Pozzuoli2028: l’arte come atto pubblico. La candidatura riparte dalla città e dalle sue ferite

Dopo il silenzio seguito agli eventi di luglio, la città rilancia ufficialmente la propria candidatura a Capitale italiana dell’Arte contemporanea

Pozzuoli, 11 settembre 2026 – A pochi giorni dalla designazione ufficiale delle città finaliste, Pozzuoli rilancia la sua candidatura a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. È Paolo Lubrano, direttore del progetto “La Città delle Fragilità creative” inviato a giugno al MIC e adesso al vaglio finale della commissione esaminatrice, a rendere pubbliche le motivazioni che rendono attuale e necessario l’intervento culturale, proposto prima del drammatico evento sismico dello scorso 31 luglio. “Ci siamo imposti il silenzio – spiega Lubrano – con un tempo di rispetto imprescindibile per il disagio del territorio e le necessità tangibili ed urgenti dei cittadini. Un tempo sospeso che non ha fermato il nostro lavoro e che ci ha consentito di ridefinire il senso profondo della nostra candidatura nata prima del terremoto e chiamata poi a misurarsi direttamente con esso”.

Una sottolineatura che intende confermare ufficialmente la continuità della corsa di Pozzuoli, che prosegue con rinnovata determinazione in uno scenario mutato ed articolato in cui “ciascun ambito territoriale – continua Lubrano – è chiamato a svolgere la propria parte, dalle istituzioni nel garantire la sicurezza, alla politica nel coordinarne i processi ai corpi civici nell’offrire sostegno alla popolazione fino alle arti e alla cultura che devono inserirsi nel contesto sociale per partecipare alla ricostruzione morale e civile della comunità, ponendosi come architrave strutturale piuttosto che come semplice decorazione o elemento palliativo”.

La candidatura di Pozzuoli a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028, in questo rinnovato contesto, trae forza autentica proprio dalle recenti ferite che hanno colpito la quotidianità, l’economia e l’identità dei suoi cittadini. “Lontano dall’essere una semplice parentesi consolatoria o un’operazione d’immagine – aggiunge Lubrano – il progetto si propone come una leva strategica per restituire verità alla narrazione del territorio e rilanciarlo nel dibattito nazionale. Superando l’idea dell’arte come cura palliativa per i traumi collettivi, la nostra proposta intende utilizzare i linguaggi contemporanei per stimolare una presa di coscienza radicata, linguaggi capaci persino di dare voce alle assenze e alle criticità dimenticate dai media”.

Forte del sostegno compatto sottoscritto da numerose realtà pubbliche e private dell’area metropolitana di Napoli, la sfida di Pozzuoli2028 trasforma così la vulnerabilità in una piattaforma di riscatto pubblico e coesione sociale. “In questo mese di tempo sospeso – conclude Paolo Lubrano – si è consolidato un segnale di grande rilevanza istituzionale e sociale: numerose città dell’area metropolitana di Napoli insieme a molteplici realtà pubbliche e private hanno manifestato profonda vicinanza al territorio e al nostro progetto. Questo progressivo ampliamento della rete di partner e sostenitori a supporto di Pozzuoli2028 attesta la vitalità e la necessità della candidatura, dimostrando come la città continui ad esercitare una forte capacità attrattiva e aggregativa, sostenuta da una comunità coesa che può trovare anche nella condivisione culturale la forza per ripartire”.

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