Il Pd Napoli perde pezzi, si dimettono vicesegretario e componente della segreteria. Bassolino attacca: “disastro voluto”

Il vicesegretario provinciale Toti Lange e il componente della segreteria, Tommaso Ederoclite, hanno annunciato le proprie dimissioni

Antonio.BassolinoNapoli, 7 giugno – Perde pezzi la segreteria provinciale del Pd di Napoli, dopo l’annuncio del segretario nazionale Matteo Renzi di commissariare il partito locale. Hanno comunicato le loro dimissioni il vicesegretario provinciale, Toti Lange, e il componente della segreteria con deleghe alla comunicazione, alle riforme istituzionali, all’università e alla ricerca, Tommaso Ederoclite.

Il primo a comunicare la volontà di dimettersi è stato Ederoclite, affermando: “Davanti al risultato del voto sul Comune di Napoli non si può fare finta di nulla” e “davanti a scelte politiche che hanno portato a questi risultati bisogna fare una sola cosa, dimettersi”. “Pur avendo contestato molte scelte politiche di questa segreteria, e di questa dirigenza, – ha aggiunto – sono rimasto al mio posto per senso di responsabilità, e con altrettanto senso di responsabilità a questo punto non si può più mettere la testa sotto la sabbia. È con questo spirito che continuo il mio lavoro da iscritto a militante, e l’intero gruppo dirigente dovrebbe fare lo stesso, sin da subito”. Quindi, ha concluso Ederoclite, “mi richiamo a quanto detto da Renzi in conferenza stampa, il commissariamento è urgente, do il buon esempio e mi dimetto”.

Analoghe motivazioni hanno portato alle dimissioni di Lange, che su Facebook ha scritto: “Ho rassegnato le dimissioni da vicesegretario metropolitano del Partito Democratico di Napoli. Ho cercato di svolgere il mio ruolo con spirito di servizio e con la stessa dedizione di tanti amici che con me non hanno mai smesso di impegnarsi sui territori in un dialogo costante con la città. Da napoletano ho sempre ribadito, in tutte le sedi, l’importanza vitale della sfida delle amministrative a Napoli per il partito e quindi per la nostra città, rivendicando una maggiore autonomia nelle scelte decisionali del partito locale anche e soprattutto rispetto alle alleanze e quindi ad una chiara e netta proposta di centrosinistra ai nostri elettori”.

Nel Pd è iniziata di fatto la resa dei conti, con Antonio Bassolino che è tornato ad attaccare la segreteria del partito, dopo aver duramente criticato nelle scorse settimane l’alleanza con i verdiniani di Ala. “Adesso molti dicono quello che si sapeva da tempo. Meglio tardi che mai. A Napoli è stato un disastro annunciato e voluto. Bisogna ricostruire il Pd dalle fondamenta”, ha scritto questa mattina su Facebook l’ex sindaco di Napoli ed ex presidente della Regione Campania. Poi nel corso di una conferenza stampa tenuta nel pomeriggio, Bassolino ha rincarato la dose. “Peggio – ha affermato – non si poteva fare. Abbiamo perso senza neanche combattere. Non siamo andati al ballottaggio e non si è combattuto neanche al primo turno”.

“Tra me e de Magistris – ha aggiunto Bassolino – sarebbe stata una bella battaglia. Dalla nostra competizione chiunque avesse vinto ne sarebbe uscito migliorato. Due idee di città, di sindaco, di rapporti con istituzioni e cittadini, chiunque avesse vinto ne usciva più forte dalla competizione con l’altro. È un mistero il perché potendo fare questo si è scelto di fare una scelta che non ci ha portato al ballottaggio”. “Potevo – ricorda l’ex sindaco – fare una lista civica, potevo farlo all’Augusteo dove ho fatto la più bella manifestazione della campagna elettorale, l’unica senza un pulmino, neanche quelli scolastici. Non l’ho voluto fare. Renzi aveva detto ‘spero che nessuno scappi con il pallone’. Non sono scappato – ha spiegato Bassolino – per rispetto della mia storia e perché il pallone era stato già messo nella nostra rete con un terribile autogol. Anche volendo non potevo prenderlo, il danno era già stato fatto”.

“Si è votato per i sindaci non sul governo nazionale, su questo sono d’accordo con Renzi. Ma quando si vota in così tante grandi città, che sono l’ossatura dell’Italia, è evidente che oltre che sul sindaco si vota sul Paese”, ha infine sottolineato Bassolino.

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