I proprietari scelgano il canone concordato, i Comuni incentivino la locazione: la ricetta del sindacato contro la speculazione abitativa post-terremoto

Napoli, 10 agosto 2026 – Dopo le recenti scosse di terremoto e i conseguenti sgomberi legati al fenomeno del bradisismo nell’area flegrea, l’emergenza si sposta con forza sul fronte abitativo. Con un numero di sfollati che supera le duemila unità e decine di edifici dichiarati inagibili nei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e nella zona occidentale di Napoli, il mercato immobiliare della zona sta registrando gravi distorsioni. A lanciare l’allarme è Assocasa – Sindacato Inquilini, a seguito di numerose segnalazioni relative a canoni di locazione raddoppiati o perfino quadruplicati rispetto ai valori ordinari di mercato.
L’associazione di tutela definisce del tutto inaccettabile l’ipotesi che la drammatica vulnerabilità di tante famiglie colpite dall’emergenza sismica venga sfruttata per realizzare profitti speculativi. Pur non intendendo criminalizzare la proprietà privata e comprendendo le dinamiche economiche generali, il sindacato sollecita l’intera cittadinanza a un atto di responsabilità sociale, individuando nel regime del canone concordato la via d’uscita più equa per bilanciare le esigenze di tutte le parti coinvolte.
Questo strumento di locazione garantisce vantaggi concreti ai proprietari, tra cui la stabilità del rapporto contrattuale, la tassazione agevolata tramite la cedolare secca al 10% e l’esenzione totale dalle imposte di registro e di bollo. Parallelamente, offre agli inquilini la sicurezza di canoni calcolati su parametri sostenibili e certi, evitando che l’accesso alla casa diventi un privilegio insostenibile in una fase di profondo disagio socio-economico.
Per rendere davvero efficace questo modello, Assocasa chiama in causa direttamente i Comuni della fascia flegrea, chiedendo interventi tempestivi mediante leve fiscali mirate. Le misure sollecitate comprendono l’introduzione di ulteriori agevolazioni o riduzioni sulle aliquote IMU per chi decide di destinare le proprie abitazioni alle famiglie sfollate, affiancate dall’istituzione immediata di un tavolo istituzionale permanente sull’emergenza abitativa. L’obiettivo primario resta favorire la sinergia tra associazioni di categoria, enti locali e proprietà edilizia, assicurate sistemazioni dignitose a tutti i cittadini senza depauperare i bilanci familiari né spingere le persone all’abbandono forzato del proprio territorio.
