Il bilancio dei sopralluoghi tecnici fotografa una crisi profonda tra Pozzuoli e la zona occidentale di Napoli: accelerano i contributi di autonoma sistemazione mentre la popolazione chiede certezze sul futuro

Crisi profonda tra Pozzuoli e la zona occidentale di Napoli. Il quadro che emerge dagli ultimi aggiornamenti della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco evidenzia una ferita strutturale e sociale sempre più profonda nel territorio flegreo. Le verifiche di stabilità condotte nell’epicentro della crisi bradisismica hanno portato a un conteggio drammatico: sono 691 le abitazioni dichiarate inagibili, con un totale di oltre 1.700 persone sfollate costrette ad abbandonare la propria casa. Le aree maggiormente colpite si concentrano nel centro storico di Pozzuoli, nella fascia costiera di Arco Felice e nei quartieri della periferia ovest di Napoli, tra Bagnoli e Fuorigrotta. Il costante sollevamento del suolo e lo sciame sismico continuativo hanno compromesso l’integrità di numerosi edifici storici e strutture in muratura portante, costringendo i tecnici a chiudere interi stabili per ragioni di sicurezza.
Per fronteggiare l’emergenza abitativa, le istituzioni hanno attivato le procedure straordinarie per l’erogazione del Contributo di Autonoma Sistemazione. La misura prevede un sostegno economico mensile proporzionato al numero dei componenti del nucleo familiare, destinato a chi sceglie di trovare una soluzione abitativa autonoma in affitto o presso parenti.
Tuttavia, il mercato immobiliare dei comuni limitrofi registra già forti tensioni, con una drastica riduzione degli appartamenti disponibili e un rialzo dei canoni. Tra le comunità locali cresce la preoccupazione per i tempi di risposta della ricostruzione: mentre le verifiche di agibilità proseguono a ritmo serrato, la sfida principale diventa ora passare dalla gestione della prima emergenza a un piano concreto di messa in sicurezza e consolidamento del patrimonio edilizio.
