Sanità campana, De Luca aumenta gli stipendi dei manager. Le opposizioni gridano allo scandalo

I dirigenti apicali di Asl e aziende ospedaliere prenderanno tra i 10mila e i 15mila euro (lordi) in più in busta paga

Napoli, 17 agosto – Secondo quanto stabilito dalla Giunta regionale, con la delibera 520 del primo agosto, i dirigenti apicali di Asl e aziende ospedaliere prenderanno tra i 10mila e i 15mila euro (lordi) in più in busta paga. Il motivo? È scritto nella stessa delibera: “La sanità campana, per le rilevanti sfide future e gli impegnativi processi riorganizzativi in corso, deve poter contare su una classe dirigenziale qualificata, motivata e adeguatamente remunerata”. E ancora: “Allo stato attuale risulta che in Regione Campania i direttori generali delle aziende sanitarie ricevono un compenso annuo inferiore a quello delle apicalità mediche che coordinano, con particolare riferimento a quelle di dipartimento”. C’è da chiedersi, tuttavia, se con tutti i problemi che ha la sanità campana, il ritocco degli stipendi dei manager fosse la priorità.

Secondo quanto riporta il quotidiano Il Mattino “ai responsabili, di prima fascia, della Asl di Salerno (Antonio Giordano), della Napoli 1 Centro (Mario Forlenza) e dell’Ircss Pascale (Attilio A. M. Bianchi) andranno 154.937 euro lordi; ai direttori generali, di seconda fascia, di Napoli 2 Nord (Antonio D’Amore), di Napoli 3 Sud (Antonietta Costantini) e di Caserta (Mario De Biaso) saranno versati 150mila euro, mentre quelli, di terza fascia, che guidano le Asl di Avellino (Maria Morgante) e di Benevento (Franklin Picker) guadagneranno 145mila euro”. Non solo, saliranno anche gli stipendi dei direttori generali delle aziende ospedaliere della Regione.

Le opposizioni in Consiglio regionale non ci stanno e gridano allo scandalo. “Ora è tutto chiaro: quando De Luca diceva che la sanità campana sarebbe diventata la prima in Italia si riferiva non certo ai livelli di assistenza, ma ai super stipendi dei suoi manager”, afferma la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino. “Alla ripresa dei lavori – aggiunge – presenteremo una richiesta di Consiglio monotematico sui risultati raggiunti dai nominati di De Luca in sanità: il presidente commissario dovrà spiegare in aula in base a quali meriti ha aumentato gli stipendi già altissimi, mentre i cittadini subiscono le conseguenze disastrose di una pessima gestione sanitaria”.

La Ciarambino ricorda che quando De luca nominò i manager “annunciò pugno duro e verifica del raggiungimento degli obiettivi di assistenza sanitaria dopo 6 mesi. È passato oltre un anno dalle nomine, la sanità è in condizioni vergognose e De Luca non solo non ha fatto nessuna verifica né ha rimosso nessuno dei suoi nominati, ma addirittura li ha premiati”. “Come Movimento 5 Stelle siamo stati gli unici ad opporci alla scandalosa legge sulle nomine, che dava a De Luca il potere assoluto delle nomine in sanità senza trasparenza né merito. E siamo stati gli unici ad opporci quando con la scorsa legge di stabilità De Luca abolì la riduzione del 20% agli stipendi dei manager. Lui aumentava gli stipendi e noi proponevamo l’abolizione del superticket, che i cittadini campani sono costretti a pagare per i buchi nella sanità provocati dalla politica. Ritiri immediatamente quella delibera della vergogna e usi quei soldi per abolire il superticket che i campani pagano per ricevere in cambio un’assistenza da terzo mondo. Su questa vergogna faremo battaglia e – conclude Ciarambino – lavoreremo a una proposta per commisurare gli stipendi dei direttori generali ai risultati raggiunti: i premi si danno per i meriti e per il miglioramento dell’assistenza sanitaria, non per la fedeltà al presidente”.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro (FI). “Il Commissario della sanità non ha tra le priorità l’aumento stipendi dei direttori generali ma il miglioramento dell’assistenza ed il rigore economico. I cittadini prima”, scrive Caldoro sul suo profilo Twitter.

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