Napoli-Bologna 0-2. Azzurri evaporati ed ennesima figuraccia della stagione

Gli emiliani battono il Napoli al Maradona con due gol nel primo quarto d’ora di gioco, segnati da Ndoye e Posch

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera (36′ s.t. Mazzocchi); Anguissa (36′ s.t. Traore), Lobotka, Cajuste (27′ s.t. Raspadori); Politano (16′ s.t. Ngonge), Osimhen, Kvaratskhelia (36′ s.t. Simeone). All. Calzona

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Posch, Lucumì, Calafiori, Kristiansen; Freuler (37′ s.t. El Azzouzi), Aebischer; Odgaard (11′ s.t. Orsolini), Urbanski (27′ s.t. Fabbian), Ndoye (11′ s.t. Saelemaekers); Zirkzee (27′ s.t. Castro). All. Thiago Motta

MARCATORI: 9′ p.t. Ndoye (B), 12′ p.t. Posch (B)

ARBITRO: Luca Pairetto di Nichelino

Il Bologna batte 2-0 il Napoli al Maradona in gara valida per l’anticipo della 36esima giornata e terzultima gara del campionato di Serie A. Nel giro di un quarto d’ora gli ospiti mettono a referto ben due gol, il primo con Ndoye di testa su cross di Odgaard, il secondo su azione d’angolo con il colpo di testa Posch lasciato davvero troppo libero dalla difesa Azzurra. Tanto basta agli emiliani per garantirsi un proseguo di partita relativamente tranquillo, anche perché il Napoli oltre il possesso palla sterile non va e si capisce che aria tira quando al 19’ Osimhen conquista un rigore e dal dischetto Politano se lo fa parare con un tiro di facile lettura per Ravaglia (secondo portiere del Bologna). Nella ripresa soprattutto il Napoli prova ad alzare il ritmo ma la formazione di Thiago Motta si difende molto bene e serve altro per impensierirla. I cambi di Calzona, peraltro tardivi come al solito, certificano la grande confusione in cui sono piombati tecnico e squadra. Il Maradona non gradisce né la prestazione né l’atteggiamento dei giocatori, che al triplice fischio vengono subissati dai fischi e pesantemente contestati dalle curve. Il Bologna fa un grande passo avanti verso la conquista della storica qualificazione in Champions mentre il Napoli un ulteriore passo indietro verso l’obiettivo consolatorio della qualificazione in Conference League, che a questo punto probabilmente sfumerà.

Squadra quasi al completo per Calzona, eccetto Zielinski che per l’occasione viene sostituito da Cajuste mentre a Ostigard fresco di bocciatura dopo la deludente prova con l’Udinese il tecnico preferisce Juan Jesus. Coraggiose le scelte di Thiago Motta che privo di Ferguson ridisegna i suoi con un 4-2-3-1 con Ravaglia in porta (secondo portiere degli emiliani), Kristiansen terzino sinistro, Urbanski sulla trequarti e la coppia Odgaard e Ndoye come ali a supporto di Zirkzee: mosse che si riveleranno azzeccate. Parte subito pimpante il Bologna, che al 5’ spaventa Meret con un tiro di Calafiori. Al 9’ gli ospiti passano in vantaggio, Zirkzee prova il tiro dal limite alzato a campanile da Olivera, la palla entra nella disponibilità di Odgaard che crossa dal fondo per la testa di Ndoye, bravo a eludere la marcatura di Di Lorenzo e schiacciare a rete di testa. Troppo fermi sulle gambe i giocatori di Calzona e lo si vede ancora di più in occasione del raddoppio al 12’. Su azione d’angolo Calafiori prolunga per Posch che a tu per tu con Meret ci mette la testa e fa 2-0. Difesa sguarnita, Anguissa che era a un passo non chiude sull’avversario ed è tutto facile per il Bologna. Con il raddoppio il Bologna pensa molto più a difendersi mentre il Napoli ha l’occasione per riaprire la gara al 21’ quando Freuler atterra in area Osimhen. Dal dischetto va Politano ma il suo tiro è poco angolato e Ravaglia intuisce parando senza problemi. Altra chance al 25’, su azione d’angolo va di testa Olivera con un tiro che sfiora la traversa.

La ripresa inizia senza cambi. Il primo squillo è di Politano, tiro dal limite potente con il sinistro ma Ravaglia mette i pugni e allontana il pericolo. Al 56’ Motta sostituisce Ndoye e Odgaard con Orsolini e Saelemakers. Proprio quest’ultimo è protagonista di una grande azione del Bologna in contropiede al 64’, palla dell’ex Milan a Zirkzee che trova la deviazione di Meret di piede, a quel punto Orsolini ha l’occasione per il tap-in ma non trova la porta. Il primo cambio nel Napoli è l’ingresso di Ngonge al posto di Politano. Proprio l’ex Verona dà una palla interessante a Osimhen al minuto 70, il nigeriano calcia di prima intenzione ma Ravaglia nega il gol parando la con punta delle dita. Il Napoli nonostante gli ingressi in campo prima di Raspadori e poi di Mazzocchi, Traorè e Simeone non riesce a creare più azioni degne di nota e il Bologna nel finale si difende senza problemi. Vittoria meritata per gli emiliani che consolidano il terzo posto e se la Roma non batterà l’Atalanta nel posticipo saranno matematicamente qualificati in Champions. Il Napoli invece per la prima volta da tanti anni a questa parte si appresta a rimanere fuori dalla coppe europee.

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