Terrorismo, africano arrestato a Napoli

Doveva lanciarsi con un’auto contro la folla

Un migrante del Gambia è stato arrestato su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito di un’operazione congiunta condotta da Digos e Ros. L’accusa nei suoi confronti è quella di far parte di un’associazione terroristica denominata Islamic State o Daesh.

Il giovane si chiama Alagie Touray, 21 anni, era sbarcato a Messina il 22 marzo 2017 con altri 638 migranti, di cui 208 provenivano dal Gambia e, munito di foglio di soggiorno provvisorio, da circa un anno era ospite di una struttura alberghiera, adibita a centro di accoglienza, a Licola.

Il fermo, avvenuto il 20 aprile all’uscita della moschea di Licola, è stato convalidato dal giudice che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare dopo una segnalazione da parte della Intelligence spagnola.

In un video ritrovato dagli inquirenti sul social network Telegram, Alagie dichiara: “Giuro di prestare fedeltà al Califfo dei musulmani Abu Bakr Al Quaraishi Al Baghdadi, nei momenti difficili e facili, nel mese Rajab giorno 2 e Allah è testimone di quello che dico”. Il giovane ha ammesso di aver ricevuto tramite Telegram l’ordine di lanciare un’autovettura contro la folla, ma ha dichiarato di non aver mai avuto la reale intenzione di attuare tale progetto.

In una chat di Telegram il giovane dice di essere in missione e chiede ai suoi confratelli islamici di pregare per lui.

Il procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo, in un incontro con il capo della polizia Franco Gabrielli e il comandante interregionale dei carabinieri Vittorio Tomasone, ha spiegato che “c’è tutta una serie di altre attività in corso” e che “si indaga su un ampio spettro di soggetti che a vario titolo possono essere venuti in contatto con il 21enne gambiano”, invitando nel contempo a non ingigantire la portata dell’episodio ed elogiando l’operato delle forze dell’ordine in sintonia con la Procura.

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