Tra ferite da rimarginare e rotazioni tattiche, la squadra prepara il riscatto europeo contro l’Arsenal per scacciare i dubbi sollevati dalla battuta d’arresto a San Siro

Napoli, 7 settembre 2026 – Il martedì di Castel Volturno porta con sé l’odore dell’erba tagliata e il peso di una riflessione necessaria. La sconfitta patita nell’ultimo turno di campionato a San Siro ha lasciato scorie, ma il calendario non concede il lusso del rammarico: l’imminente notte europea contro l’Arsenal impone un cambio immediato di passo, di mentalità e, molto probabilmente, di assetto tattico. Il clima durante la ripresa degli allenamenti è quello delle grandi occasioni dove il silenzio è più eloquente delle parole. C’è la consapevolezza che le amnesie difensive e la poca incisività viste a Milano non saranno tollerate sul palcoscenico internazionale, contro un avversario che fa dell’intensità e del ritmo il proprio marchio di fabbrica.
La sessione di lavoro ha mostrato le prime contromisure. In campo si è vista una squadra intenzionata a ritrovare compattezza, abbassando il baricentro di qualche metro per non concedere la profondità che l’Arsenal sa aggredire con spietata precisione. Tra le opzioni al vaglio c’è un filtro più robusto a centrocampo, con l’inserimento di muscoli e corsa a supporto dei creatori di gioco, e un possibile ritocco alla linea difensiva per garantire un’uscita palla al piede più pulita ed evitare la pressione soffocante sofferta nell’ultima uscita. L’attesa è carica di tensione positiva: l’Europa rappresenta il terreno ideale per dimostrare che il passo falso di San Siro è stato solo un incidente di percorso e non la spia di una crisi di identità.
