Capodimonte: al via la campagna “Magnammece o’pesone”. Occupata Villa De Luca da precari e studenti.

Magnammece o pesoneVilla De Luca è stata occupata. L’edificio che si trova a Napoli, Capodimonte, in Via Nuova San Rocco 68, era abbandonato all’incuria e al degrado da decenni ed è una delle palazzine storiche che il Comune di Napoli ha intenzione di vendere, nonostante la sbandierata retorica dei Beni Comuni, per fare cassa a fronte dei debiti che le varie Amministrazioni Comunali hanno contratto con le banche.

Villa De Luca ora è occupata da un gruppo di persone, studenti e precari, una generazione che subisce sulla propria pelle condizioni di precarietà esistenziale: negli studi, nel lavoro, negli affetti e nell’affitto. Una generazione che ora ha deciso di ribellarsi, organizzandosi nella campagna “Magnammece o’pesone” (affitto, pigione, “pesone” deriva da appeso, a rischio, di chi si trova in una situazione di dipendenza con un debito da onorare periodicamente, ndr): autogestione partecipata e dal basso degli spazi urbani dimessi per esprimere il diritto alla mobilità e all’efficienza dei trasporti, il diritto alla sanità pubblica e gratuita, il diritto allo studio e alla cultura per tutti.

Questo è uno stralcio del manifesto di occupazione di Villa De Luca: “Non ci facciamo convincere da chi fino a ieri ci ha saccheggiato ed oggi ci chiede di continuare a servire i suoi interessi. Sappiamo che la crisi è una strategia programmata di espropriazione dei diritti e della ricchezza sociale a beneficio dell’1% che mangia caviale e beve champagne. (…) Esprimiamo tutta la nostra indisponibilità a piegarci ai dettami di una ripresa economica che non bada a ciò che nella vita è prioritario: il tempo, liberato dal lavoro; il lavoro, liberato dal profitto; gli affetti, liberati da luoghi e morali precostituite. Vogliamo una vita dignitosa. Non chiediamo il futuro, ci prendiamo il presente. (…) A nulla ci serve il solito modo di fare: credete – votate – aspettate – sperate. Crediamo nell’azione diretta.”

Da quando sono entrati in Villa De Luca, il 16 gennaio 2013, ragazzi e ragazze si sono impegnati quotidianamente per rendere l’edificio abitabile. Insieme a un gruppo di architetti solidali stanno discutendo di un progetto di autorecupero della struttura per definire spazi da restituire al quartiere per uso sociale, tutto questo attraverso assemblee pubbliche e il confronto diretto con gli abitanti del quartiere. Il benessere dell’uomo è finalmente al centro di un progetto sociale. Non grazie al Comune, ma alla costruttiva, ritrovata partecipazione popolare.

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