Pillole di calcio. Chievo-Napoli 2 a 4

pillole-calcio-napoliIl Napoli espugna il Bentegodi e vola a punteggio pieno (insieme alla Juve). Doppiette di Hamsik e Paloschi, secondo gol consecutivo di Callejon e prima volta a segno in Italia in gara ufficiale per Gonzalo Higuain. Il punteggio non mette al riparo da qualche critica ma i tre punti e i quattro gol in trasferta fanno sorridere.

FORMAZIONE. Il Napoli di 7 giorni fa con Insigne al posto di Pandev. Per il resto il rientro dalle squalifiche di Armero e Dzemaili non cambiano l’undici iniziale. Il Chievo si schiera con una 4-4-1-1 con Thereau che gira intorno a Paloschi.

TATTICA. Il Napoli gioca una prima mezz’ora molto autoritaria. Non sembra di essere in trasferta perché il possesso è altissimo e molto sereno, gli esterni si cambiano di posizione allargando la difesa avversaria, Higuain fa tanto movimento e pressa anche lontano dalla propria area di competenza e Hamsik fa quello che vuole.

CONTROPIEDE. Il canovaccio tattico prevede che il Chievo difenda ordinatamente e provi a ripartire in contropiede. Del resto è questo il marchio di fabbrica di Sannino, noto per la cura maniacale della fase difensiva e uno dei pochissimi allenatori di Serie A che continua a giocare col 4-4-2.

SVIZZERI. In questo scacchiere, un ruolo chiave lo hanno i due centrocampisti del Napoli, gli svizzeri: sono infatti loro i primi due preposti alle chiusure preventive, sono loro che devono impedire la ripartenza per evitare che il Chievo si trovi a tu per tu con Albiol e Britos e sono sempre loro due che devono pressare più alto possibile, anche a ridosso dell’area di rigore avversaria.

DIFESA. Una buona e una brutta notizia: il Napoli commette 4 errori in 90 minuti ma sono tutti errori individuali. Significa che c’è stata disattenzione, dimenticanza, avventatezza e chi più ne ha più ne metta ma tutto al livello dei singoli. Non si tratta di schieramento sbagliato o di errore di Benitez ma di defaillance singole su cui si potrà lavorare.

ERRORI. Gli errori che abbiamo selezionato sono quattro: Pepe Reina che respinge verso il centro del campo e non verso il corner il tiro da fuori di Radovanovic (sulla respinta Thereau calcia alto da ottima posizione), Britos che si addormenta facendosi sorprendere da Paloschi e ingannando di fatto lo stesso Reina, Maggio che fa un retropassaggio pericolosissimo a Reina (palo di Paloschi) e sempre Maggio che si fa beffare da Paloschi in occasione del secondo gol.

ATTACCO. Il Napoli in attacco fa paura. Si tratta di un gioco di squadra in cui i quattro offensivi si muovono continuamente: non solo lo scambio degli esterni (Insigne e Callejon che si alternano) ma tutti e quattro a turno occupano tutti i posti di attacco. Perché anche Hamsik e Higuain partono a volte sugli esterni.

BENITEZ-ANCELOTTI-GUARDIOLA. Facciamo un paragone nei movimenti d’attacco. Se vediamo il PSG dell’anno scorso, il Bayern di quest’anno e, ci vuole ancora tempo, il Real di oggi, tutte e tre le squadre giocano con quattro uomini offensivi. Ancelotti l’anno scorso giostrava con Ibra, La vezzi, Lucas e Pastore, quest’anno con Cristiano Ronaldo, Benzema, Isco e Bale. Anche Guardiola, nella sua barcellonizzazione del Bayern fa muovere Mandzukic, Goetze, Ribery e Robben allo stesso modo. I quattro uomini del Napoli sulla carta sono inferiori ai talenti appena nominati, ma la strada di europeizzazione è quella buona.

HIGUAIN. “Cavani era nato goleador, Higuain è nato grande attaccante con due piedi da grande centrocampista. Segnerà di meno ma tutti ne approfitteranno (Mario Sconcerti).

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