Il 2016 per de Magistris: “Difficile e faticoso”. E annuncia la “costruzione di un movimento popolare che superi i confini della nostra città”

Il sindaco su Facebook parla di “confederazioni di comunità che daranno forza e potere al popolo e consentiranno la costruzione di governi di forte matrice popolare”

Napoli, 31 dicembre – “Difficile e faticoso”. I due aggettivi con cui il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, descrive su Facebook l’anno che sta per concludersi. Un anno di gioie e dolori per il primo cittadino. “L’anno della elezione, per la seconda volta, a Sindaco della mia amata Napoli, l’anno della vittoria al referendum costituzionale (de Magistris è stato schieratissimo per il No, ndr)”. Ma anche l’anno, scrive, in cui “è finita mia madre, lasciando un vuoto incolmabile”.

Ecco allora che il sindaco descrive gli obiettivi politici del 2017. “Continueremo – afferma – a lavorare per rafforzare sempre di più la nostra Città ed il progetto politico. Napoli sta vivendo un profondo periodo di riscatto e di riscossa. Napoli sta diventando sempre più forte a livello internazionale, soprattutto per le sue bellezze e ricchezze”.

“Nel 2017 – continua de Magistris – dobbiamo lavorare per la realizzazione di un’alternativa politica, culturale, sociale ed economica dal basso”. Chiaro è il riferimento a Dema, che da associazione politica è da poco stata trasformata in movimento, con lo scopo di guardare ben oltre la città di Napoli. “Siamo pronti – sostiene il sindaco – per la costruzione di un puzzle politico in cui tanti pezzi autonomi possano convivere nella lotta contro le ingiustizia, contro oligarchie, contro il Sistema. Movimenti sociali, associazioni, comitati, collettivi, singole personalità, tutti insieme per liberare progressivamente territori ed istituzioni dalle occupazioni di un sistema profondamente corrotto”.

“È entrato nel vivo il viaggio in cui confederazioni di comunità daranno forza e potere al popolo e consentiranno la costruzione di governi di forte matrice popolare. Potere al popolo contro gli abusi di potere contro il popolo. Forza agli oppressi – conclude – contro gli oppressori”.

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