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