Folla di ragazzi per i funerali di Genny al rione Sanità. Padre Alex Zanotelli: “anche le nostre mani grondano di questo sangue”

Si sono tenuti nelle prime ore di questa mattina secondo le restrizioni ordinate dalla Questura di Napoli in merito alle disposizione sugli omicidi in ambito di camorra. Nonostante ciò tanti i ragazzi in chiesa, i palloncini bianchi e gli striscioni per dare l’ultimo saluto Genny Cesarano. Il parroco ai genitori: “Sareste voi i criminali?”

funerali.GennyNapoli, 11 settembre — “La cosa che voglio di più è che quelli che sanno si rechino in Questura a dire ciò che tengono nascosto” è l’appello di un uomo, un padre, che rivolgendosi agli assassini del figlio chiedendo che si costituiscano, piange con dignità il proprio figlio ammazzato.

La Questura di Napoli ha acconsentito ai funerali pubblici per Gennaro Cesarano, Genny, il ragazzo diciassettenne  ammazzato nella notte tra sabato e domenica nella sparatoria al rione Sanità, anche se non sono mancate le disposizioni fornite alla famiglia su una serie di prescrizioni a cominciare dall’orario in cui svolgere il funerale disposto alle 7, 30 di questa mattina.

Con venti minuti di ritardo sull’ora prevista, Genny ha varcato stamattina la soglia della chiesa di San Vincenzo alla Sanità per i suoi funerali. La sua famiglia ha potuto dargli l’ultimo saluto alle prime luci dell’alba così come ordinato dalla Questura. La decisione è giunta dopo una estenuante trattativa tra i genitori del ragazzo e la Questura di Napoli che nei casi di omicidi in un contesto di camorra detta delle restrizioni ferree per lo svolgimento dei funerali proprio per evitare rappresaglie, o situazioni di esternazione del potere della camorra, così come è accaduto invece a Roma per i Casamonica.

Le restrizioni a nulla sono servite però a trattenere parenti e amici che questa mattina hanno gremito la chiesa salutando Genny con striscioni e palloncini bianchi. Tanti i ragazzi seduti in terra al fianco di quella bara bianca. “Dio non manderà nessuno a salvarci, toccherà a noi dire basta”. Sono le parole di Alex Zanotelli, il padre comboniano che ha concelebrato la messa funebre al fianco di Don Antonio Loffredo, parroco della chiesa alla Sanità che ha tenuto a sottolineare che “il quartiere resterà in lutto finché non ci daranno delle risposte sulla morte di Genny”. Don Antonio inoltre nel salutare la famiglia con un sorriso ha aggiunto: “Sareste voi i criminali?”.

Padre Zanotelli ha parlato di una città spaccata, contraddittoria. —”Quanto sangue si è versato in questi giorni — in una città divisa in due — spaccata tra la Napoli bene e quella ‘malamente’, anche le nostre mani grondano di questo sangue. Tutti, Chiesa compresa, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità”.

Il padre di Genny prima della decisione della Questura sui funerali, aveva tenuto una conferenza stampa presso lo studio del proprio legale, Marco Campora. Evidente l’amarezza per le responsabilità che non possono essere attribuite solo agli assassini materiali del figlio, ma anche allo Stato, assente ed indifferente nonostante si conosca affondo la situazione di pericolo che negli ultimi tempi si era intensificata nel rione. –  “La Questura le sa certe cose, ne è a conoscenza” aveva ribadito Antonio Cesarano, il papà di Genny. – “Voglio una cerimonia pubblica per mio figlio. Genny era un bravo ragazzo, colpa anche dello Stato se è stato ucciso” ribadiva in conferenza stampa trattenendo con compostezza l’emozione. –“Lo Stato può fermare certe cose prima che accadono” è stato il rimprovero di Cesarano nel chiedere un’intensificazione, anche notturna, di controlli nel rione da parte delle forze dell’ordine, o anche dell’esercito.

L’avvocato della Famiglia, Marco Campora, intanto si è mostrato convinto che nelle prossime ore la Questura potrà confermare l’assoluta estraneità di Genny: – “La Procura, le forze dell’ordine stanno svolgendo in maniera rapida e serrata le indagini su questa vicenda e c’è una evoluzione continuativa nell’ambito investigativa, ma io credo che nelle prossime ore sarà definita la vicenda in merito alla estraneità di Genny da dinamiche di natura criminale”.

Nonostante la certezza del padre di Genny, che avrebbe voluto riabilitare il nome del figlio prima dei funerali e le parole di rassicurazione dell’avvocato della famiglia sulla dichiarazione di estraneità del ragazzo  da parte degli investigatori, le restrizioni sul funerale ordinate dalla Questura per i presupposti sugli omicidi di camorra restano in piedi.

“Genny non era il bersaglio dei killer. Mio figlio era un bravo ragazzo con mille passioni, non il camorrista che tutti hanno descritto in questi giorni. Non era l’obiettivo di quella banda armata giunta in rione a bordo di moto e che, sparando all’impazzata, ha colpito a morte mio figlio. Lo ha detto chi era presente, e lo ha detto a me e alla polizia”. Queste le parole di Antonio Cesarano.

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