La squadra di Allegri conquisti i primi tre punti europei in una notte ricca di gol e capovolgimenti di fronte
Napoli, 20 ottobre 2026 – Una serata dal sapore di montagna russa quella vissuta allo Stadio Diego Armando Maradona, dove il Napoli conquista la sua prima sofferta e vitale vittoria nella fase a gironi di Champions League battendo i norvegesi del Bodø/Glimt per quattro reti a tre. I ragazzi guidati da Massimiliano Allegri partono a spron battuto blindando il vantaggio dopo nemmeno un minuto di gioco grazie a un sinistro al volo impeccabile di Matteo Politano su assist perfetto di Leonardo Spinazzola. La reazione della compagine norvegese, ormai certezza tattica a livello europeo, non si fa attendere e a metà della prima frazione porta al pareggio firmato da una vecchia conoscenza del calcio italiano, Jens Petter Hauge, lesto nel punire Alex Meret con un preciso diagonale. Prima del duplice fischio dell’arbitro è però Scott McTominay, autentico trascinatore di serata, a svettare per inserimento e tempi d’inserimento battendo Nikita Hajkin per il due a uno partenopeo.
Nella ripresa il copione si ripete con ritmi alti e rocapoleschi che mantengono la sfida in perfetto equilibrio. Il Bodø/Glimt riaggancia la contesa con il gol del due a due messo a segno dal centravanti Andreas Helmersen, costringendo la panchina azzurra a rimettere mano all’assetto tattico. A fugare le paure del pubblico partenopeo sale ancora una volta in cattedra lo scozzese McTominay, che sigla la sua personalissima doppietta da trascinatore d’area di rigore e firma la rete del tre a due. Nel finale i padroni di casa trovano l’allungo decisivo sfruttando uno sfortunato autogol del difensore Odin Bjørtuft, utile soltanto a rendere meno amara la sconfitta ospite quando nei minuti di recupero Sondre Fet firma la terza rete norvegese.
I dettagli tecnici evidenziano la scelta di Allegri per un tre-quattro-due-uno speculare, interpretato in campo con Alex Meret tra i pali, protetto dalla linea a tre composta da Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani e Rafa Marín. Sulle corsie esterne hanno spinto Matteo Politano e Leonardo Spinazzola, con il duo di centrocampo formato da André-Frank Anguissa e Scott McTominay, mentre Kevin De Bruyne e Noa Lang hanno agito a supporto della punta centrale Rasmus Højlund. Dalla panchina sono subentrati nella ripresa Stanislav Lobotka per dare ordine, oltre a Mathías Olivera, Sam Beukema e al giovane Giovane. Sul fronte opposto, il tecnico Kjetil Knutsen ha risposto con il consueto quattro-tre-tre norvegese, schierando Hajkin in porta, Sjøvold, Gundersen, Bjørtuft e Bjørkan nel quartetto difensivo, Auklend, Berg e Fet a centrocampo, e la cerniera d’attacco formata da Blomberg, Helmersen e Hauge.
Al termine del match arrivano parole di grande pragmatismo e sollievo dalla panchina partenopea: lo staff azzurro sottolinea quanto fosse importante spezzare l’inerzia negativa in coppa e conquistare l’intero bottino, pur ammettendo la necessità di lavorare sodo sull’equilibrio difensivo per evitare cali di tensione che rischiano di riaprire partite apparentemente in cassaforte. Da parte loro, le dichiarazioni del tecnico del Bodø/Glimt testimoniano l’orgoglio per la prestazione di grande coraggio espressa in uno dei templi del calcio europeo, pur con la consapevolezza che a questi livelli le disattenzioni difensive contro giocatori di caratura internazionale si pagano a caro prezzo.

